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04 Luglio 2018

E’ tempo di ritornare ad AMDI?

Nicola Balduzzi riflette sulle parole del presidente ANDI


Gentile direttore 

Approfitto della sua ospitalità per condividere alcuni miei pensieri sulla interessante idea del presidente ANDI di ritornare al vecchio acronimo AMDI ( Associazione Medici Dentisti Italiani ). Per valutarne il significato credo, però, sia importante un po’ di memoria storica che da “antico andiano” credo di poter trasmettere. AMDI nasceva negli anni nei quali per accedere alla professione di dentista era necessario avere una laurea in medicina.  La specialità non era obbligatoria e l’esame di odontoiatria era un esame complementare del corso di laurea. 

La preparazione specifica era pertanto legata unicamente alla serietà e alla buona volontà di ciascuno, spesso ottenuta sul campo, e l’odontoiatra era considerato dai colleghi una specie di medico di serie B.

D’altronde anche noi stessi consideravamo la professione come una specie di un artigianato di precisione tanto che il mio professore di conservativa alla scuola di specialità amava ripetere che un dentista doveva avere le mani segnate dall’ uso degli strumenti come un falegname, e le conoscenze scientifiche erano veramente limitate. 

Poi arrivò il corso di laurea in odontoiatria - premessa indispensabile alla trasformazione della professione e a garanzia di una preparazione più accurata, approfondita e diffusa – e da qui l’esigenza di aprire un nuovo ciclo professionale autonomo e non più dipendente dalla medicina e chirurgia di base come era stato fino ad allora. 

Fu Giorgio Stella, storico presidente nazionale di AMDI a lanciare l’idea dal cambio del nome dell’Associazione in ANDI proprio alla chiusura di un’ assemblea provinciale di Milano (Lodi e Monza non erano ancora provincie).          

Associazione Dentisti Italiani, la prima scelta, che però si rivelò già occupata. Così andarono le cose, ma ora concordo con Carlo Ghirlanda e la sua proposta.

La Storia non si ripete ma si evolve continuamente.      

Esiste un Albo separato, esiste una Commissione Odontoiatrica indipendente dalla Commissione Medica, esiste un percorso formativo oggi completamente validato scientificamente e non più artigianale, esiste il sindacato più numeroso di tutta l’area sanitaria, abbiamo i nostri rappresentanti in ENPAM. Tutto è migliorabile ovviamente, ma credo che la nostra esigenza di indipendenza culturale e decisionale sia ampiamente garantita. 

Non possiamo però ignorare la continua scoperta delle sempre più strette correlazioni tra patologie orali e patologie sistemiche, che esaltano la parte medica e sanitaria della nostra bellissima professione, rendendola sempre più parte non secondaria di quella medicina che individua il benessere complessivo dell’individuo come obbiettivo da raggiungere. 

AMDI quindi, non come ritorno ai tempi passati, ma come esigenza di rimarcare una continua evoluzione, mi auguro non solo formale, del nostro sindacato nella difesa della nostra professione e della salute dei cittadini.                                                                                      

Dott. Nicola Balduzzi, ex presidente ANDI Milano Monza 

 
 

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