Gentile direttore
Ho letto l’intervista del dott. Damilano sulle iniziative di CAO C’è e vorrei intervenire sulla questione della petizione attivata anche da questo soggetto contro la pubblicità sanitaria. La petizione che ho lanciato lo scorso anno nasce da un malcontento della professione che ha subito un profondo cambiamento cui la classe odontoiatrica non era abituata. Inoltre una legiferazione favorevole non contrastata dalle rappresentanze ordinistiche e sindacali, che oggi sono cambiate, ha di fatto favorito la proliferazione incontrollata di centri odontoiatrici in forma societaria che per riempirsi di pazienti hanno lanciato campagne pubblicitarie massive e distruggenti i canoni della deontologia professionale.Il dott. Giuseppe Renzo, che per oltre 20 anni ha guidato la CAO Nazionale, doveva essere quale Presidente promotore e garante di una risposta concreta ed organizzata.
Così non è stato ed ai più è apparso, lui come altri, non in grado di assolvere al suo ruolo ed al rinnovo delle cariche è stato sostituito con tutta la sua governance. Ora appare curioso che proprio il gruppo CAO C’è, che mi sembra di capire dalla intervista da voi pubblicata si riferisca alla minoranza dei presidenti CAO che hanno perso le elezioni, lanci una nuova petizione contro la pubblicità sanitaria. Una petizione che nasce sotto il riferimento ad una "Cao c'è" che non c'è, in quanto non è una emanazione di CAO Nazionale dato che lo stesso presidente Iandolo, il nuovo Presidente, ne ha subito preso le distanze. E quindi si potrebbe dire che si chiede una firma contro le truffe millantando un collegamento istituzionale che non esiste.Non voglio pensare ad un escamotage per far firmare ma di certo a tanti colleghi questo passaggio non è sfuggito.
E poi perchè non invitare a firmare per la petizione Triestino che già esiste e che ha superato le 15.000 adesioni e di cui quella lanciata “ad hoc” da CAO C’è è clone fedele, anzi peggiorativo dato che nella ricerca di consensi (o potere perduto) , nel “copia incolla” , perde di vista la richiesta principale che non è il controllo preventivo, impossibile per legge, ma severe regole deontologiche eque ed uguali per tutti, liberi professionisti ed Srl, con sanzioni ordinistiche immediate.Anche se nessuno ci darà una medaglia nell’ immediato ho ottenuto attraverso la petizione, insieme ai 15000 firmatari, di far riscoprire alla categoria dopo decenni il valore dell’unità e della dignità professionale.
Se ci hanno clonato vuol dire che abbiamo creato più di un mal di pancia! Spesso mi chiedono quale futuro avrà petizione che ho attivato. Intanto si dovrà lavorare affinché certi comportamenti vengano decisamente impediti, perchè sono queste divisioni che hanno distrutto una categoria. Poi andare avanti sostenendo la Cabina di Regia tra CAO e i Sindacati, collaborare tutti insieme per chiedere alla politica una revisione armonica delle norme vigenti, contro nessuno ma a favore di una vera equità comportamentale. Ho letto oggi di un’iniziativa CAO con il garante … Bene, vuol dire che stiamo ancora servendo a cambiare il vento. In parole povere andremo avanti finchè non avremo regole uguali per tutti, privati e cliniche, centralità del rispetto del paziente e dell'operatore sanitario.
ANDI nazionale mi ha chiesto di coordinare un gruppo di lavoro su questo argomento e ci siamo già messi al lavoro.L’invito è quindi ancora quello di fare sentire il proprio dissenso verso la pubblicità selvaggia ed ingannevole e firmare la petizione che ho promosso a questo link.
Dott. Gilberto Triestino
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