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19 Ottobre 2018

La fattura elettronica tra paradossi e costi

L’analisi e lo scenario (pratico) secondo l’ex segretario AIO Raffaele Sodano


A poco meno di tre mesi dall’entrata in vigore dell’ennesima rivoluzione copernicana in materia fiscale con uno spirito che si dibatte tra il recalcitrante, il diffidente o il rassegnato abbiamo iniziato a ragionare nel merito. I contributi del DiDomenica e quelli dei colleghi Memeo e Mele magistralmente fotografano lo spettro umorale della categoria e il grado di appeal di quella rivoluzione digitale che, senza tema di smentita, proietta il “sistema paese” al primo posto nella graduatoria dei paesi europei maggiormente evoluti in materia di trasparenza e ‘tracciabilità fiscale.

E già: in Europa siamo i primi ad adottare un sistema in cui l’AdE, attraverso lo SDI, consentirà di “appiccicare” in capo ad ognuno dei (potenziali) furbetti dell’IVA una sorta di codice a barre che, attraverso l’incrocio dei dati forniti, arginerà’ ogni sorta di evasione del principale introito delle finanze italiche il tutto aderendo ad un HUB certificato.Sigle da servizi segreti in campo (Agenzia delle Entrate e Sistema di Interscambio) sul suolo italico dovranno, però, dialogare con l’universo mondo: le merci, si sa, in un sistema globalizzato come il nostro, valicano frontiere, attraversano gli oceani (alcune merci del settore che tanto amiamo, dall’estremo oriente addirittura catalogate tra i cosmetici....) arrivano sul nostro mercato.

Sono pronti, mi domando, questi soggetti che queste merci fatturano, a rispettare le norme italiane? Dovranno anche loro studiare l’italico dispositivo ed adeguare il linguaggio delle loro fatture alla rivoluzione italiana o, sigh, dovremmo noi, recettori delle fatture passive, provvedere ad elaborarle? E le multinazionali che spesso hanno produzione, deposito e uffici amministrativi sparsi un po’ qui e un po’ li sul globo saranno allineate entro l’1/1/19? E noi? Abbiamo deciso se fare in-house dialogando direttamente con l’Agenzia delle Entrate, deleghiamo il commercialista, upgradiamo il gestionale, acquistiamo un software dedicato? Abbiamo valutato il tempo da dedicare all’incombenza? E i costi?

La settimana scorsa ho partecipato, clandestino perché di gestionale ne uso un altro, alla conference call di una società e ho “gettato un occhio” su costi e qualche amenità.

Presumendo la movimentazione di circa 6mila fatture tra attive e passive

  • Attivazione del servizio: circa 300 € + IVA
  • Canone annuale ma senza il servizio di conservazione sostitutiva circa 500 € + IVA
  • Canone annuale con servizio di conservazione sostitutiva circa 1000 € + IVA

Sapendo che l’obbligo di conservazione della “massa dei dati”, nella loro Integrità, Autenticità e Leggibilità, deve essere garantito per 10 lunghi anni ho sommessamente chiesto cosa accade in caso di cessazione dell’attività, la risposta? Si paga quello che potrei sintetizzare in un “riscatto”: insomma si paga per avere un supporto informatico in cui sono contenuti i miei dati archiviati.

Dopo la conference call ho iniziato a valutare alternative, in attesa della proposta del mio gestionale.

Ho verificato che ce ne sono e tante ma non hanno il pregio della convergenza: avere un gestionale che digitalmente archivi dal consenso alla privacy, che sia dotato di una tavoletta per la firma digitale, che dialoghi con il STS, che mi consenta il disbrigo della fatturazione elettronica e che, nelle more, mi consenta l’abolizione del commercialista mi sembra la più auspicabile. Ho sondato anche lo stato dell’arte degli accordi della FNOMCeO con i principali player della digitalizzazione: ad un prezzo da urlo (10 €/anno) ma sono inchiodati alla preistoria della fatturazione elettronica “2015”. Quella solo verso la PA ma che, cito la newsletter, “due nuove convenzioni” soddisfano le necessità di Medici & Odontoiatri, peccato che siamo a fine 2018, alle soglie dell’applicazione della fatturazione di tutti i professionisti verso e da tutti. Insomma alla meta siamo quasi arrivati e, se non proprio nudi, scarsamente abbigliati appariamo. 

Dott. Raffele Sodano

 
 

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