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02 Novembre 2021

Sanzioni sull’utilizzo dell’amalgama, riflessioni sui controlli

I dubbi e le considerazioni di Maurizio Quaranta: Stabilite le sanzioni ora partiranno i controlli? I verificatori saranno in grado di verificare la presenza del separatore di amalgama? E come?


Può sembrare anche una coincidenza, ma proprio in occasione del G.20 di Roma, conclusosi con il passaggio del testimone sull'ambiente al COP26 di Glasgow, il Consiglio dei Ministri riunito a Palazzo Chigi il 27 ottobre scorso ha emanato la disciplina sanzionatoria per la violazione alla disposizione sul recupero dell'amalgama, così come da Regolamento (UE) N.2017/852 del Parlamento europeo. 

Il Governo Italiano doveva obbligatoriamente definire questo dettaglio, pena la messa in mora ma, grazie a questo tempismo, il Regolamento europeo in materia di trattamento dell'amalgama, già operante, è ora stato completato, corredandolo dell'unica parte mancante che aveva reso ininfluenti gli sparuti controlli: le sanzioni.

Personalmente mi auguro che ogni studio si sia dotato per tempo, almeno su un'unità operativa, del sistema che assicuri la gestione e la raccolta dei rifiuti d'amalgama.
Questo perché immagino che ora partiranno i controlli con una certezza: buona parte dei funzionari regionali preposti a queste operazioni di verifica, non sono in grado di accertare la presenza o meno di centrifugatori o filtri all'interno del gruppo idrico del riunito e quindi, molto probabilmente, chiederanno allo studio che ha installato uno dei sistemi in questione, di dimostrarne l'acquisto con una copia della fattura del fornitore. 

Sono certo della buona fede di molti professionisti che, non effettuando rimozioni di vecchie amalgame e men che meno effettuando nuove ricostruzioni in amalgama, hanno deciso di non premunirsi del dispositivo in questione, certi di essere nel rispetto della legge. 

Mi rivolgo a tutti costoro per allertarli, senza voglia alcuna di fare la Cassandra, perchè, temo che quei funzionari che ho citato e che non riusciranno identificare un sistema per il recupero dell'amalgama, in assenza di prova certa dell'acquisto e pur avallando la dichiarazione del professionista, potrebbero comunque decidere di effettuare dei prelievi dallo scarico dei riuniti. Scarico che, anche credendo ciecamente alla dichiarazione del professionista, risulteranno inquinati se solamente in quello studio si erano effettuate delle otturazioni in amalgama negli anni ottanta/novanta. Detto questo, qui mi fermo, perchè non ho nessuna intenzione di fare del terrorismo psicologico e  riporto solo il capoverso sulle sanzioni amministrative  del comunicato stampa del Consiglio dei Ministri nr. 43 del 27.10.2021, perchè comporta le pesanti conseguenze di cui Odontoiatria33 ha dato notizia nei giorni scorsi. 

Dott. Maurizio Quaranta, Advisor ADDE

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