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05 Novembre 2021

‘’Ma è del mestiere questo?’’

Con un po’ di ironia e sarcasmo il dott. Mele riflette su alcune iniziative intraprese dall’ISS e Garante della Privacy 


Egr. Direttore, credo che noi odontoiatri dobbiamo smetterla di lamentarci della scarsa attenzione verso la nostra categoria e prendere atto che le Istituzioni hanno invece nei nostri confronti delle premure ammirevoli, quasi commoventi. Da un po’ di tempo a questa parte abbiamo al nostro fianco dei veri e propri angeli custodi che ci guidano passo passo, con suggerimenti, consigli, raccomandazioni, semplificandoci così la vita e talvolta addirittura impedendoci di commettere imperdonabili errori. 

A suo tempo (si era appena attenuata la prima ondata COVID) feci notare attraverso Odontoiatria33 come l’Istituto Superiore di Sanità si fosse gentilmente premurato di raccomandarci molta attenzione al rischio legionellosi nei nostri studi nel momento in cui, dopo un periodo di fermo o comunque di rallentamento, avevamo ripreso le nostre attività. Come non ringraziarlo di così tanta premura? E’ solo un banale dettaglio il fatto che i nostri studi non siano mai stati pericolosi per il contagio da legionella. Oltre 15 anni di rapporti sulla legionellosi in Italia redatti proprio dall’Istituto Superiore di Sanità lo dimostrano. Ma, ripeto, si tratta solo di un banale dettaglio. Come è un banale dettaglio il fatto che, mentre si preoccupava per noi, al Policlinico di Bari tra il 2018 ed il 2020 ben quattro pazienti, ricoverati per altre patologie, siano morti per accertata infezione da legionella. In quei casi si sarà trattato di fatalità, se succedesse a noi sarebbe negligenza.

Dopotutto, si sa: “i vizi dei ricchi e dei grandi vengono scambiati per errori; e quelli dei poveri e gli umili, per reati” (Lady Marguerite Blessington, 1789-1849). 

Leggo in questi giorni su Odontoiatria33 che il Garante della Privacy, nostro novello angelo custode, si premura di insegnarci a gestire le password dei nostri archivi, dove conserviamo i dati “sensibili” dei nostri pazienti. Qualche lettore della Sua Rivista avrà certamente sorriso, scorrendo la lista dei suggerimenti (oserei dire banali), ed avrà pensato che evidentemente non sono stati sufficienti tutti gli adempimenti degli scorsi anni, legati al GDPR, con annessi e connessi documenti, corsi e consulenze di  esperti, spesso improvvisati ma comunque ben pagati. Ci voleva anche questo simpatico “Manuale delle Giovani Marmotte” a ricordarci i rischi che corriamo nel custodire in modo improprio i dati sanitari dei nostri pazienti e, di conseguenza, ad insegnarci come evitare problemi? E’ un po’ come volerci insegnare una filastrocca, dopo che siamo stati costretti ad imparare a memoria la Divina Commedia. Il Manuale  termina con l’invito a valutare la necessità di rivolgersi a “gestori di password” (aggiungo “sicure”). Ed immagino che siano tanto più sicure quanto più costose. 

Come spiegare, quindi, tutte le vicende che hanno visto grandi Aziende (San Carlo), Enti Pubblici  e privati (SIAE, Regione Lazio, CGIL), grandi Ospedali (San Giovanni di Roma), addirittura il Sistema Green Pass, aggrediti e derubati di dati, quelli sì estremamente delicati? E le loro “password sicure”? E il “database cifrato sicuro”? E i loro Responsabili del trattamento dati personali?Imprudenza, superficialità, responsabilità nei confronti non di centinaia di pazienti ma di milioni di cittadini, sono state valutate e semmai punite da un così premuroso Custode della nostra vita privata, che talvolta ci ha dimostrato anche quanto sa essere inflessibile? E se facesse l’angelo custode, e, perchè no, l’angelo “vendicatore” anche di altri, più grandi ed influenti di noi? 

Purtroppo “il gatto è un leone quando prende un topo. Ma il gatto diventa un topo quando lotta con la pantera” (Sa’di, poeta persiano, 1210-1291).A meno che, prendendola con ironia, non ci domandiamo: “Ma è del mestiere questo?”.    

Dottor Renato Mele: Vice Presidente ANDI Toscana    

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