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24 Gennaio 2022

Oltre al virus un nuovo nemico invisibile: l’inflazione

Nemico che Maurizio Quaranta intende come effetto collaterale del virus ritenendo che il settore dentale lo stia non considerando o sottovalutando


Nel settore odontoiatrico siamo da sempre abituati a combattere contro il “nemico invisibile” sin da quando si è trattato di epatite “non A e non B” oggi a tutti nota come Epatite C piuttosto che  di AIDS, di Legionella o di altri virus e lo abbiamo fatto sempre con efficacia ed efficienza, tanto che anche negli ultimi due anni, quando si è trattato di combattere il COVID-19, senza voler sminuire gli effetti nefasti dello stesso, per noi è stato come combattere solo contro solo l'ultimo "nemico invisibile".
Ora sta comparendo all’orizzonte, come effetto collaterale del virus, un nuovo “nemico invisibile” così come individuato da Ferruccio De Bortoli che da qualche mese ci mette sull’avviso del “rischio di sottovalutare la portata e la durata dei rincari di molte materie prime” che mettono a repentaglio la tenuta dei margini a tutti i livelli. 

Evidentemente il settore odontoiatrico italiano non è avulso dal resto del mondo economico globale ed i segnali dei primi aumenti di prezzo, che sono già arrivati nel mese di Dicembre e che hanno travolto gli Uffici Acquisti di tutte le aziende con rincari medi intorno al 5-6% oltre che con una serie di difficoltà nei rifornimenti, hanno dimostrato che i contratti in essere non riescono a far da barriera se si vuole comunque disporre di prodotti, di materie prime e/o di semilavorati. 

Sono ben conscio che qualcuno incomincerà subito ed a torto a parlare di speculazione, che sicuramente in qualche campo esiste, ma che nel dentale non è proprio il caso visto che non solo già si fronteggiano l’un contro l’altro armato chi produce e chi distribuisce, ma soprattutto visto  che ci penserà  anche il libero mercato a premiare la serietà commerciale o a  punire eventuali sparuti atteggiamenti speculativi, che andranno sicuramente condannati e repressi. 

Scusate, proviamo a domandarci: ma se è vero come è vero che questo processo inflattivo è già in atto, come mai tutti noi nel dentale continuiamo ad avere una percezione collettiva di un’inflazione ufficiale ancora bassa?  

Sarà sicuramente colpa di una cultura finanziaria che nel settore ancora latita, tanto che l’era degli interessi negativi che oramai ci circonda non ci ha mai preoccupati, così come sarà sicuramente colpa delle offerte che nel dentale da anni ci hanno fatto dimenticare che “una volta” esistevano i prezzi di listino, che ancora esistono, ma che nella nostra testa sono stati sostituiti dai prezzi delle super offerte dai quali partire per negoziare gli sconti, come se fosse tutto un grande Black Friday. 

Questo deve preoccuparci perché l’inflazione oramai è ripartita e non potrà più essere così.
E quello che deve ancor più preoccuparci è il fatto che quasi tutti gli attuali attori del settore odontoiatrico conoscono molto bene gli effetti della deflazione con la quale sono cresciuti ed hanno convissuto nell’ultimo cinquantennio, ma poco o nulla sanno dell’inflazione che in Italia ha già prodotto e potrebbe ancora produrre effetti nefasti, se non governata con mano sicura da nocchiero. Questo ovviamente non deve significare un ingiustificato aumento dei prezzima un serio controllo delle previsioni per il 2022, una verifica approfondita della struttura dei costi con nuove  modalità di interazione, oggi da tutti  facilmente fruibili grazie alle nuove tecnologie che utilizziamo quotidianamente nel gestionale.

Dott. Maurizio Quaranta, Advisor ADDE

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