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24 Febbraio 2022

Profilo dell’odontotecnico ed i dubbi sulla via legislativa da seguire

Maculan: il vero obiettivo è difendere l’esclusività della fabbricazione della protesi. Già oggi il diplomato odontotecnico è l’unico responsabile della fabbricazione ma nessuno controlla se non le assicurazioni che non rispondono in caso di contenzioso


Negli ultimi tempi si sta sviluppando un acceso dibattito sull’iniziativa di alcune rappresentanze odontotecniche, non maggioritarie, circa la presentazione di specifici DDL al Senato per far approvare il profilo dell’odontotecnico come professione sanitaria tramite legge dello Stato e non attraverso la legislazione concorrente, come previsto dal Titolo V della Costituzione e conseguenti leggi di attuazione. 

Dalla modifica intervenuta nel 2001 sul vigente Titolo V ad oggi, nessun profilo professionale in ambito sanitario è stato approvato con Legge dello Stato e l’ultimo in ordine di tempo, il profilo dell’osteopata, ha seguito quanto previsto dalla Legge 43 del 2006 e dalla Legge Lorenzin del 2018 che attuano appunto il Titolo V, leggi che prevedono l’iniziativa del Ministero della salute, il parere del CSS e quindi l’approvazione della Conferenza Stato-Regioni, quindi l’approvazione in Consiglio dei Ministri e la firma del Capo dello Stato. 

Per quanto personalmente vissuto nei sei anni di presidenza ANTLO non credo si possa evitare questo percorso. Il tutto senza entrare troppo nel merito di quanto contengono i due DDL presentati e tanto pubblicizzati ma l’esperienza mi dice che, non essendo ancora oggetto di discussione, il tempo passerà inesorabile verso la fine legislatura. 

Uno dei DDL mi sembra contenga un passaggio particolare: rendere il diploma in odontotecnica non tanto equipollente al futuro titolo universitario che ti mantiene abilitato all’esercizio dell’attività. Ma sufficiente a “saltare” il corso universitario triennale per accedere direttamente al corso biennale della laurea magistrale. 

L’altro DDL, per tutto ciò che non contiene e che ha rappresentato per quasi 100 anni le istanze della categoria, sembra quanto chiedevano i settori più conservatori dell’odontoiatria, contrari da sempre al miglioramento della regolamentazione della nostra figura professionale.

Condivido la presa di distanza su tali iniziative operata pubblicamente dalle due Associazioni Odontotecniche maggioritarie: CNA-SNO e Confartigianato Odontotecnici anche perché anche ascoltando i colleghi e le loro preoccupazioni, credo che, oggi, i nostri problemi non siano un profilo (soprattutto se sbagliato) ma la difesa dalla fabbricazione dei dispositivi medici su misura fuori dai nostri laboratori (addirittura con l’iva al 4%) e la conseguente difesa del nostro spazio professionale.
Purtroppo anche se già oggi solo un diplomato odontotecnico può essere il responsabile della fabbricazione dei dispositivi medici su misura in ambito odontoiatrico non controlla nessuno.
Fatta eccezione per le assicurazioni in caso di causa del paziente che non aprono neppure la pratica se non c’è la dichiarazione di conformità. 

Massimo Maculan

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