Alcune considerazioni del presidente SUSO Gianvito Chiarello sul servizio de Le Iene che banalizza un atto medico dando false aspettative ai telespettatori
C’era bisogno di correre in Albania per cambiare i connotati e ridare un sorriso ad un personaggio reso famoso da sporadiche apparizioni televisive e da canore imitazioni?
Mi riferisco al servizio andato in onda la sera di mercoledì 13 a Le Iene (Italia Uno). Abbiamo visto una lussuosa auto che accoglie il “paziente” all'aeroporto per condurlo nello studio odontoiatrico, le suggestive immagini di una protesi roteante sullo schermo del PC e “dulcis in fundo” dopo aver avulso tutti i denti in una sola seduta, denti fissi avvitati dopo 10 minuti dall'inserimento degli impianti e subito collaudati da un bel morso ad una mela, con buona pace dell'osteointegrazione.
I dentisti italiani si preparino ad affrontare le inevitabili richieste degli spettatori, che immaginiamo non pochi grazie anche alla fama de Le Iene.
Sarei curioso di sapere come il paziente protagonista del servizio sia stato indotto a sottoporsi a quest’intervento. Ovviamente per ragioni estetiche, ma certamente anche economiche, grazie ad un'odontoiatria presentata come all'avanguardia e a basso costo, ben lontana da quella italiana, così “ordinaria”.
Un assist in piena regola all'Odontoiatria albanese, proposto da una emittente televisiva italiana.
Ma i prezzi dei nostri materiali, gli standard sanitari che dobbiamo garantire, i costi del personale e delle attrezzature, i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi, le tasse che in Italia dobbiamo pagare? Non una parola.
Per rimanere nel nostro ambito, è lo stesso fenomeno che si sta verificando in Ortodonzia, oggi presa d'assalto da disinvolti produttori di mascherine “miracolose” bypassando tutto il sapere faticosamente acquisito sulla fisiologia e sulla biomeccanica.
Ma un impianto è davvero come un giocattolo cinese che se si rompe si getta via e se ne compra un altro? Qualche sano dubbio dovrebbe venire anche ai non addetti ai lavori.
Non prendiamocela quindi con l’ignaro paziente che ci chiederà se abbiamo visto il servizio. Ma invitiamo le stesse Iene, peraltro meritorie per ben altri servizi, a parlare “anche” e soprattutto di post assistenza. Proponiamo loro di fare un salto negli studi italiani, dove lo spettacolo è decisamente carente, ma la professionalità senza clamori per regola viene doverosamente messa in pratica, ogni santo giorno.
Gianvito Chiarello, presidente SUSO
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