I primari di area odontoiatrica aderenti all’ANPO intervengono nel dibattito pre elettorale esaminando i diversi interventi “verbali” che si sono susseguiti negli anni, sottolineando quanto poco sia stato fatto e propongono
La XVIII Legislatura della Repubblica italiana (2018-2022) era iniziata da pochi giorni e Odontoiatria33, in un articolo del suo Direttore, ricordava la necessità di un approccio serio all’odontoiatria pubblica evitando facili slogan (L’odontoiatria pubblica, un tema troppo serio per essere trattato attraverso slogan -Odontoiatria 33 - 11 Marzo 2018).
Il Direttore si chiedeva: “… come si fa a individuare le risorse necessarie per finanziare un modello di assistenza pubblica se non si sa quanti pazienti devono essere curati, quali patologie soddisfare e sulla base di questo quanti riuniti, dentisti, igienisti dentali, ASO servono. Senza questi dati non solo progettare è inutile ma anche commentare è un diritto che rischia di rimanere un esercizio fine a se stesso”.
Più recentemente (Dentiere di stato, così andò 20 anni fa - editoriale del 4 settembre us.) viene ricordata, a vent’anni di distanza, l’esperienza di quella Commissione istituita ad hoc per verificare la fattibilità di un progetto di fornitura di protesi a quei soggetti che per reddito, problemi di salute avrebbero potuto goderne. Richiamare le esperienze del passato è esercizio lodevole, per due motivi:da un lato ricordare, ancora una volta, l’importanza della memoria storica e, altrettanto importante, nel rimettere la palla al centro, riproporre quanto si chiedeva allora: “… diventa necessaria una seria programmazione nazionale di assistenza odontoiatrica che possa far fruttare al meglio i fondi, minimi, a disposizione e che non si limiti a risolvere una assistenza “una tantum” e destinata a pochi".
L’editoriale si chiude con un auspicio: “… ecco, però dopo 20 anni siamo ancora in questa situazione, dopo le promesse in campagna elettorale, nulla si attiva. La speranza per le persone in quella situazione è, questa volta, di essere finalmente smentito”.
Dopo quasi cinque anni, le precedenti elezioni si sono tenute nel marzo 2018, siamo nuovamente in piena campagna elettorale, con i riti di sempre. Ecco allora le proposte dei vari leader intermedi (opinion leader) come li definisce Sergio Fabbrini: “… giornalisti della stampa e della televisione, leader sindacali e imprenditoriali, di quella società organizzata che non appartiene al mondo degli eletti ma è molto più responsabilizzata rispetto al mondo degli elettori” (il Riformista - 25 Agosto 2022).Nel nostro caso quei leader intermedi espressione del mondo odontoiatrico.
ANDI chiede interventi per favorire l’accesso alle cure odontoiatriche ai pazienti (29 agosto 2022): “… in vista del prossimo appuntamento elettorale e della futura legislatura, l’ANDI chiede e sollecita interventi normativi a tutela del cittadino/paziente per consentire l’accesso alle terapie e la prevenzione odontoiatricaai cittadini in condizioni di comprovato disagio socioeconomico”.Una strada può essere quella di riproporre l’accordo già sottoscritto nel 2008 da ANDI con il Ministero della Salute: un progetto di “Odontoiatria sociale” che veda coinvolti i Professionisti, secondo un meccanismo di adesione volontaria. L’obiettivo è quello di permettere alla fascia di popolazione in oggettive condizioni di difficoltà socioeconomica l’accesso alle prestazioni odontoiatriche".
AIO indica ai candidati i cinque punti imprescindibili su cui aprire un confronto interno alla categoria e con i candidati sulle questioni di interesse odontoiatrico per la professione ed i pazienti:“… mantenimento dell’attuale modello di assistenza odontoiatrica che si fonda sulla rete degli studi libero professionali, NO a disposizioni di legge che promuovano partnership tra pubblico e privato basate su accordi con Service guidati dai grandi Capitali, NO alla sudditanza nel rapporto con i terzi paganti, NO alla politica dei convenzionamenti diretti tra professionisti e terzi paganti, NO all’imposizione da parte di chicchessia della politica delle tariffe, sostegno ai cittadini per l’accesso alle cure odontoiatriche attraverso un aumento della percentuale di detraibilità fiscale sui costi”.
SUSO indica gli interventi necessari a supporto e tutela dei professionisti e dei pazienti ed esprime al prossimo Governo le seguenti istanze: “… controllo dei costi dell'energia, misure atte a favorire la transizione ecologica attraverso sostanziose agevolazioni fiscali per coloro i quali favoriscono la svolta green, parità delle agevolazioni fiscali fra società e liberi professionisti, difesa del diritto alla salute del paziente mediante una legge chiara che impedisca alle aziende di vendere dispositivi su misura direttamente al pubblico, l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente con i vari ministeri interessati (Sanità, Welfare, Finanza) per rendere le cure odontoiatriche-ortodontiche più accessibili ad una più vasta schiera di popolazione sicuri come siamo che la Salute Pubblica si tuteli ad iniziare da una bocca sana ed un sorriso completo”.
A questi interventi segue il comunicato della CAO (Test di accesso ad odontoiatria, domani al via il test 05 settembre 2022) che per voce del Presidente Iandolo auspica che venga mantenuto il numero chiuso e giudica la programmazione “fallimentare in quanto dovrebbe tener conto anche di coloro i quali, per aggirare i test di ingresso italiani, ma anche semplicemente per fare un’esperienza lontano da casa cosa si iscrivono all’estero e ritorna ad invocare una revisione del requisito della specializzazione, necessario per entrare nel Servizio sanitario nazionale, tale da precludere al 90% dei professionisti la possibilità di accesso concorsuale agli organici dirigenziali pubblici in un contesto in cui la maggior parte degli Odontoiatri del Sistema sanitario nazionale sarà presto in età pensionabile”.
Volendo riprendere alcuni spunti offerti dalla memoria storica come non ricordare quanto scriveva, rivolgendosi al Ministro Lorenzin nel marzo del 2016, Laura Strohmenger:“… viviamo in un Paese che non solo non investe in odontoiatria pubblica, ma non investe nemmeno in odontoiatria preventiva. Un capitolo negletto da decenni", uno "scandalo" di fronte al quale "l'unico modo per chiedere scusa ai cittadini sarebbe quello di lanciare un percorso di prevenzione obbligatorio e gratuito: nei reparti nascita, nelle scuole dell'infanzia, coinvolgendo i medici, i pediatri e gli odontoiatri del servizio sanitario pubblico".
Argomenti che trovavano conferma nel Rapporto sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell'Unione europea, pubblicato dall’Istat nell’ottobre 2017, i cui contenuti vengono ripresi, in parte, in un articolo dal titolo molto significativo: “Cure dentali cenerentola del servizio pubblico. Poche possibilità di assistenza nel Ssn e anche molte assicurazioni e fondi negano il dentista. Non resta che pagarsele da soli”, pubblicato da Quotidiano sanità il 15 gennaio 2018.
Il mese prima, dicembre 2017, era stato dato alle stampe “Curare tutti. 10 sfide per il diritto alla salute”, con lo scopo dichiarato da Federico Gelli, autore del testo e responsabile sanità del Partito Democratico, di indicare “… idee e proposte che non sono illusorie ma attuabili, o perché esistenti in qualche realtà territoriale ed esportabili altrove , o perché possibili e sostenibili”.Nel testo di Gelli è dedicato all’odontoiatria l’ultimo capitolo “Curarsi i denti non è un privilegio” nel quale sono elencate le insufficienze dell’assistenza odontoiatrica pubblica e formulate proposte per un intervento di natura pubblica.
Rispetto a quanto proposto da Gelli il Collegio italiano dei primari ospedalieri di odontoiatria, odontostomatologia e chirurgia maxillo-facciale aderenti all’ANPO, in un articolo pubblicato da Odontoiatria 33 nel febbraio 2018 (La salute dei denti, dimenticata nei Lea, si ricorda in campagna elettorale) prende posizione ritenendo che “… un progetto basato sull’assunzione di odontotecnici, l’individuazione di tariffe calmierate, la disponibilità di volontariato odontoiatrico e addirittura su un tirocinio obbligatorio, sembra essere la premessa per non cambiare nulla”. Era l’inizio del 2018 e, come oggi, lo scenario non sembra cambiato.
A livello politico-istituzionale, al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che definiva ed aggiornava i Livelli Essenziali di Assistenza odontoiatrici (12 gennaio 2017) seguiva l’attivazione di tavoli tecnici presso il Ministero della Salute (Tavolo tecnico volto alla formazione, ricerca e programmazione dell’attività odontoiatrica, con particolare riferimento all’odontoiatria pubblica e sociale - novembre 2020), e presso la Sezione I del Consiglio Superiore di Sanità (Gruppo di lavoro istituito con il fine della “revisione dell’accesso alle cure odontoiatriche all’interno del SSN - giugno 2022”).
Nel rivolgersi al variegato mondo della politica l’Associazione Nazionale Primari Ospedalieri (ANPO), attraverso il Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale, richiama l’importanza degli aspetti etici, di equità e appropriatezza nel formulare proposte preelettorali in grado di favorire una odontoiatria di comunità sostenibile e universale.
Se l’obiettivo è rispondere al diritto alla salute, universalmente garantito, il Collegio sottolinea, ancora una volta, l’insufficienza delle proposte formulate dai vari opinion leader. ANDI: “adesione volontaria a programmi di odontoiatria sociale per soggetti in difficoltà socioeconomica” (… e tutti gli altri?), AIO: “aumento della percentuale di detraibilità fiscale sui costi” (… per quelli che hanno comunque la possibilità di pagare il dentista!), SUSO: “istituzione di un tavolo di lavoro permanente con i vari ministeri interessati (… visto che non ce ne sono a sufficienza!), proposte che, sostanzialmente mantenendo lo status quo, sembrano più a favore dei professionisti che della comunità.
Tre le iniziative promosse da ANPO.
La prima: rimuovere il requisito della specializzazione per l’assunzione di dirigenti odontoiatri e favorire l’incremento delle piante organiche delle strutture odontoiatriche. Tale provvedimento è isorisorse ed è stato proposto da ANPO al Gruppo tecnico sull’odontoiatria del Ministero della Salute (GTO) nel documento “Proposta di abrogazione della lettera b) del primo comma dell’articolo 28 (Concorso, per titoli ed esami, per il primo livello dirigenziale odontoiatra. Requisiti specifici di ammissione)” dell’ottobre 2018.
La seconda: rispondere ai principi di efficienza ed efficacia individuando l’età evolutiva quale target privilegiato sul quale investire le risorse. Coerentemente con gli indirizzi di prevenzione contenuti nelle Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva e con gli indirizzi di assistenza degli attuali Livelli Essenziali di Assistenza, individuare il modello, le strutture e gli operatori ovvero le modalità organizzative minime essenziali obbligatorie di ogni distretto sanitario, come proposto da ANPO al GTO nel documento “Indicazioni per la presa in carico odontostomatologica del paziente pediatrico nel Servizio Sanitario Nazionale” del dicembre 2019.
E, da ultimo, uscire dalla logica del far finta e impegnare la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome a individuare le modalità tecniche per il continuo monitoraggio dell’applicazione del dispositivo normativo, nei contesti territoriali, e per la verifica degli effetti prodotti.
Dott. Fulvio Campolongo: Segretario Nazionale Collegio Italiano dei Primari Ospedalieridi Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale (CIPOOOCMF) Associazione Nazionale Primari Ospedalieri (ANPO)
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