HOME - Lettere al Direttore
 
 
28 Ottobre 2022

Carenza di Medici ed Infermieri e criticità del Sistema Sanitario Nazionale

In merito ai 500 Medici cubani per la Sanità della Calabria alcune riflessioni del presidente AIO Fausto Fiorile che cita Gandhi: “Il futuro dipende da ciò che fai oggi” 


La notizia dei 500 medici cubani reclutati dalla Sanità calabrese per far fronte alla crisi di personale, sono convinto che abbia sbalordito moltissimi medici. Sappiamo da tempo che la politica di “reclutamento” da parte dei sistemi sanitari degli Stati, in altri Paesi vicini e lontani, non è più una novità.

Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno attinto anni fa dal Regno Unito. I medici inglesi, emigrati in USA, hanno mandato di conseguenza in crisi il sistema della Gran Bretagna che a sua volta fin dagli anni ‘60 ha iniziato ad importare personale dalle ex colonie. Nel 2015, circa il 30% dei medici e degli infermieri inglesi era rappresentato da professionisti provenienti da India, Pakistan, Sud Africa e Nigeria. In tempi più recenti sono stati gli stessi medici e dentisti italiani ad aver dato vita ad un fenomeno di emigrazione verso Germania, Olanda, Belgio, Francia e Nord Europa estremamente importante nei numeri e pericoloso per il nostro Paese.

Le ragioni di un siffatto fenomeno di migrazione di medici e dentisti possono essere ricondotte sostanzialmente a due situazioni: stato di emergenza in alcuni Paesi e strategia politica ben definita da parte di altri Stati. Mentre è intuibile quello che si verifica quando un sistema è in emergenza (vedi SSN) e si cerca quindi in tutti i modi di adottare provvedimenti alla ricerca di aiuto (vedi medici cubani), va invece spiegata meglio la strategia politica dei Paesi che scelgono di ridurre gli investimenti per la formazione dei propri professionisti della salute, rivolgendosi strategicamente fuori dai propri confini.Il motivo è prettamente economico.

Formare un medico o un odontoiatria in Italia costa 300-350 mila euro circa. Una bella sommetta che, per chi ha deciso di adottare la politica del reclutamento all’Estero come stanno facendo alcuni Paesi europei, può essere risparmiata nei bilanci economici.

Siamo arrivati oggi a più paradossi.

Fino a pochissimi anni fa si parlava di pletora ed oggi siamo addirittura in emergenza per la carenza di medici. A fronte di un Paese come il nostro che investe in modo importante nella formazione di queste figure, ce ne sono altri che approfittano di questi investimenti a costo zero. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale è entrato in una crisi che interessa non più solo gli aspetti economici, ma anche e soprattutto le “risorse umane”. E questo perché chi aveva la responsabilità di farlo non si è mai preoccupato di alcuni temi fondamentali tra cui: i sogni e le aspirazioni dei medici, infermieri e operatori sanitari; le professionalità, le esperienze e le competenze da valorizzare con attenzione; la motivazione e la passione che dobbiamo tutti contribuire a tenere accesa nei professionisti della salute che operano nei nostri ospedali.Ci sarà stata certamente anche la pandemia di questi due anni tra le cause indirette legate alla mancanza di personale oggi. Ma se vogliamo essere obiettivi, le motivazioni vanno ricercate molto più in profondità e indietro nel tempo; più precisamente nella poca considerazione e attenzione che le politiche sanitarie di questi ultimi anni hanno rivolto all’uomo e alla donna medico prima ancora che a qualsiasi altro aspetto.Tornando quindi alla notizia dei 500 medici cubani e dei problemi legati alla carenza di personale nel SSN, è forte il sospetto che si stia utilizzando il pretesto dell’attuale situazione di emergenza, anche legata alle sospensioni Covid-19, per iniziare una politica di reclutamento dall’Estero anziché valorizzare i tanti medici, infermieri, operatori sanitari, giovani e preparati che si sono formati nelle nostre università.

Mi faccio quindi alcune domande.             

1. Perché dobbiamo spendere tanti soldi (28 milioni di Euro all’anno) per assumere medici cubani, quando ad oggi ci sono tanti medici che emigrano e potremmo mantenere in Italia oltre a molti altri sospesi per le “note questioni” che potrebbero essere reintegrati?            

2. Siamo sicuri tra il resto che i 500 medici cubani che entreranno nell’organico della sanità calabrese siano stati tutti regolarmente vaccinati con 3 dosi del vaccino Pfizer/Moderna?             

3. E che sappiamo in merito ai medici Ucraini che altrettanto velocemente si parlava di abilitare alla professione in Italia? Quanti sono? Dove stanno lavorando?            

4. Com’é possibile che a fronte di pochissimi concorsi che non consentono di coprire gli organici si possano attivare percorsi alternativi così veloci?            

5. Com’è possibile che fino a pochissimi mesi fa i medici che si formavamo nei paesi extracomunitari (non Schengen) per lavorare in Italia dovevano essere sottoposti a selettivissimi esami di validazione della loro preparazione, mentre oggi tutti questi filtri sono saltati e si sono aperte autostrade per l’ingresso di questi professionisti?            

6. Abbiamo mai misurato quanti sono i medici, gli infermieri, i dentisti che per fasce d’età vanno a lavorare fuori dall’Italia?            

7. Abbiamo mai indagato sui motivi che portano i giovani medici a preferire la Germania, l’Olanda, il Belgio, l’Inghilterra ecc. ecc. all’Italia?         

8. Ci siamo mai chiesti come potremmo contrastare la fuga dei nostri cervelli valorizzando le Eccellenze che abbiamo numerose? Con quali provvedimenti? Semplici domande da cui partire e che rivolgo alla Politica. 

Dott. Fausto Fiorile: Presidente AIO 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Se ne parla a novembre al Congresso internazionale AIOP di Bologna. Ecco la presentazione del presidente Noè e del dirigente Angeloni


Alcune considerazioni del prof. Luigi Rubino sull’evoluzione del rapporto tra odontoiatra ed odontotecnico nell’era digitale


Zizzo (SUSO): urge il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) per l’attivazione dei corsi


Tre considerazioni sul ruolo dell’odontotecnico, il rischio abusivismo e la “speranza” di un sindacato unico per gli odontoiatri


“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Vito Lombardi cita Giuseppe Tomasi di Lampedusa per la sua riflessione sulle recenti e storiche questioni...


Altri Articoli

All’interno dell’Autodromo di Monza visite preventive per promuovere la salute orale e sensibilizzare sul tumore del cavo orale. Lo scorso anno sono stati intercettati tra casi


Gli adolescenti che si sentono a proprio agio nel mostrare il proprio sorriso presentano un buon benessere psicologico e sociale, mentre l'utilizzo attivo dei social media tende ad attenuare questo...


Una guida per comprendere la Quota B realizzata dal dott. Marcello Chiozzi


Un nuovo capitolo per Hager & Meisinger in Italia – nel segno della continuità, delle relazioni e del futuro


Uno studio italiano evidenzia come la flessione anteriore del capo associata all'uso prolungato dei dispositivi elettronici possa modificare il bilanciamento tra temporale e...


Nel suo editoriale su Dental Cadmos richiama l’attenzione sul valore strategico dell’aggiornamento per accompagnare l’evoluzione della professione


Entro venerdì si deve dichiarare il reddito libero professionale prodotto nel 2025 attraverso il modulo D 


In un centro estetico venivano eseguite sedute di sbancamento dentale con prodotti ad uso esclusivo di odontoiatri ed igienisti dentali


Se ne parla a novembre al Congresso internazionale AIOP di Bologna. Ecco la presentazione del presidente Noè e del dirigente Angeloni


Stipendi bassi, scarsa valorizzazione e poche prospettive di crescita le criticità ma molto forte l’aspetto vocazionale. Interessanti dati di una ricerca IDEA


Scatta la gara di solidarietà per riattivarlo. AIO Roma effettuerà una donazione per l'acquisto delle attrezzature necessarie per permettere allo studio di tornare a curare i pazienti più...


1783 i posti disponibili negli Atenei italiani sede di corso di laurea, di cui 560 quelli assegnati alle università private. Ecco i posti ateneo per ateneo. Odontoiatria il corso con meno iscritti


Senna (CAO): soddisfatti per il provvedimento ma permangono le criticità sul tema dell’esiguità delle borse e dei pochi posti disponibili


Roma capitale della normazione per operatori della salute orale per l'Annual Meeting ISO/TC 106 “Dentistry”


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi