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30 Gennaio 2023

Progetto OrthoDigital in Valle d’Ossola, alcune precisazioni

Cesare Marian rassicura ANDI Piemonte sulle finalità e le modalità operative del progetto che punta ad agevolare le visite odontoiatriche dell’ASL attraverso le nuove tecnologie


Spett. Direttore, in qualità di responsabile di Progetto OrthoDigital chiedo di poter rispondere tramite il Vs. giornale in merito ai dubbi sollevati dal presidente regionale di ANDI Piemonte Dott. Virginio Bobba e riportate da Odontoiatria 33 sull’applicabilità del modello proposto, in cui si ravviserebbero importanti violazioni di legge e rischi per la salute dei pazienti. 

Precisiamo innanzitutto che quanto proposto dal protocollo di sistema Orthodigital è propedeutico alla prima visita odontoiatrica a fini ortodontici, e non intende in alcun modo sostituirsi ad essa; si propone, al contrario, di ottimizzare il servizio pubblico portando all’attenzione e alle cure dei dentisti dell’Asl solamente i pazienti che ne hanno diritto e bisogno.

Il progetto vuole rendere fruibili nelle zone geograficamente svantaggiate del Paese le cure ortodontiche e odontoiatriche infantili pubbliche previste dai LEA e di competenza del SSN, validando un prototipo di fab-lab/centro-servizi odontotecnico/ortodontico (scalabile e replicabile) in grado di supportare le ASL territoriali nell’erogazione dei programmi di prevenzione e cura previsti dai lea odontoiatrici, fornendo strumenti e servizi tecnici di supporto alla telemedicina utilizzabili presso le farmacie rurali, gli ambulatori territoriali e presso il domicilio stesso del paziente, consentendo alle Asl che operano nelle aree interne una appropriata ed efficace presa in carico del paziente odontoiatrico in età evolutiva, anche nei casi di pazienti con disabilità che richiedono una gestione customizzata delle cure. 

Il sistema, attraverso una piattaforma tecnica, logistica, strumentale e organizzativa vuole mettere a disposizione di professionisti sanitari abilitati (Farmacisti, Pediatri ed Infermieri di comunità) gli strumenti, l’assistenza tecnica e le tecnologie necessarie per la rilevazione digitale dei dati da cui il centro servizi determinerà (in remoto) la presenza o meno delle discriminanti di accesso al servizio, ovvero un Indice IOTN maggiore di 3° e/o la presenza di carie: una volta accertato il diritto del paziente ad usufruire delle cure odontoiatriche pubbliche questi verrà informato e preso in carico dalla Asl territorialmente competente, accedendo così alla “prima visita odontoiatrica a fini ortodontici” da parte del dentista ortodontista abilitato dell’Asl, che dopo aver effettuato oltre alle valutazioni strettamente odontoiatriche tutte le altre considerazioni mediche quali quelle fonetiche, muscolari, posturali ed auxologiche, effettuerà il piano di trattamento avvalendosi (anche) dei dati già elaborati dal centro-servizi e confluiti in un report digitale, comprendenti i modelli di studio e di costruzione del dispositivo ortodontico. 

Tale sistema renderebbe superflue tutte le sedute ambulatoriali oggi dedicate alla (doppia) rilevazione delle impronte, nonchè alcune delle visite di controllo, riducendo all’essenziale l’accesso agli Hub e liberando risorse professionali ed economiche riallocabili dalle Asl in maniera più efficace. Per realizzare questo piccolo miracolo gli unici strumenti necessari sono scanner intraorali per la rilevazione delle arcate e dispositivi di transilluminazione a fibre ottiche per la rilevazione della carie: entrambi dispositivi tecnologici che si limitano ad illuminare e fotografare la superficie dei denti del paziente, operazione che i professionisti sanitari sopra citati, se adeguatamente formati, sapranno sicuramente svolgere con estrema professionalità e competenza; l’utilizzo ove possibile di ausili monouso ed i cicli di sterilizzazione dei dispositivi utilizzati, così come la tutela della riservatezza dei dati sanitari del paziente, la loro gestione certificata e l’interoperabilità del sistema impiegato sono stati ampiamente considerati in fase pre-progettuale. Il prototipo sviluppato intende infatti dare origine alla realizzazione, da parte di CNA Piemonte Nord (partner di progetto) di specifici percorsi formativi pre e post-diploma volti all’aggiornamento e alla riqualificazione delle competenze professionali dell’odontotecnico ed alla loro certificazione digitale, e saranno rivolti ad odontotecnici abilitati interessati a replicare e scalare il modello in altre aree del Paese.

CNA Piemonte Nord ha confermato la disponibilità a fornire, attraverso il proprio ente di formazione professionale il supporto didattico necessario a garantire l’offerta formativa derivante dagli sviluppi del progetto, ed il supporto per il trasferimento tecnologico offerto dalla rete CNA HUB 4.0.

Si propone quindi un modello di gestione del servizio più efficace e coerente con le esigenze dei territori montani e con le normative e le indicazioni vigenti, che prevedono il rafforzamento della rete erogativa di prestazioni sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali quali le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità, e la realizzazione di servizi di telemedicina volti all’accessibilità e continuità dell’assistenza territoriale.OrthoDigital, attraverso le collaborazioni e gli accordi attivati con Polo BioPmed-BioIndustry Park di Ivrea, Cottino Social Impact Campus-PoliTo e Butterfly Area-UniTo, sta attivando contatti con ASL, Atenei, Enti e rappresentanze territoriali e sociali al fine di concorrere ad una co-progettazione del servizio, in considerazione delle realtà sociali esistenti nelle aree interne e delle relative esigenze sanitarie territoriali correlate, siamo quindi lieti di accettare l’offerta di collaborazione pervenutaci da ANDI Piemonte, attraverso la lettera pubblicata su Odontoiatria33, volta a migliorare e rendere attuabile il progetto, collaborazione che potrebbe concretizzarsi -ad esempio- utilizzando il “mese della prevenzione dentale” per informare il pubblico sulle possibilità di cura offerte e garantite dal SSN ai soggetti in età evolutiva, oppure coinvolgendo gli associati ANDI in attività di volontariato a favore delle categorie deboli, chiedendo loro di mettersi a disposizione presso le Farmacie rurali, gli ambulatori territoriali o presso il domicilio del paziente per sovrintendere alle operazioni sopra descritte, con l’obiettivo di contribuire realmente ai bisogni della popolazione infantile senza trascurarne la sicurezza. 

Sperando di aver risposto in maniera sufficientemente puntuale ed esaustiva ai dubbi sollevati da ANDI Piemonte su fondatezza, coerenza, congruità e ammissibilità dei presupposti progettuali, siamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti. 


Odt. Cesare Marian: responsabile Progetto OrthoDigital  

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