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15 Febbraio 2023

Il dentista pensa al paziente, ma al dentista chi ci pensa?

L’odontoiatria è la professione medica che, oltre ad essere molto dispendiosa, esige un enorme impegno psicologico dice il dott. Macris che provocatoriamente si chiede: a noi chi ci pensa?


Nella letteratura odontostomatologica, quando si tratta di psicologia, ci si riferisce sempre all’odontopaziente: come instaurare nei suoi confronti il miglior rapporto interpersonale possibile, come fargli superare il disagio (o qualcosa di più) alla poltrona, come motivarlo alla collaborazione nelle varie fasi dei trattamenti (prima, durante e dopo), come tranquillizzarlo, come trattarlo in particolare se è palesamene un paziente ansioso, nevrotico, ecc. ecc.
Non possiamo trascurare anche i nostri “piccoli pazienti”, che ci occupano gran parte del tempo e richiedono la massima pazienza e tranquillità da parte nostra. 

Ma all’odontoiatra, chi ci pensa? 

Tutto il mondo conosce la paura di andare dal dentista, ma pochi conoscono la paura del dentista.L’odontoiatria – e non ci stancheremo mai di dirlo – è la professione medica che, oltre ad essere molto dispendiosa, esige un impegno psicologico che nessun’altra professione medica richiede.  

L’odontoiatra è uomo di scienza ed imprenditore; è responsabile, oltre che della salute dei suoi pazienti, anche della sua impresa: deve saper educare al meglio il suo personale e collaboratori, deve saper gestire/investire il suo capitale, organizzando in modo ergonomico ed efficace il suo lavoro, senza dimenticare l’infinita burocrazia che è tenuto a rispettare, ecc. ecc. 

Si pensi che il conflitto nevrotico, che non è nevrosi, può dare origine ad uno o più di questi disturbi: difficoltà di prendere sonno, insonnia, irritabilità al risveglio, con la famiglia e con il personale, stanchezza già all’inizio della giornata lavorativa, sonnolenza, scotomi scintillanti, tremore delle mani, disturbi visivi alla scialiticasudorazione, cefalea, difficoltà di rapporti con l’ambiente, insicurezza non giustificata, disturbi della memoria e della concentrazione, impotenza psichica, eiaculazione precoce, frigidità ecc. L’odontopaziente è su quella poltrona episodicamente e molto si fa per aiutarlo. L’odontoiatra è attaccato per giornate intere a quella poltrona e a tutto quello che vi è rischiosamente intorno.  

Tuttavia pochissimi parlano di lui e dei suoi problemi.  
Forse mi sbaglio, ma la psicologia dell’odontoiatra merita molta più attenzione della psicologia dell’odontopaziente.

Allora, visti tutti i problemi di responsabilità che affrontiamo e che disturbano la nostra salute: a noi dentisti chi ci pensa, la nostra protettrice Santa Apollonia? 

Dott. Nicola Macris 

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