Il presidente CAO Cuneo commenta le affermazioni fatte durante l’evento ANCOD, sostenendo la necessità di introdurre contrappesi tra proprietà e professionisti
Egregio Direttore, leggo con estremo interesse quanto pubblicato in merito alle iniziative di lobbying intraprese da Ancod presso il Ministero della Salute. Per completezza, vanno fatte alcune considerazioni. Il settore dell’odontoiatria organizzata, importato inizialmente da modelli esteri e nato in modo un po' disordinato alcuni anni fa anche grazie a una legislazione non del tutto chiara, è cresciuto fino a diventare ormai attore stabile nell’offerta di cure odontoiatriche, come ricordato dal responsabile scientifico del settore dott. Samuele Baruch. Le percentuali che cita sono perfino inferiori alla reale entità, poiché si limita a illustrarne la parte detenuta da ANCOD che non raggruppa tutte le realtà esistenti. Altri studi danno la percentuale di quota di mercato tra il 15 e il 20%.
Le economie di scala sono indubbiamente importanti, sia nei rapporti con i fornitori, sia nel modello organizzativo, sia nella gestione dei vari adempimenti; questo sicuramente consente di abbattere costi fissi e variabili con una efficienza che il singolo professionista non può eguagliare.
La stessa efficienza si raggiunge anche nel livello di imposizione fiscale: indubbiamente il professionista tradizionale ha un livello medio di tassazione molto superiore, e contemporaneamente non può accedere a una serie di facilitazioni (superammortamenti, agevolazioni al credito, cassa integrazione) a cui invece queste strutture abitualmente fanno ricorso.
Analogamente, la standardizzazione dei processi che l’aggregazione permette potrebbe tradursi in una qualità media del “prodotto cura odontoiatrica” mediamente buono, come orgogliosamente rivendicato dal dott. Baruch ma anche dagli illustri consulenti come il prof. Sileri.
Interessante infine il richiamo al mondo della sanità integrativa e della spesa intermediata; sicuramente necessita di profonda revisione e può essere influenzato dalla presenza di attori più strutturati dal lato “operatori” nei confronti della controparte assicurativa, ad oggi vincente.
Assistiamo quindi alla morte della libera professione tradizionale, “anacronistica” e perdente nei confronti di chi pensa di fregiarsi legittimamente del titolo di “eccellenza nella sanità?
Riporto quanto dichiarato dal dott. Baruch: “in ogni azienda c’è un comitato clinico che controlla gli standard, i medici odontoiatrici sono specialisti nelle diverse branche, i giovani sono affiancati e il monitoraggio delle prestazioni è continuo perché si collabora in un team. Confidiamo che nel tempo le fake news vengano smontate”.
Peccato che tali affermazioni suonino un po' autoreferenziali e si scontrino con la realtà. Sono noti i casi di fallimenti finanziari finiti in vere e proprie truffe ai pazienti; il contenzioso per malpractice mediamente è più diffuso nel mondo dell’odontoiatria organizzata, e vale lo stesso per le accuse di overtreatment, come anche il ricorso a forme di pubblicità aggressiva.
Forse questo deriva da una tendenza di queste strutture a privilegiare trattamenti complessi o a “vendere prestazioni” con finanziamenti a supporto, e a uno scarso interesse delle stesse a fidelizzare i pazienti nell’ottica di conseguire un’alleanza terapeutica, più frequente tra i singoli professionisti.
Nella salvaguardia della pubblica salute è necessario poter introdurre i giusti contrappesi a tanta “efficienza”, a mio avviso non cercando di impedire l’esercizio delle società di capitale (come lamentato dal dott. Spadafora) limitandolo alle STP; cosa peraltro molto complicata, poiché richiede una completa revisione del D. Lgs. 502/92 su cui si basa tutta la sanità privata.
Nel nostro ordinamento esiste già un organismo che si deve occupare di questa funzione e ne ha i mezzi giurisdizionali: l’Ordine dei medici. Ricondurre l’esercizio della sanità in qualunque forma venga esercitata sotto il suo controllo permetterebbe di ovviare alla situazione attuale dove il professionista (in proprio o collaboratore) risponde in pieno ai principi della deontologia mentre la proprietà (in questo caso soggetto forte) ne è immune. Imputare, come ora, la responsabilità al singolo sia direttore sanitario che collaboratore lasciando indenni i veri esercenti (le società di capitale) da ogni forma di controllo deontologico rischia di creare danni importanti, alcuni di questi sono già evidenti.
Dott. Gian Paolo Damilano, presidente CAO Cuneo
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
lettere-al-direttore 18 Settembre 2026
Un'anomalia normativa e burocratica oggi penalizza gli specializzandi delle Scuole delle scuole odontoiatriche. SUSO sostiene l’impegno della CAO Nazionale
lettere-al-direttore 15 Settembre 2026
Per il Segretario AIO le criticità emerse dal sondaggio IDEA spostano il tema in un campo dove va superata qualsiasi contrapposizione tra titolari e dipendenti
lettere-al-direttore 02 Settembre 2026
Se ne parla a novembre al Congresso internazionale AIOP di Bologna. Ecco la presentazione del presidente Noè e del dirigente Angeloni
lettere-al-direttore 23 Luglio 2026
Alcune considerazioni del prof. Luigi Rubino sull’evoluzione del rapporto tra odontoiatra ed odontotecnico nell’era digitale
Zizzo (SUSO): urge il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) per l’attivazione dei corsi
Igienisti Dentali 24 Settembre 2026
La prof.ssa Nardi esalta l’opportunità per l’operatore di rispondere in termini di efficienza ed efficacia per i protocolli operativi dedicati al debridment parodontale,...
di Prof.ssa Gianna Maria Nardi
Approfondimenti 24 Settembre 2026
Sono sempre più utilizzate ma quali sono i limiti normativi e deontologici? La discriminante rimane la questione del “suggestivo e promozionale”
Due giornate di confronto scientifico e una comunità sempre più partecipe: il Section Meeting di Palermo ha raccontato la vitalità della Sezione Italiana dell’International...
Normative 24 Settembre 2026
Per l’Ente di previdenza di medici ed odontoiatri vanno sempre conteggiate perché svolte sotto “la vigilanza e la direzione sanitaria dell’odontoiatra”
La svolta della General Assembly FDI sintetizzata da AIO dopo il World Congress FDI di Praga speigate dal presidente Musella e dalla delegata prof.ssa Segù
Interviste 23 Settembre 2026
Se ne parlerà al 45° Congresso Internazionale AIOP. Abbiamo cominciato ad approfondire con il presidente AIOP, il presidente SIdP ed il dirigente AIOP odontotecnici
Normative 23 Settembre 2026
Come ogni anno ecco le informazioni per non farsi cogliere impreparati, le modalità per effettuare il versamento e cosa si rischia se non lo si versa
Cronaca 22 Settembre 2026
La CAO scrive ai Ministri competenti. Senna tariffe inadeguate rischiano di ridurre l’accesso alle cure nel SSN, necessario un approfondimento tecnico sui costi delle prestazioni...
Cronaca 22 Settembre 2026
AIO sostiene e rilancia in Italia la posizione europea per una digitalizzazione della sanità che favorisca l’innovazione senza indebolire la tutela dei pazienti
Approfondimenti 22 Settembre 2026
Tra i fattori modificabili che potrebbero contribuire alla prevenzione anche la salute orale: cosa dice oggi la ricerca
Cronaca 21 Settembre 2026
SIOD: “Una beffa dopo le sentenze del TAR. Così si mette in ginocchio la sanità convenzionata”
Aziende 21 Settembre 2026
Insubria, San Raffaele, Link Campus e UniCamillus le università italiane selezionate nel biennio 2025-2026
Approfondimenti 21 Settembre 2026
Una ricerca conferma che i risultati in vitro sono promettenti, ma restano da affrontare le criticità operative della pratica quotidiana
Lettere al Direttore 18 Settembre 2026
Un'anomalia normativa e burocratica oggi penalizza gli specializzandi delle Scuole delle scuole odontoiatriche. SUSO sostiene l’impegno della CAO Nazionale
