Barbarossa: la sentenza ha scardinato un monolite che si è dimostrato un gigante d’argilla. Un risultato concreto che apre le porte ad un nuovo futuro
E’ di questi giorni una prima vera e autorevole posizione di un organo dello Stato nella annosa diatriba che, possiamo dire da sempre, coinvolge odontotecnici e odontoiatri. Servirebbe uno spazio enorme per scrivere tutte le varie iniziative con attacchi e difese tra le parti diciamo da… sempre. Ma soffermiamoci invece su questa deliberazione della Sezione 3° del Consiglio di Stato, il quale si è pronunciato in merito al diniego da parte del TAR del Lazio alla richiesta di inserire tra le professioni sanitarie anche l’attività dell’odontotecnico esplicitata dalle Confederazioni CNA E Confartigianato in supporto e per conto delle loro Federazioni di odontotecnici.
Nel merito, le due organizzazioni hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato, in virtù del fatto che il Ministero della Salute, facendo propri i pareri del GTO, Gruppo Tecnico sull’Odontoiatria, e supportato anche dalla posizione dell’ANDI, Associazione Nazionale Dentisti Italiani, con il parere anche del CAO, Commissione Albo degli Odontoiatri, aveva espresso parere negativo alla richiesta di inserire l’odontotecnico tra le professioni sanitarie. C’è da sottolineare inoltre una mancata risposta da parte del Ministero che si giustificava per il fatto che ci fosse stato un disguido burocratico. Ecco quindi il ricorso al TAR del Lazio. Ricorso che come detto negava la richiesta avanzata.
Ovviamente le due Organizzazioni, hanno fatto ricorso e il Consiglio di Stato, a termini di legge ha dato il suo autorevole parere. Parere che ha rigettato tutti i punti cardine enunciati dal Ministero e dalle Rappresentanze mediche; in primis non si ravvede la sovrapposizione dei ruoli in quanto la legislazione attuale pur se datata, non prevede in alcun modo la sovrapposizione e la parcellizzazione tra le due attività, infatti viene sottolineato che una è una professione medica con le proprie competenze, mentre la seconda si concretizza nella parte esecutiva tecnica. A tale proposito viene enunciato proprio il R.D. del 1928 n° 1334. Pertanto è oltremodo difficile evincere una sovrapposizione e parcellizzazione delle due attività, volendo anche in un futuro modificato.
Altro elemento sostanziale: il riconoscimento dell’odontotecnico, quale fabbricante dei dispositivi medici su misura, enunciato dal Regolamento (UE) del 2017 n° 745. Riconosce inoltre alla categoria la possibilità di potere fare richiesta ed attivare tutte le misure necessarie per un nuovo percorso formativo scolastico a livello universitario.
Alla luce dei fatti, oggi l’odontotecnica non si può più considerare un Arte Ausiliaria della Professione Sanitaria, in quanto già da tempo ha superato la ausiliarietà in: complementarietà; oggi possiamo tranquillamente dichiarare l’odontotecnica una professione a tutti gli effetti.
Per parte nostra possiamo dire che questa sentenza, ove ce ne fosse bisogno, ha rafforzato il convincimento sostenuto negli anni, che i ruoli sono distinti e separati, e attraverso la affermazione che l’odontotecnico è il fabbricante di DMSM, consolida la nostra posizione, che ritengo comune, di una maggiore difesa dello spazio professionale. Non possiamo quindi che dare atto alle due Rappresentanze e ai nostri colleghi, di avere portato a casa non una vittoria, perché non è una guerra, ma un risultato concreto che apre le porte ad un nuovo futuro.
Gabriele Barbarossa: Presidente Nazionale Federodontotecnica
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