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30 Giugno 2009

Nemmeno la scienza resiste ai... reality show

di Debora Bellinzani


Provare a vivere come nella preistoria: questo è stato l’obiettivo di un reality show realizzato dalla televisione svizzera nel 2007, al quale hanno partecipato due famiglie con bambini e due ragazzi single per un totale di 10 persone. Vestiti come uomini dell’Età della pietra, hanno mangiato principalmente ciò che si sono procurati con la caccia e con la pesca senza avere alcuno strumento utile per l’igiene orale: dopo quattro settimane, i ricercatori dell’università di Berna hanno valutato la loro salute orale rilevando con sorpresa che, pur essendo aumentata la presenza batterica in generale, i parametri che indicano lo stato della salute gengivale erano sensibilmente migliorati. I risultati di questa sperimentazione sono stati appena pubblicati dal Journal of Periodontology.
“La televisione svizzera ha coinvolto fin dall’inizio le università di Berna e di Zurigo perché il reality potesse essere basato su criteri che lo rendessero una sperimentazione utile per la ricerca scientifica” spiega Stefan Baugmartner, ricercatore presso il laboratorio di microbiologia orale della Scuola di odontoiatria dell’università di Berna, in Svizzera. “Per questo le condizioni di vita dei partecipanti sono state stabilite da archeologi e sono state basate su quanto scoperto da resti rinvenuti in Svizzera e risalenti a un periodo compreso tra il 4000 e il 3500 avanti Cristo: nell’Età della pietra, sulle sponde del fiume Reno, si erano stabiliti gruppi di uomini che vivevano di caccia, di pesca e della raccolta di cereali e piccoli frutti che trovavano nell’ambiente circostante; queste condizioni sono state replicate all’interno di una riserva naturale, dove i partecipanti al reality si sono adattati a vivere solo con gli strumenti disponibili agli antichi progenitori.”
I partecipanti naturalmente avevano a disposizione una piccola scorta di cibo, ma anche questa era costituita solo da alimenti di cui gli uomini dell’insediamento preistorico avevano la possibilità nutrirsi: orzo, erbe, miele, noci, funghi, latte e carne di capra; i partecipanti sono stati invitati a integrare questa riserva, insufficiente per la sopravvivenza, con la caccia, la pesca e la raccolta di frutti come more, mirtilli e lamponi.
“Dopo quattro settimane di questo regime alimentare e senza poter mai lavare i denti in alcun modo, i batteri presenti nella placca erano aumentati per 24 specie su 74 rispetto alle analisi eseguite prima di iniziare l’avventura preistorica, ma nessuna delle specie che avevano accresciuto la loro presenza è tra quelle legate allo sviluppo di malattia parodontale” prosegue il ricercatore; “i parametri dell’infiammazione parodontale, invece, erano migliorati per tutti i partecipanti: al sondaggio, il sanguinamento ha mostrato un decremento per un valore compreso tra 34,8 e 12,6 per cento, mentre l’indice di profondità delle tasche parodontali era diminuito in media di 0,2 millimetri.”
Che cosa si può ricavare, allora, da questa “esperienza preistorica”? “Sicuramente si può concludere che i cibi assunti dai partecipanti non sono correlati all’infiammazione gengivale che invece, come dimostrano ormai diversi studi, è fortemente legata alla presenza nella dieta di zuccheri raffinati” conclude il ricercatore. “I polifenoli e le proprietà antinfiammatorie dei cereali e dei frutti di bosco, le proprietà antibatteriche del miele, i flavonoidi contenuti nei vegetali, nelle noci e nei semi, la capacità dei funghi di rafforzare il sistema immunitario hanno sicuramente portato cambiamenti nell’organismo dei partecipanti al reality e in particolare nei tessuti parodontali, in sole quattro settimane e per di più in assenza di strumenti di igiene orale. L’indicazione può essere dunque considerata valida soprattutto per chi è soggetto a infiammazione del parodonto e che, anche senza “vestirsi di pelli”, può limitare fortemente il consumo di zuccheri raffinati e adottare un tipo di alimentazione più vicina a quella degli antichi abitanti dell’Europa e più salutare per i tessuti gengivali”.

“The impact of Stone Age diet in the absence of oral hygiene on gingival conditions”
J Periodontol 2009;80(5):759-68.

 
 

GdO 2009; 9

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