Il tempo scorre veloce ed ecco i primi dottori in igiene dentale dell’Ateneo Vita e Salute San Raffaele di Milano. Sì! Sono passati tre anni dall’esordio e con soddisfazione questo importante traguardo è stato raggiunto. Obiettivo centrato per gli studenti, i docenti, l’ateneo e il professor Gherlone del dipartimento cui il tutto afferisce.
Il nostro fine primario era ed è quello di formare pensando d’insegnare il “sapere” e il “saper fare”, e non è poca cosa. Pensiamo però sia indispensabile, anche se difficile e faticoso, trasmettere anche un certo modo di “saper essere” ispirato da etica e valori. Ciò riteniamo sia importante per qualunque professione e in particolare quando è l’uomo e la sua salute a essere posto al centro di essa. Pensiamo all’evoluzione del rapporto etico medico-paziente di quest’ultimo ventennio. Il paziente, da soggetto passivo dell’iter terapeutico, è diventato parte attiva del momento decisionale. Il dottore in igiene dentale per svolgere la sua professione non può prescindere da tutto questo. Prendiamo in considerazione solo la parola prevenzione e l’importanza che questa ha nell’ambito del cavo orale, a partire dalle parodontopatie con le loro implicazioni sistemiche alla patologia tumorale. Sbagliare significa pagare costi umani e sociali. Insegnare quindi non solo il saper levigare e possibilmente bene, ma essere “strumento a valore sociale” con al centro la qualità della prestazione e l’umanità nei confronti di ogni cittadino con il fine di dare o ridare salute e qualità di vita. È per tutto questo che con piacere e anche orgoglio personale in qualità di docente che intervisto la dottoressa Polizzi Elisabetta brillante coordinatrice del corso.
Dottoressa Polizzi ci può fare un bilancio dopo tre anni di attività del Corso di laurea in igiene dentale del San Raffaele di Milano?
L’università Vita Salute San Raffaele, ha attivato nell’anno accademico 2005-06 il Corso di laurea in igiene dentale e, in collaborazione con il dipartimento di odontoiatria dell’Irccs San Raffaele, ha inaugurato nel giugno 2006 il Centro universitario di igiene orale e prevenzione del cavo orale. Il Centro, dedicato esclusivamente al Corso di laurea di igiene dentale è risultato una realtà unica nel suo genere nel panorama universitario italiano contraddistinguendosi per una gestione autonoma della didattica, ricerca e clinica. La struttura, infatti, è stata concepita per offrire agli studenti spazi clinici operativi completamente dedicati, non in condivisione con l’operatività del servizio odontoiatrico di riferimento.
Il Centro universitario di igiene orale e prevenzione del cavo orale è gestito e condotto direttamente e in maniera esclusiva dal personale docente di riferimento del Corso di laurea (80 docenti tra contratti med/50 e 28 e strutturati hsr), da laureati in igiene dentale, parodontologi e odontoiatri del servizio di odontoiatria del San Raffaele.
Il dipartimento di odontoiatria è diretto dal professor Enrico Gherlone ed eroga più di 30 mila prestazioni odontoiatriche annuali, inserisce più di 1500 impianti osteointegrati e protesizza circa 3 mila corone l’anno. I pazienti per il 90 per cento ricevono cure in regime di solvenza. L’attività clinica del centro di igiene oltre che seguire i follow-up dei pazienti protesici e implanto-supportati è impegnato a erogare attività di prevenzione primaria e secondaria. Nell’anno 2008 sono state effettuate circa 5 mila prestazioni in tale ambito.
Inoltre, è fervida l’attività didattico-formativa con progetti di ricerca approvati dal ministero della Salute, assegni di ricerca e contratti med/50.
Questo connubio fervido tra clinica e ricerca dona a tutta la struttura una peculiarità assoluta in termini di qualità e possibilità di crescita professionale per ogni consulente e frequentatore del dipartimento.
Gli studenti immatricolati per ogni anno sono 25 e questo numero importante, ma altresì esiguo rispetto alle potenzialità delle strutture, ha fatto sì che la possibilità di apprendimento nella didattica frontale non si esaurisca nella formazione in aula, ma che abbia una finalizzazione nell’attività clinica dando la possibilità agli studenti di formarsi ancor prima di essere professionisti.
Ha provato emozione per il lavoro svolto che nel 2008 ha visto il raggiungimento della laurea per i primi studenti?
Nel novembre 2008 con grande gioia e fermento si è concluso il primo triennio di studi che ha portato i nostri studenti al conseguimento della Laurea in igiene dentale abilitando così i primi igienisti “raffaelliani”.
La giornata è stata intensa non solo grazie all’alto contenuto scientifico delle tesi proposte che ha lasciato la Commissione esterna piacevolmente colpita, ma anche per l’elevata capacità espositiva propria di ogni laureando.
Il filo conduttore dell’evento è stata l’emozione e l’orgoglio nel veder concluso un percorso cui tutti noi ci siamo dedicati giornalmente, costantemente e con sacrificio con l’obiettivo di trasfondere il sapere e l’amore per la professione.
Un onore è stato avere tra noi le più alte cariche rappresentative sia istituzionali di Ateneo sia della Fondazione San Raffaele.
Come in ogni progetto attuato, alla fine del percorso e a ogni traguardo raggiunto si operano delle attente valutazioni, si elaborano bilanci e si traggono le doverose conclusioni che saranno ulteriore strumento di miglioramento, di accrescimento comune.
Dottoressa Polizzi mi è giunta voce che qualcosa di nuovo si sta concertando presso il San Raffaele relativamente all’odontoiatria. Può darci qualche informazione? E queste novità riguarderanno anche il suo Corso di laurea?
È vero! Oltre alla frequenza e alla sinergia del lavoro di ricerca con gli istituti della Fondazione, in particolare con quello di biologia molecolare e quello di microbiologia per protocolli dedicati che spesso sfociano in tesi di laurea, è in stadio avanzato di definizione un progetto relativo al nostro nuovo complesso “Dibit 2” dedicato all’odontoiatria dove oltre a sale operatorie e locali attrezzati per lo svolgimento di ogni tipologia di attività odontoiatrica, grande respiro sarà dato anche all’area adibita all’igiene orale. Vi saranno ampi spazi dedicati sia alla clinica sia alla ricerca e gli studenti troveranno un ambiente ideale per lo sviluppo delle loro potenzialità che vanno ben oltre la semplice didattica clinica.
Tutte queste iniziative non vi preoccupano in un momento così critico per la professione?
Le criticità non sempre rappresentano delle negatività.
Siamo in un momento congiunturale di profondi cambiamenti, questo è vero, ma secondo noi è necessario cavalcarlo. Siamo convinti che adeguarsi al momento significhi dare eccellenza nei numeri, con un lavoro di gruppo fortemente sinergico sia nella clinica e nella didattica. Ricordiamo che il 60 per cento dei pazienti ancora non si rivolge né al pubblico né al privato in odontoiatria!
Questa è la sfida, cercare di adeguarsi senza scendere in qualità alla domanda sempre crescente di salute orale dei nostri pazienti, facendo magari da contraltare a chi per motivi economici troppo spesso, e alle volte in maniera incauta, si rivolge all’estero o, peggio, agli abusivi.
Noi crediamo che grandi strutture come la nostra possano essere in grado di contrastare almeno in parte questi fenomeni raggiungendo, permettetemi di dirlo, un duplice scopo:
formare dei professionisti capaci e, mediante efficaci campagne di prevenzione, fare veramente odontoiatria sociale per il cittadino.
Tutto ciò non è tutelare in maniera significativa la salute orale dei nostri pazienti?
GdO 2009; 11
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