Verdura e frutta fanno bene e hanno sicuramente anche un’azione preventiva nei confronti dello sviluppo di tumori. Quanto questa affermazione è un’indicazione precisa che gli odontoiatri possono dare ai propri pazienti con particolare riferimento al cancro orale e quanto invece è un consiglio generico?
Un nuovo studio condotto in Spagna ha fornito una risposta a questa domanda, provando che una dieta ricca di frutta e verdura è correlata a una maggiore probabilità di sopravvivenza proprio per le persone affette da questa patologia.
LA RELAZIONE VEGETALI/CANCRO ORALE NEGLI STUDI SCIENTIFICI
“Il nostro studio ha coinvolto 146 pazienti con diagnosi di cancro invasivo del cavo orale o dell’orofaringe in cura presso l’Ospedale Universitario di Bellvitge, a Barcellona, seguiti per due anni con l’intento di confrontare il tipo di alimentazione che spontaneamente sceglievano con il loro stato di salute” descrive Xavier Castellsagué, ricercatore spagnolo dell’Istituto Catalano di Oncologia che lavora per il Cancer Epidemiology Research Program. “I risultati sono stati molto evidenti: coloro che hanno costantemente mantenuto un maggiore consumo di frutta e verdura sono anche i pazienti che hanno presentato minore probabilità di recidive della patologia e una più lunga sopravvivenza.”
Questi risultati si sono rivelati veri al di là di altre circostanze concomitanti: la dieta con un alto contenuto di vegetali non solo portava a esiti migliori sia se iniziata prima sia se iniziata dopo la diagnosi o il trattamento, ma comportava benefici qualsiasi fosse il trattamento scelto per il paziente, chirurgico o radioterapico. “Per assurdo, se così vogliamo dire, decidere di mangiare molta frutta e verdura porta, secondo l’analisi statistica, addirittura più benefici rispetto all’abbandono di pericolose abitudini come il consumo eccessivo di alcol e tabacco” spiega ancora il ricercatore; “pur essendo, infatti, queste ultime due sostanze tra i maggiori responsabili dello sviluppo del cancro orale, la cessazione del loro consumo una volta stabilita la diagnosi non ha un peso statistico così importante come il consumo di vegetali sull’aspettativa di vita del paziente.”
Risultati paragonabili a quelli dello studio spagnolo erano stati ottenuti in Grecia nel 2002 e pubblicati sulla rivista Cancer. Come mai in Grecia, - si erano chiesti i ricercatori - dove il consumo di alcol e tabacco è più diffuso rispetto ad altre nazioni, i valori dell’incidenza di cancro orale sono tra i più bassi in Europa? La risposta, giunta dall’osservazione di più di cento pazienti e altrettanti controlli, era stata che il prevalente consumo di cereali, frutta e latticini, unito a un apporto di grassi provenienti quasi interamente dall’olio di oliva, erano tra i fattori che principalmente proteggevano la popolazione da questo specifico tumore.
QUALI FRUTTI E QUALI VERDURE?
Da un’analisi approfondita dei micronutrienti che compongono gli alimenti, i ricercatori greci avevano concluso che tra le sostanze più utili in questo specifico contesto vi sono il magnesio (nei cereali integrali, nelle verdure verdi, nelle noci e nelle banane), il ferro (in particolare nei legumi e nei cereali) e la riboflavina (vitamina B2), di cui sono particolarmente ricchi gli ortaggi a foglia verde come spinaci, lattuga, broccoli e cavoli. In un discorso più generale si può affermare che sono i nutrienti contenuti in moltissimi vegetali a mettere in atto specifici meccanismi nel corpo umano che portano complessivamente a un’azione preventiva rispetto alle patologie tumorali. Secondo gli esperti di alimentazione dell’Istituto dei tumori di Milano, per esempio, è ormai assodato che le sostanze antiossidanti contenute nei vegetali come le vitamine C ed E, i carotenoidi e i polifenoli proteggono il DNA dai radicali liberi e prevengono l’attivazione metabolica di vari cancerogeni, e che altre sostanze come il diallilsolfato dell’aglio, il solforafano del cavolo, il butirrato prodotto nella fermentazione intestinale delle fibre vegetali sono in grado di stabilizzare il DNA. Per fare altri esempi, gli esperti sono oggi certi che la quercetina, presente in numerosi frutti e verdure e in particolare nelle cipolle, è tra i nutrienti capaci di inibire l’attivazione di sostanze cancerogene e, insieme agli isoflavoni della soia e all’aglio, d’inibire l’angiogenesi. A livello cellulare, infine, è provato che le sostanze contenute in pomodori, cavoli, peperoncino, curcuma e vaniglia possono promuovere l’apoptosi, mentre le carote e la frutta e la verdura gialla contengono sostanze promotrici della comunicazione intercellulare che controlla la crescita dei tessuti. Questi sono solo alcuni dei meccanismi su cui gli esperti concordano, un compendio dei quali si può trovare in un documento disponibile online (www.istitutotumori.mi.it/istituto/documenti/ cittadino/prevenzione_alimentare_dei_tumori.pdf); si tratta di meccanismi fisiologici complessi che però ciascuno può mettere in atto in modo molto semplice modificando la propria dieta e che, seguendo il consiglio dei ricercatori spagnoli, anche gli odontoiatri possono promuovere, sapendo oggi con certezza di fare opera di prevenzione nei confronti di una patologia con un tasso di mortalità in aumento come il cancro orale.
“The role of vegetable and fruit consumption and other habits on survival following the diagnosis of oral cancer: a prospective study in Spain” Int J Oral Maxillofac Surg 2009;38:31-9.
“The role of diet and specific micronutrients in the etiology of oral carcinoma” Cancer 2002;94(11):2981-8.
GdO2009;12
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