Il C.S.M. approva un protocollo d’intesa che offre una precisa distinzione, in un passaggio chiave del provvedimento, tra la professione del medico odontoiatra e quella del medico chirurgo Il Consiglio Superiore della Magistratura ha definitivamente approvato il Protocollo d’intesa tra Consiglio Superiore della Magistratura, Consiglio Nazionale Forense e Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri per l’armonizzazione dei criteri e delle procedure di formazione degli albi dei periti e dei consulenti tecnici ex art. 15, l. 8 marzo 2017, n. 24. Il protocollo d’intesa è stato firmato a Roma presso la Sede del Consiglio Superiore della Magistratura tra lo stesso CSM, il Consiglio Nazionale Forense e la Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO).
Il protocollo ha come obiettivo quello di armonizzare i criteri e le procedure di formazione degli Albi dei periti e dei consulenti tecnici tenuti dai Tribunali civili e penali Attraverso questo provvedimento viene prevista la formazione di un Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio per la professione odontoiatrica distinto da quello dei medici chirurghi.
“Siamo molto soddisfatti che anche l’Odontoiatria sia stata considerata, come una professione a sé stante, nel Protocollo – è il commento del presidente nazionale della Commissione Albo Odontoiatri, Raffaele Iandolo-. L’Odontoiatria è infatti una professione con competenze tecniche, scientifiche, cliniche del tutto peculiari”.
L’articolo quattro, comma 1 così recita infatti:
“L’art. 15, comma 2, della l. 24/2017 stabilisce che negli albi dei periti e consulenti tecnici «devono essere indicate e documentate le specializzazioni degli iscritti esperti in medicina». Ai fini dell’omogeneità degli albi, si raccomanda l’introduzione di due sezioni rispettivamente dedicate alla professione medico-chirurgica e alla professione medico-odontoiatrica, che indichino al proprio interno le diverse specializzazioni, per le quali è opportuno prendere a riferimento, indicativo e non esaustivo, quelle corrispondenti alle scuole individuate dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della Ricerca (attualmente indicate nel d.m. 4 febbraio 2015)”.
Quella che il Collegio di periti nominato dal Giudice che tratta di questioni odontoiatriche fosse composto da soli odontoiatri, è una richiesta che parte da lontano, ricorda ad Odontoiatria 33 Marco Scarpelli odontologo forense e vice presidente ProO.F. (Progetto Odontologia Forense), docente del Master di secondo livello di odontologia forense dell’Università di Firenze che ci tiene a citare anche i colleghi Vilma Pinchi e Gian Aristide Norelli, Direttore del Master citato. “Da oltre venti anni sottolineiamo la necessità che sia lo specialista in odontoiatria, preparato anche sulle tematiche legali, a supportare il Giudice nella sua decisione quando le cause interessano questioni odontoiatriche”, dice Scarpelli. “Grazie alla sensibilità di ANDI e di altri illuminati colleghi, negli anni sono nati corsi di formazione che poi sono stati affiancati da master universitari, come quello promosso dall’Università di Firenze.” “Ora –continua- sono molti i collegi odontoiatri preparati e la decisione del CSM sancisce e riconosce la bontà del nostro percorso. Un riconoscimento storico della professione di odontoiatra e del ruolo dell’odontotologo forense che premia il lavoro che la categoria ha fatto in questi anni e sono orgoglioso notare che la nuova CAO nazionale, come primo atto del proprio mandato, abbia deciso di fare propria la nostra esigenza preponendola e facendola accogliere al Comitato Centrale FNOMCeO”.
Un impegno collegiale per “il bene del cittadino e della professione” sottolineato anche da Diego Paschina, odontologo forense, membro della CAO nazionale e componente del tavolo tecnico della FNOMCeO che ha partecipato alla preparazione della bozza del testo approvato dal CSM.“Sono soddisfatto che le proposte avanzate dalla professione, delle quali la CAO Nazionale e la FNOMCeO si sono fatti portavoce, siano state giudicate utili e condivisibili sia dal Consiglio Nazionale Forense che dal Consiglio Superiore della Magistratura. Quanto contenuto nel protocollo approvato consentirà ai Giudici di avere il supporto di CTU specifici per la professione odontoiatrica e questo a beneficio sia del cittadino che del dentista”.
“Se è assolutamente giusto che il paziente che ha subito un danno venga risarcito –dice Paschina- è altrettanto corretto che chi ha curato quel paziente sia messo nelle condizioni di potersi difendere e che il suo lavoro sia giudicato da periti competenti”. Secondo quanto indicato nel protocollo, in ogni Tribunale dovrà nascere un Albo dei Consulenti Tecnici di Ufficio specifico per la branca odontoiatrica. “Ora dovremo lavorare insieme alla Magistratura e all’Ordine forense per stabilire chi dovrà tenere l’Albo, verificare le competenze specifiche di chi chiede di iscriversi, quali requisiti debba avere, quale formazione ed esperienza necessiti partendo, magari, proprio dal codificare meglio i titoli necessari per essere iscritti all’Albo e cosa serva per mantenere l’iscrizione”. Un lavoro che “potrebbe svolgere un apposito tavolo composto da rappresentanti della Magistratura, dell’Avvocatura, degli Ordini e della Professione”, suggerisce Paschina che auspica anche una maggiore sinergia tra Ordine e Tribunali non solo per le questioni legate al contenzioso odontoiatrico ma anche per quanto riguarda l’art. 48 del Codice penale in tema di abusivismo odontoiatrico.
“La firma di questo protocollo segna un momento molto importante, una vera e propria svolta sia all’interno degli uffici giudiziari, dove era atteso da magistrati e avvocati, sia nell’ambito degli Ordini dei medici – ha esordito il presidente della Decima Commissione del Csm, Renato Balduzzi, che, insieme al presidente della Settima Commissione Nicola Clivio, rappresentava il Vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. -. Questo testo sarà il testo pilota che sarà poi adattato alle specificità degli altri Ordini delle professioni sanitarie”.
“L’Avvocatura ha dato il suo pieno sostegno a questa iniziativa – ha continuato Andrea Mascherin, presidente del Consiglio Superiore della Magistratura -. Con questo CSM abbiamo lavorato in un clima di straordinaria sinergia. Con i medici poi abbiamo una grandissima affinità di intenti: i medici salvano la vita biologica delle persone, gli avvocati quella sociale”.
“Esprimiamo la nostra soddisfazione e ringraziamo il Csm e il Cnf per questo risultato, che consoliderà il rapporto con la Magistratura e con l’Avvocatura – ha concluso il Presidente della Fnomceo Filippo Anelli -. Con questo protocollo, periti e Ctu si caratterizzeranno sempre più grazie alle competenze specialistiche, per garantire una qualità eccellente in un tempo in cui la medicina ha fatto grandi passi anche in ambiti ultraspecialistici”.
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