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17 Marzo 2022

TAR Lazio: legittimo il parere negativo sull’odontotecnico nuova professione sanitaria

Per i giudici l’odontotecnico non può rientrare tra le nuove professioni sanitarie perché è già una “arte ausiliaria”, serve una legge per modificare il profilo

Nor. Mac.

“In sostanza, per quanto sopra si ritiene che la figura dell’odontotecnico non possa essere inserita all’interno delle professioni sanitarie, anche perché se così fosse non avrebbero senso le numerose proposte legislative dirette proprio a far rientrate l’odontotecnico nell’ambito delle professioni sanitarie”.

E’ la sintesi fatta dai giudici del Tar Lazio (Sezione Terza Quater) chiamata ad esprimersi sul ricorso presentato dalla Confartigianato e CNA chiedendo l’annullamento del parere negativo del Ministero della Salute all’inserimento nell’ambito delle nuove professioni sanitarie della figura dell’odontotecnico. 

A dare la notizia della sentenza e rendere disponibile il testo è l’ANDI con una nota sul proprio sito. ANDI che si era costituita in giudizio sostenendo l’inammissibilità dell’odontotecnico come professione sanitaria. 

La vicenda si riferisce all’istanza presentata da Confartigianato e CNA per fare riconoscere l’odontotecnico come professione sanitaria ai sensi dell’art. 5, l. 1° febbraio 2006, n. 43 che disciplina le modalità con cui le associazioni professionali possano attivare la procedura per richiedere l’individuazione di nuove professioni sanitarie da comprendere in una delle aree di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 10 agosto 2000, n. 251. 

A seguito dell’istanza di Confartigianato e CNA, il Ministero della Salute, sentito il Gruppo Tecnico dell’Odontoiatra e la CAO ha espresso “parere non favorevole alla richiesta di individuazione della figura dell’Odontotecnico quale nuova professione sanitaria”. 

Sintetizzando le motivazioni con cui il TAR ha respinto il ricorso di Confartigianato e CNA, i Giudici evidenziano come la norma consente alle Associazioni di richiedere l’istituzione di nuove professioni sanitarie se queste non sono già riconosciute. Peraltro, rilevano i Giudici, la stessa legge 43/2006 art. 5 comma 4 “impedisce una sovrapposizione e una parcellizzazione tra le figure professionali; sovrapposizione e parcellizzazione che si determinerebbe nel momento in cui si facesse rientrare nell’ambito delle professioni sanitarie la figura dell’odontotecnico in quanto, questo ultimo, avrebbe competenze del tutto similari a quelle afferenti i corsi di laurea in odontoiatria e protesi dentaria”. 

Come rilevano anche i Giudici, l’odontotecnico è inquadrato all’interno delle professioni sanitarie regolamentate dal “regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie) distingue tre categorie: quella delle professioni sanitarie principali (medico chirurgo, veterinario, farmacista e, dal 1985, l’odontoiatra); quella delle professioni sanitarie ausiliarie (levatrice, assistente sanitaria visitatrice e infermiera diplomata) e, infine, quella delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie(odontotecnico, ottico, meccanico ortopedico ed ernista, tecnico sanitario di radiologia medica e infermiere abilitato o autorizzato)”. 

Giudici che elencano norme e sentenze con le quali viene indicato che l’odontotecnico esercita un’arte ausiliaria di una professione sanitaria con modalità di esercizio delineati. 

Quindi, secondo il TAR, lo strumento per fare riconoscere l’odontotecnico come professione sanitaria non è la Legge 43/2006 ma attraverso una Legge che modifica l’attuale ordinamento. Peraltro, rilevano i Giudici, le stesse proposte di Legge recentemente presentate dichiarano “espressamente di agire in deroga alla l. n.43 del 2006, lasciando così intendere che l’istituzione della nuova professione sanitaria non può essere fatta in virtù di questo articolo di cui qui si chiede l’applicazione”.  

 
 

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