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19 Febbraio 2024

Studi professionali, firmata l’ipotesi di nuovo CCNL. Aumenti salariali per gli ASO

Definite anche le mansioni del CSO, contestate dal SIASO. Magenga (SIASO): “Troppo generiche, si crea solo confusione, pronti a scendere in piazza” 

Nor.Mac.

Scaduto nel 2018, venerdì 16 febbraio 2024 Confprofessioni ha sottoscritto, con le organizzazioni sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, l’ipotesi di rinnovo del contratto che coinvolge circa 600mila dipendenti degli studi e delle attività professionali tra cui quelli degli studi odontoiatrici.
Il Contratto avrà durata triennale, dal 1° marzo 2024 al 28 febbraio 2027, e viene definito dal presidente di Confprofessioni Gaetano Stella «soddisfacente, perché è stato trovato un punto di equilibrio tra le diverse esigenze di lavoratori e datori di lavoro». 

Per quanto riguarda la parte economica l’intesa definisce un aumento contrattuale medio di 215 euro mensili a regime per il terzo livello, quello in cui viene inserito l’ASO. Il precedente contratto li inseriva al quarto livello, ma al tempo non era ancora stato approvato il profilo professionale con il nuovo percorso formativo.Sempre in termini economici vengono previsti quattro tranche di erogazione di importo variabile a seconda del livello: il primo con la retribuzione del mese di marzo 2024; il secondo con la retribuzione del mese di ottobre 2024; il terzo con la retribuzione del mese di ottobre 2025; il quarto con quella del mese di dicembre 2026. 
L’intesa stabilisce anche la corresponsione dell’una tantum erogata in due tranche: a maggio 2024 e a maggio 2025.  

Tra le novità che interessano l’odontoiatria, il passaggio di un livello, dal quarto al terzo, per gli ASO e l’integrazione rispetto al precedente CCNL, con definizione dei compiti, della figura del CSO (Collaboratore di Studio Odontoiatrico). Il Collaboratore Studio Odontoiatrico (CSO), secondo quanto definito dal CCNL, è la figura che “sulla base delle istruzioni e disposizioni dell'Odontoiatra e sotto il suo diretto controllo esegue attività di supporto allo stesso Odontoiatra in studi/strutture odontoiatriche autorizzate, se previste dalla legislazione regionale e in ogni caso non appartenenti al SSN, partecipa ai flussi di lavoro come definiti dall'Odontoiatra e prende parte all'accoglienza della persona assistita, contribuendo al mantenimento, riordino, allestimento e cura degli spazi, attrezzature e dello strumentario, oltreché della documentazione clinica, amministrativa e contabile”. 

«Finalmente dopo 6 anni viene rinnovato il CCNL e soprattutto gli ASO, grazie alla nuova qualifica professionale, vengono elevati al terzo livello contrattuale», sottolinea Fulvia Magenga segretario SIASO.Segretario che critica fortemente quando definito per il CSO, giudicato «vuotamente vago». «Ancora una volta si tenta di creare una figura che si possa sovrapporre all’ASO creando un danno soprattutto ai titolari di studi oltre che ai lavoratori», dice Fulvia Magenga che continua. 
«Dando per assodato, e non lo dice solo il SIASO, che le attività previste per gli ASO possono essere svolte solamente da ASO, quali sono i compiti che può svolgere il CSO riferiti al “mantenimento, riordino, allestimento e cura degli spazi, attrezzature e dello strumentario? Si intende fare le pulizie, mettere in ordine le riviste in sala d’attesa? Quindi nello studio odontoiatrico si pagherà un CSO con il quarto livello quando si potrebbe assumere un addetto alle pulizie con il quinto», si chiede provocatoriamente Magenga.

«La nostra impressione è che si voglia ancora una volta tentare di istituzionalizzare una ASO di serie “B”, senza un percorso formativo adeguato, con una retribuzione più bassa e contro questo il SIASO si batterà con tutte le forze, sia attraverso le vie legali che con manifestazioni di piazza per sensibilizzare anche i pazienti. Noi non siamo contrari all’individuazione di una figura intermedia, ma questa deve essere ben distinta sia dall’ASO che dal personale di segreteria. Quanto scritto nel CCNL in tema CSO non fa altro che creare confusione e poca chiarezza». 

 

 
 

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