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17 Luglio 2025

Prevenzione della legionellosi nello studio odontoiatrico

Tra norme, indicazioni e linee guida specifiche cosa deve ricordate il titolare dello studio odontoiatrico, in tema di rischio legionellosi, per evitare problemi

Nor. Mac.

Turbina spruzza

Negli ultimi giorni, la notizia dello studio chiuso per legionella ma che ha continuato ad operare ha riportato di attualità le regole da rispettare per prevenire i rischi da legionellosi nello studio odontoiatrico. Norme e indicazioni che indubbiamente possono sembrare inopportune, soprattutto considerano i casi di legionellosi contratta negli studi dentistici, nessuno segnalato negli ultimi anni (almeno dalla stampa locale), ma che sono pienamente attuali ed in vigore, come aveva ricordato l'Istituto Superiore di Sanità ad Odontoiatria33.

Visto che il batterio della Legionella si sviluppa facilmente in ambienti umidi e nei sistemi idrici, il dito verso un possibile focolaio di contagio è stato puntato verso i circuiti idrici dei riuniti odontoiatriciconsiderati punti critici per la possibile formazione di biofilm batterico, ambiente ideale per la proliferazione del microrganismo.

Anche se i casi documentati di legionellosi contratta in ambito odontoiatrico sono rarissimi, alcune indagini epidemiologiche che hanno rilevato che una parte dei pazienti colpiti aveva ricevuto cure dentistiche nei giorni precedenti alla diagnosi, hanno fatto scattare nel tempo tutta una serie di norme ed indicazioni specifiche che gli studi odontoiatrici sono chiamati a rispettare.

A tal proposito, l’Istituto Superiore di Sanità ha redatto delle linee guida specifiche per il settore odontoiatrico, successivamente recepite dal Ministero della Salute. Queste indicazioni prevedono interventi sistematici e mirati per la gestione del rischio. Nonostante l’annuncio di una revisione delle linee guida già nel 2019, l’emergenza pandemica ha di fatto bloccato ogni aggiornamento.

Tra le misure raccomandate per contrastare la contaminazione dei circuiti idrici figurano:

  • la rimozione dei tratti di tubazione soggetti a ristagno;
  • l’installazione di dispositivi che garantiscano il flusso continuo dell’acqua, anche durante le pause;
  • l’utilizzo di soluzioni sterili, previa disconnessione dalla rete idrica;
  • la disinfezione dell’acqua, sia in modalità continua che discontinua, con l’impiego di disinfettanti ad alto livello.

Per ridurre l’esposizione del paziente ad aerosol potenzialmente contaminati, soprattutto nei soggetti più vulnerabili, il Ministero consiglia inoltre:

  • di far scorrere ogni strumento a vuoto per almeno 2 minuti all’inizio della giornata e per 20-30 secondi prima di ogni trattamento;
  • di installare filtri da 0,2 μm a monte dei manipoli;
  • di raccogliere informazioni sullo stato di salute del paziente, con particolare attenzione ai soggetti a rischio elevato.

Le linee guida ministeriali sottolineano anche l’importanza del monitoraggio: in assenza delle misure preventive sopra elencate, è raccomandata la ricerca della Legionella almeno una volta l’anno, o immediatamente in caso di sospetto contagio. Ogni studio deve inoltre mantenere un registro aggiornato degli interventi effettuati.

Infine, è utile ricordare che il Decreto 18/2023, all’articolo 5 comma 3, ha introdotto l’obbligo di controlli periodici sulla qualità dell’acqua potabile nei condomini. Tuttavia, questa disposizione non solleva gli studi odontoiatrici dai loro obblighi specifici: la certificazione condominiale garantisce la qualità dell’acqua solo fino all’ingresso dell’appartamento, ma non esclude la possibilità di ristagni e contaminazioni all’interno dello studio stesso.

 Da segnalare che alcune Regioni possono aver disposto delle ulteriori indicazioni per gli studi odontoiatrici.


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