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15 Marzo 2016

Mini-impianti in ortodonzia. A superficie liscia o a superficie ruvida?

di Lara Figini


In ambito ortodontico sono stati proposti negli ultimi anni vari sistemi di ancoraggio scheletrico al fine di assistere e ridurre i tempi di trattamento ortodontico. I Mini-impianti hanno prodotto risultati migliori rispetto ad altri sistemi di ancoraggio, soprattutto perché possono essere inseriti e rimossi con facilità, e a causa delle loro dimensioni ridotte il loro campo di utilizzo può trovare più amplie applicazioni.

Con una riduzione delle dimensioni dei mini-impianti, le viti sono ora in lega di titanio (Ti6Al4V), che aumenta la resistenza alla frattura .Lo svantaggio della lega di Ti6Al4V è il suo minor grado di osteo-integrazione e maggiore suscettibilità alla corrosione in vivo, entrambi fattori che possono ostacolare la stabilità.

Diversi fattori devono essere presi in considerazione al fine di raggiungere una valida stabilità del mini- impianto, vale a dire:

- la biocompatibilità del materiale,

- le condizioni della superficie dell'impianto,

- le condizioni del paziente ,

- la tecnica chirurgica impiegata e

- il carico applicato sugli impianti dopo il posizionamento.


La percentuale di contatto osso / mini-impianto deve essere tale da garantire un'adeguata stabilità del mini-impianto al fine di sopportare le forze ortodontiche e aumentare i tassi di successo; tuttavia, non deve essere eccessiva, in modo da consentire ai dispositivi di ancoraggio di essere rimossi alla fine del trattamento senza comportare frattura del dispositivo di ancoraggio o frattura ossea.

Diversi studi hanno dimostrato che il trattamento con acido delle superfici attive del mini-impianti causa rugosità e può favorire un miglior contatto osso-impianto.(Aldikacti 2004; Lee 2010)

Quindi quali mini-impianti scegliere? A superficie liscia o ruvida?

In uno studio su animali di laboratorio pubblicato sul Dental Press Journal of Orthodontics di ottobre 2015 vengono proprio messi a confronto i mini-impianti ortodontici in lega Ti6Al4V a superficie liscia e a superficie ruvida (acidata), ed è stata valutata la loro stabilità primaria e secondaria.

Gli autori hanno inserito trentasei (36) mini-impianti nelle mandibole di sei cani. Ogni animale ha ricevuto quindi sei mini-impianti. Nell' emiarcata destra sono stati posizionati tre mini-impianti a superficie liscia, non trattata, mentre nel emiarcata di sinistra sono stati inseriti altri tre mini-impianti a superficie ruvida trattata con acido .I due mini-impianti distali di ogni emiarcata hanno ricevuto un carico immediato di 1,0 N per 16 settimane, mentre i mini-impianti nel all'estremità mesiale non sono stati sottoposti a carico. La stabilità primaria e secondaria sono state quindi analizzate dagli autori.

Dei 36 mini-impianti, sei sono stati persi durante l'esperimento (uno a superficie liscia senza carico, tre a superficie liscia con carico immediato, uno a superficie ruvida trattata con acido e uno a superficie ruvida a carico immediato). Il tasso di successo di tutti i mini-impianti è stato dell' 83,3%. I mini-impianti a superficie ruvida hanno presentato un tasso di successo più elevato (88,8%) rispetto a quelli a superficie liscia (77,7%) ma non statisticamente significativa. I mini-impianti ruvidi hanno presentato maggiore stabilità secondaria, e la mobilità finale più bassa rispetto ai mini-impianti lisci, ma senza significatività statistica. La stabilità primaria è risultata essere più elevata di quella registrata a 16 settimane dall'inserimento.

A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33

Bibliografia:

- Aldikaçti M, Açikgoz G, Turk T, Trisi P. Long-term evaluation of sandblasted and acid-etched implants used as orthodontic anchors in dogs. Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2004;125(2):139-147

- Lee SJ, Ahn SJ, Lee JW, Kim SH, Kim TW. Survival analysis of orthodontic mini-implants. Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2010;137(2):194-199

- Stability of smooth and rough mini-implants: clinical and biomechanical evaluation - an in vivostudy Giselle Naback Lemes Vilani, Antônio Carlos de Oliveira Ruellas, Carlos Nelson Elias, Cláudia Trindade Mattos: Dental Press J Orthod. 2015 Sep-Oct; 20(5): 35-42.

 
 

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