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06 Aprile 2017

Effetti del trattamento ortopedico-funzionale sulle dimensioni sagittali faringee in soggetti con disturbi respiratori del sonno e malocclusione di classe II

di Elisabetta Cretella Lombardo


Sleep disordered breathing (SDB) è un termine che fa riferimento a tutte le problematiche respiratorie del sonno. Si tratta di un insieme di disturbi della respirazione che si presentano con sintomatologia variabile ed ingravescente in correlazione al grado di ostruzione delle vie aeree superiori (Nazarali 2015). Nell'arco degli ultimi anni l'interesse verso questi disturbi in età pediatrica è cresciuto notevolmente a causa delle serie implicazioni che questa problematica comporta a più livelli se non trattata precocemente (Carroll 2003). SDB comprende infatti il semplice russamento notturno, ma anche condizioni patologiche di maggior rilevanza come le apnee ostruttive del sonno (OSA) (Katidis 2016). I fattori che sembrano contribuire alla patofisiologia di SDB sono le strutture anatomiche, il tono neuro-muscolare e le condizioni infiammatorie (Sinha 2010). Si tratta dunque di una patologia di tipo multifattoriale e la presenza di determinate caratteristiche cranio facciali rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di questo disturbo. A tal proposito il ruolo dell'ortodontista diventa cruciale, sia nell'intercettamento precoce di questa problematica che nel trattamento di tali alterazioni cranio-facciali, riducendo così il rischio di insorgenza di tale patologia. Recentemente è stato proposto l'utilizzo nei bambini di diverse apparecchiature ortopedico-funzionali con lo scopo di posizionare in avanti la mandibola, aumentare il volume delle vie aeree superiori ed in questo modo migliorare la funzione respiratoria (Villa 2012).

Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare i cambiamenti craniofacciali indotti dalla terapia funzionale di avanzamento mandibolare con particolare riferimento alla dimensione sagittale delle vie aeree, superiori ed inferiori, alla posizione dell'osso ioide e alla dimensione della lingua in soggetti con SDB e malocclusione di Classe II, messi a confronto con un gruppo controllo in Classe II non trattato.

Materiali e Metodi

Nel nostro studio sono stati selezionati 51 pazienti (27 maschi e 24 femmine), con un'età media di 9.9 ± 1.3 anni, trattati presso il Dipartimento di Ortodonzia dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata". Tutti i pazienti presentavano una malocclusione dento-scheletrica di Classe II, divisione I, trattati consecutivamente con un Monoblocco Modificato (Fig.1).

  • Figura 1


Si tratta di un dispositivo in resina acrilica che posiziona la mandibola anteriormente, fino a raggiungere un rapporto "testa a testa" degli incisivi centrali (Cozza 2004). I pazienti sono stati istruiti ad indossare l'apparecchio giorno e notte, per un tempo non inferiore a 14 ore. Tutti i soggetti presentavano disordini respiratori, accertati con referto diagnostico otorino-laringoiatrico e mediante l'impiego della versione italiana del Pediatric Sleep Questionnaire, in 22 items (PSQ-SRBD Scale) (Fig.2) (Chervin 2000, Ranieri 2016).

 
 
  • Fig. 2


Il gruppo trattato è stato confrontato con un gruppo controllo non trattato di 31 pazienti (15 maschi e 16 femmine; età media 10.1 ± 1.1 anni) con la medesima malocclusione ma senza problematiche respiratorie, osservati presso lo stesso Dipartimento. Ad ogni paziente sono state richieste due teleradiografie in proiezione latero-laterale, una prima dell'inizio del trattamento (T1) e l'altra a fine trattamento (T2). È stato utilizzato un software (Viewbox, version 4.0, dHAL Software, Kifissia, Greece) per la digitazione dei punti cefalometrici e per l'analisi cefalometrica dei valori dento-scheletrici, delle vie aeree, dell'osso ioide, della lingua, del palato molle e della faringe (Fig.3) (Pracharktam 1994, Tangugsorn 1995).

 
 


Risultati

Da questo studio è emerso che:

• Dopo la terapia ortodontica si osserva una riduzione dei sintomi di SDB in circa il 50% dei pazienti, come stabilito dal PSQ

• I valori sagittali, sia angolari che lineari della mandibola, mostrano miglioramenti significativi al termine del trattamento (Fig.4)

• L'osso ioide adotta una posizione più anteriore e inferiore (Fig.5)

• La dimensione delle vie aeree superiori e inferiori aumenta in modo significativo (Fig.6) con riduzione dello spessore adenoideo (Fig.7)

• La lingua adotta una posizione più bassa e anteriore con riduzione significativa della propria altezza (Fig.8)

  • fig. 4

  • Fig. 5

  • Fig 6

  • Fig 7

  • Fig 8


Conclusioni

Il trattamento con apparecchiature funzionali, non solo migliora i rapporti tra mascellare superiore e mandibola, ma riduce anche il rischio del collasso delle vie aere superiori (Fig.9).

 
 
  • fig 9

Lo spostamento anteriore della mandibola influenza la posizione dell'osso ioide e la posizione della lingua, aumentando lo spazio intermascellare in cui quest'ultima alloggia e migliorando la morfologia delle vie aeree superiori (Schütz 2011).

Il lavoro è stato premiato come miglior poster del 4° Congresso ANDI Roma Giovani . Nella foto la premiata con il presidente ANDI Roma Sabrina Santaniello

 

 
 

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