Allo stato attuale i disordini temporomandibolari (TMDs) risultano avere una prevalenza che varia dal 5% al 12%. Il 65% dei pazienti affetti da tali disturbi riportano dolore associato, spesso anche di una certa intensità, che non sempre si riesce a tenere sotto controllo coi metodi tradizionali.
Col termine generico "Disordini temporomandibolari (TMDs) " si racchiude una serie di problematiche cliniche riguardanti l'articolazione temporomandibolare (TMJ) e i muscoli masticatori .
L'eziologia dei TMD è multifattoriale e può essere dovuta a :
I TMD sono caratterizzati da dolori, rumori articolari, movimento mandibolare limitato, ma soprattutto mialgia dei muscoli masticatori .
Il trattamento di questi disturbi spazia dalle placche occlusali, alla terapia laser , alla stimolazione elettrica transcutanea nervosa. In alternativa a queste metodiche ultimamente si parla sempre più di terapia all'ozono che può essere inquadrata come un metodo minimamente invasivo per ridurre il dolore muscolare.
Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Oral Rehablitation di giugno 2017 la terapia all'ozono può essere in effetti presa in considerazione come una alternativa ai metodi tradizionali nella gestione dei dolore muscolare masticatorio cronico nei casi di TMD permettendo una minor assunzione da parte dei pazienti di farmaci antidolorifici e miorilassanti.
Nello studio sono state selezionate 40 donne con età media di 31,7 anni con diagnosi di sindrome di disfunzione temporomandibolare (RDC / TMD) con dolore muscolare cronico importante. Le pazienti sono state suddivise in maniera casuale in due gruppi:
A) Gruppo Ozono (OG; n = 20) ove le pazienti hanno ricevuto la terapia dell'ozono ad alta frequenza nel punto di maggiore dolore muscolare
B) Gruppo Placebo (PG; n = 20) ove le pazienti hanno ricevuto placebo nel punto di maggior dolore muscolare
L'ozono e il placebo sono stati applicati tre volte alla settimana, per un totale di sei sessioni. Sono stati esaminati i movimenti mandibolari, la rilassatezza dei muscoli masticatori e sono stati ottenuti i valori di soglia di dolore alla pressioni (PPT). I livelli di soglia al dolore soggettivi sono stati valutati utilizzando la scala analogica VAS. Queste valutazioni sono state eseguite al tempo 0, a 1 mese e a 3 mesi.
Dai risultati emersi dallo studio gli autori hanno potuto constatare che la terapia con ozono ha ridotto in modo significativo l'intensità del dolore, aumentato i valori della soglia di percezione del dolore dopo pressione ( PPT ) in modo significativo dal tempo 0 a 1 mese e a 3 mesi rispetto a al gruppo placebo . I valori di PPTs del muscolo temporale e massetere a 3 mesi di controllo sono risultati significativamente più alti nel gruppo OG rispetto al gruppo placebo. I movimenti mandibolari non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi di trattamento tranne per i valori di escursione laterale destra a 3 mesi (OG = 8 · 90 ± 1 · 77, PG = 6 · 85 · 2 · 41, P = 0,003).
Con le limitazioni dello studio in questione, la terapia a base di ozono può essere considerata una alternativa ai metodi tradizionali o da abbinare ad essi, essendo un trattamento non invasivo e relativamente veloce e più confortevole del trattamento per esempio con le placche occlusali. L'ozonoterapia ha mostrato effetti positivi nella gestione del dolore causato dalla TMD e nel miglioramento della funzionalità mandibolare. Ulteriori studi RCT con follow-up più lunghi sono però necessari per stabilire se questi risultati hanno rilevanza clinica oppure no. Va inoltre aggiunto che anche la terapia con placebo ha mostrato miglioramenti nei parametri testati, per cui si deve considerare che in queste circostanze una buona incidenza è data dalla componente psicologica, che non va mai tralasciata nella terapia del dolore.
A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33
Per approfondire:
J Oral Rehabil. 2017 Jun;44(6):442-451. Effect of high-frequency bio-oxidative ozone therapy for masticatory muscle pain: a double-blind randomised clinical trial. Celakil T, Muric A, Gokcen Roehlig B, Evlioglu G, Keskin H.
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