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05 Settembre 2018

Il digitale in ortodonzia

Questi i principali ritrovati digitali già applicabili in studio

di Davide Elsido


L'ortodonzia sta rapidamente abbracciando nuovi materiali e tecnologie avanzate, rendendo gli studi ortodontici attrezzati completamente in 3D una realtà. I recenti sviluppi e l'introduzione di scanner intraorali e facciali, radiologia digitale, tomografia computerizzata a cono (CBCT) e produzione additiva (additive manufacturing) hanno migliorato sia la parte diagnostica che quella pratica del trattamento ortodontico.

Il progresso passa anche dalla rapida crescita di strumenti didattici ed educativi digitali, quali presentazioni video 3D e animazioni per la comunicazione al paziente. In questo articolo faremo luce sui principali ritrovati digitali già applicabili in studio.

I modelli di studio digitale offrono un'alternativa affidabile a quelli tradizionali in gesso; i loro vantaggi nella diagnosi ortodontica e nella pianificazione del trattamento includono:

  • semplice e veloce trasferimento di dati elettronici;
  • consultazione immediata;
  • ridotti spazi per lo stoccaggio.

I modelli digitali possono essere manipolati al computer per analizzare una sezione o denti specifici, forma d'arco, quantità di affollamento o spaziatura e tipo di malocclusione.

Sono possibili misure quali overjet, overbite, dimensioni del dente, lunghezza dell'arcata, distanze trasversali e discrepanza di Bolton. Inoltre, se è necessario un modello fisico della dentatura per la fabbricazione di un apparecchio ortodontico, quelli digitali possono essere stampati in 3D con tecnologia di prototipazione.

I modelli digitali possono essere ottenuti mediante un metodo diretto, cioè con uno scanner intraorale nella bocca del paziente, o indiretto, vale a dire con scansione di un modello in gesso o di un’impronta. Gli scanner facciali - forse più utilizzati in ricerca che non nella clinica quotidiana - forniscono la topografia tridimensionale dell'anatomia della superficie del viso, con riconoscimento automatico di punti di riferimento per analisi della simmetria e delle proporzioni.

Le applicazioni pratiche comprendono la valutazione quantitativa e qualitativa della crescita, di asimmetrie, di differenze etniche e di genere. L’imaging 3D è utile anche per una simulazione tridimensionale del risultato del trattamento ortodontico o maxillofaccile.

La “simulazione del risultato” è offerta anche da alcuni produttori di apparecchi attraverso software che permettono la pianificazione dei movimenti ortodontici. Gli esempi più noti sono Invisalign tramite il suo ClinCheck (per allineatori trasparenti), Incognito (per ortodonzia linguale), Insignia (per ortodonzia vestibolare).

L’applicazione più comune delle stampanti 3D in ortodonzia è proprio quella di modelli in resina per la fabbricazione di allineatori. Anche i laboratori possono stampare una sequenza di modelli fisici e utilizzare un materiale termoplastico per fabbricare la serie di allineatori corrispondente ai movimenti pianificati.

Altre applicazioni comuni sono la realizzazione di guide per il bondaggio indiretto di bracket, la produzione di retainer e apparecchi per le apnee notturne.

Oggi è possibile trovare laboratori specializzati nelle produzione di apparecchi ortodontici in metallo a partire dal design digitale del manufatto, tramite tecniche di sinterizzazione. Il flusso di lavoro diventa digitale anche per la produzione di apparecchi quali espansori rapidi del palato, mantenitori di spazio, ferule, distalizzatori.

I singoli produttori di scanner intraorali spesso forniscono un elenco di laboratori attrezzati per ricevere file direttamente dopo la scansione, semplificando ulteriormente la procedura. L’alternativa è quella di esportare il file dopo la scansione in formato “aperto” STL e inviarlo al proprio laboratorio.

Senza addentrarci nei dettagli di produzione, è possibile ottenere apparecchi con superfici lisce, perfettamente aderenti alle anatomie dei denti. Ciò permette di rinunciare al posizionamento di bande - in passato indispensabili per la ritenzione - ma anzi di incollare l’apparecchio sfruttando la grande superficie di adesione sulla corona dei denti.

Clinicamente, il vantaggio è notevole: maggiore rispetto dei tessuti interdentali, minore disagio per il paziente, minore tempo alla poltrona potendo evitare, per esempio, l’appuntamento per applicare elastici separatori e bande.

In futuro, una maggiore integrazione tra software, modelli digitali, scansioni facciali 3D e CBCT faciliterà ulteriormente la pianificazione del trattamento e la comunicazione con i pazienti. L'eliminazione delle impronte tradizionali e la riduzione delle fasi di lavoro generano efficienza, con soddisfazione del paziente e del personale per un flusso di lavoro digitale integrato e snello.

Nascono quotidianamente nuove aziende, modelli di scanner e stampanti che comportano un notevole declino dei costi dei sistemi e il miglioramento delle qualità del materiale: nei prossimi anni le tecnologie offriranno applicazioni diagnostiche e di trattamento più convenienti e che vanno oltre ai metodi attuali.

Si ringrazia il laboratorio “Il progetto srl” per la concessione delle immagini.

Ferula sinterizzata per maschera di Delaire.Ferula sinterizzata per maschera di Delaire.

Apparecchio sinterizzato per ancoraggio di dispositivi di propulsione mandibolare tipo Forsus.Apparecchio sinterizzato per ancoraggio di dispositivi di propulsione mandibolare tipo Forsus.

 
 

R.E.P. con ancoraggi sinterizzati e uncini per maschera di Delaire.R.E.P. con ancoraggi sinterizzati e uncini per maschera di Delaire.

R.E.P. con ancoraggi sinterizzati e braccio per distalizzazione 26.R.E.P. con ancoraggi sinterizzati e braccio per distalizzazione 26.

 
 

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