Dalla fotografia del viso e dei denti alle impronte digitali delle arcate dentali fino al caso finito. Un caso ortodontico clinico sviluppato con strumenti digitali dal dott. Pironi
di Marco PironiLa progressiva introduzione delle tecnologie digitali nel mondo dell’ortodonzia ha portato alla possibilità di disporre di apparecchiature individualizzate, vale a dire progettate e costruite in modo personalizzato per ogni paziente, in base agli obiettivi del singolo trattamento.
In questo articolo presentiamo il caso clinico di un ragazzo di 14 anni, che si presenta alla nostra osservazione con la richiesta di un trattamento ortodontico per migliorare il sorriso, in particolare l’allineamento degli incisivi superiori.
Viene perciò eseguito uno studio del caso che, oltre all’esame clinico, prevede l’esecuzione di una serie di fotografie del viso e dei denti, le impronte digitali delle arcate dentali attraverso una scansione ottica e l’acquisizione di un set radiografico digitale comprendente ortopantomografia e teleradiografie in proiezione laterale e frontale.
Le radiografie digitali sono particolarmente importanti in quanto rappresentano l’elemento diagnostico da cui origina tutto il flusso di lavoro; infatti permettono, attraverso l’esame cefalometrico, di definire l’esatta posizione dei denti e quindi di pianificare gli spostamenti ortodontici necessari per raggiungere gli obiettivi desiderati.
Le foto del volto mostrano un profilo retrognatico e la ritrosia del paziente a sorridere (fig. 1).
Fig. 1
L’esame intraorale mostra un’occlusione di classe 2 a destra e di classe 1 a sinistra con la conseguente deviazione a destra della linea mediana inferiore. È, inoltre, presente un modesto affollamento in entrambe le arcate (fig. 2).
Fig. 2
L’ortopantomografia, eseguita con l’apparecchiatura Hyperion (MyRay), evidenzia il buono stato della dentatura e dei condili mandibolari e la presenza dei germi degli ottavi (fig. 3).
Fig. 3
Le teleradiografie laterale e frontale, eseguite sempre con l’apparecchiatura Hyperion di MyRay, ci permettono di identificare perfettamente tutte le strutture anatomiche, scheletro, denti e tessuti molli, indispensabili per effettuare una corretta analisi cefalometrica, cardine della diagnosi e del piano di trattamento (fig. 4).
Fig. 4
Nel caso in esame, l’analisi cefalometrica computerizzata eseguita con software Nemoceph (Nemotec) evidenzia in proiezione laterale una classe 1 scheletrica, una tipologia brachifacciale e una posizione patologica degli incisivi superiori e inferiori che appaiono retroposizionati rispetto alle rispettive basi scheletriche (biretrusione incisiva) e linguoinclinati (torque insufficiente).
Questa situazione configura un cosiddetto “muro incisivo” che può compromettere la corretta funzione occlusale e delle articolazioni temporo-mandibolari oltre a penalizzare esteticamente il sorriso. L’analisi cefalometrica sul piano frontale mostra dei buoni rapporti trasversali tra il mascellare superiore e la mandibola, e conferma la deviazione a destra della linea mediana inferiore.
Per la pianificazione del trattamento ortodontico abbiamo eseguito un vto cefalometrico che simula la corretta posizione che dovrebbero raggiungere gli incisivi alla fine del percorso terapeutico (fig. 5).
Fig. 5
Il vto cefalometrico permette di individuare gli esatti movimenti che gli incisivi devono compiere sul piano sagittale e verticale.
Per completare la pianificazione del trattamento, che deve essere tridimensionale, utilizziamo il setup virtuale. Procediamo quindi con la scansione delle arcate dentali per mezzo dello scanner Trios (3Shape) (fig. 6).
Fig. 6
Il file della scansione intraorale è stato poi caricato sull’applicazione web Insigna (Ormco) dove le arcate sono state segmentate (cioè i denti sono stati separati gli uni dagli altri) e dove è stata eseguita una prima bozza di setup virtuale da parte dei tecnici Insigna.
Successivamente, sempre sull’applicazione web Insigna abbiamo perfezionato e completato il setup virtuale. Per impostare la posizione e l’inclinazione degli incisivi superiori e inferiori ci siamo basati sui valori del vto cefalometrico (fig. 7).
Fig. 7
Una volta terminato il setup virtuale abbiamo richiesto al laboratorio Insigna la produzione di un’apparecchiatura individualizzata con lo scopo di aumentare la riproducibilità clinica della nostra pianificazione 3D (fig. 8).
Fig. 8
L’apparecchiatura individualizzata è formata da una serie di brackets e da una sequenza di archi completamente personalizzati. Inoltre, prevede delle guide trasparenti (jig) per rendere il più preciso possibile l’incollaggio dei brackets ai denti, che quindi avviene in modo indiretto (fig. 9).
Fig. 9
Nelle figure 10-15 viene mostrata l’applicazione clinica dell’apparecchiatura personalizzata.
Fig. 10
Fig. 11
Fig. 12
Fig. 13
Fig. 14
Fig. 15
L’analisi cefalometrica finale e la sovrapposizione inizio-fine trattamento mostrano che, almeno in questo caso, l’apparecchiatura personalizzata è stata efficace nel determinare una corretta posizione e una corretta inclinazione degli incisivi superiori e inferiori (fig. 16).
Fig. 16
Con il contributo non condizionante di myray
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