HOME - Osservatorio Innovazione
 
 
06 Dicembre 2022

La ricetta per l’implanto-protesi perfetta

TECNOLOGIA + BIOMECCANICA

In questi ultimi anni stiamo esplorando tecnologie digitali in grado di ampliare le nostre possibilità, che semplificano le procedure cliniche e migliorano i nostri piani terapeutici grazie a una maggiore qualità di diagnosi e dei protocolli operativi.

Rimane, tuttavia, di esclusiva competenza clinica, nonché fortemente soggettiva, la problematica legata alle scelte di tipologia, numero e posizione dei dispositivi implantari selezionati in fase di progettazione. In questo contesto, la biomeccanica riveste un ruolo  importante, ma ancora poco noto, a causa di insuccessi o problemi che si manifestano precocemente a causa di carichi immediati, e problematiche protesiche che insorgono in seguito all’ applicazione delle riabilitazioni.

In questi casi, i fattori da prendere in considerazione sono molteplici e spesso condizionati dalle caratteristiche soggettive dei pazienti da riabilitare.

Sicuramente, tutti osserviamo il “biotipo” del paziente, tuttavia, spesso non traduciamo queste valutazioni in considerazioni fisico/meccaniche.

Età sesso possono condizionare le nostre scelte, così come è importante esaminare anche il tono della muscolatura masticatoria. Oltre a queste caratteristiche, è necessario eseguire una puntualela valutazione intraorale, unitamente a una verifica sulla presenza di denti nella stessa arcata da riabilitare con  le conseguenti considerazioni propriocettive e sulla partecipazione di elementi dentari sani distalmente al nostro progetto; tutti questi passaggi consentono di fornire al sistema nervoso informazioni differenti sulla masticazione, dalla sostituzione di tutti i denti di una emiarcata; ancora più complesso risulta essere il quadro in una riabilitazione integralmente sostenuta da impianti.                                                    

Nel processo decisionale svolgono un ruolo importante la condizione residua dell’arcata antagonista -  che si contrappone alla protesi che noi andremo ad applicare - il numero dei denti, la situazione parodontale e gli aspetti morfologici che possono rivelare pregresse para-funzioni o sovraccarichi masticatori. Il tutto, in ottica di possibili future modifiche, quali per esempio il passaggio da una protesi totale (comodo antagonista alle nostre riabilitazioni) a una protesi fissa implanto-sostenuta.


Figura 1: situazione clinica di edentulia parziale superiore e formula dentaria completa inferiore


I denti da sostituire nella riabilitazione implanto-protesica svolgono funzioni differenti e la loro semplice osservazione obbliga a elaborare considerazioni approfondite. È sufficiente osservare il supporto radicolare di un canino e di un diatorico per comprendere le differenti esigenze funzionali: uno è sviluppato per la sopportazione dei carichi tangenziali e l’altro per dissipare forze ortogonali. Il progetto implantare dovrà tenere conto di queste esigenze, pena la sofferenza dell’osso perimplantare, o in casi più sfortunati, la comparsa di problematiche di svitamento o frattura dei dispositivi stessi. Di contro, un incisivo laterale superiore o gli incisivi centrali inferiori hanno sviluppi radicolari inferiori, come conseguenza della loro posizione e della distanza dal punto di applicazione della forza masticatoria e dal fulcro della masticazione (leva di III genere).


Figura 2: punto di applicazione delle forze e posizione delle resistenze all’interno del sistema stomatognatico



Questa considerazione risulta direttamente correlata alle dimensioni dell’impianto che progettiamo di inserire, il quale non dovrà quindi dipendere solamente dalla disponibilità ossea del sito ricevente, ma dovrà essere fortemente dipendente dalla sollecitazione diretta e indiretta che subirà l’impianto durante la masticazione sia nel carico immediato sia a osteointegrazione avvenuta. Potranno essere necessarie ulteriori  considerazioni  qualora si progettassero più impianti, indipendenti o uniti tra loro.


Figura 3: analisi della disponibilità ossea con ausilio della Cbct, scelta di alcuni dispositivi B1ONE con diametro ridotto ma compensazione con un aumento di numero: programmazione con assi di distribuzione del carico favorevoli



Vale la pena ricordare che gli impianti inclinati funzionano perfettamente quando inseriti in geometrie di numero e posizione che valorizzano la loro posizione.  Creare un angolo sfavorevole tra la riabilitazione protesica, il carico occlusale e il dispositivo implantare, invece,  rappresenta un rischio biomeccanico estremamente elevato sia per il tessuto ricevente sia per l’integrità del dispositivo. 

Un altro aspetto interessante da valutare riguarda la scelta e la conoscenza dei materiali a nostra disposizione per la riabilitazione protesica. Si tratta di una scelta che viene condizionata dall’aspetto economico e dalle considerazioni fatte in precedenza a: biotipo, posizione nel cavo orale, dimensioni del dispositivo implantare, eventuali connessioni reciproche  e rapporto con l’antagonista. La rigidità del materiale scelto rappresenta, infatti, un vantaggio quando pensiamo al mantenimento dei risultati ottenuti nel tempo (stabilità occlusale) e uno svantaggio quando, se non correttamente controllato, trasferisce la sollecitazione occlusale sul dispositivo e sui suoi componenti.


Figura 4: overdenture inferiore: progetto protesico adeguato alla disponibilità di supporto implantare



Paradossalmente, pazienti controllabili con frequenza e regolarità possono essere riabilitati con qualunque materiale perché eventuali correzioni dovute ai fisiologici cambiamenti della nostra morfologia dentale e masticazione possono essere intercettati precocemente e corretti prima che si trasformino in un trauma; al contrario se sospettiamo di non riuscire a eseguire rivalutazioni della masticazione con frequenza, potrebbe esserci l’indicazione di utilizzare dei materiali in grado di seguire le evoluzioni della nostra dinamica masticatoria.                                                        

Non direttamente correlata agli aspetti biomeccanici è, invece, la scelta del tipo di manufatto protesico, avvitato o cementato. ll primo risulta essere particolarmente complesso a causa della per la sua gestione della passivazione, tuttavia, quando viene eseguito perfettamente appare versatile e facilmente rimovibile anche nei momenti di manutenzione ordinaria e straordinaria.  La protesi cementata presenta il noto problema del materiale di cementazione non perfettamente rimosso, anche se viene erroneamente ritenuta più semplice in quanto sovrapponibile come  i protocolli alle protesi realizzate su denti naturali.

Raramente la mancata considerazione di uno solo di questi aspetti comporta un problema severo o irreversibile, tuttavia, spesso, nell’osservazione di una situazione, critica la combinazione di più fattori risulta essere purtroppo responsabile di fallimenti slegati dagli  aspetti biologici o infiammatori.

La progettazione implantoprotesica eseguita semplicemente su un esame radiologico risulta spesso insufficiente. Ancor di più, sembra essere insufficiente standardizzare progetti terapeutici e, se si procede con questo metodo,  (esempio una riabilitazione con 4 impianti inferiori con i due distali inclinati), sviluppare il progetto prevedendo l’utilizzo di dispositivi osteointegrabili con dimensioni e posizione che soddisfino ampiamente i requisiti biomeccanici e rispondano ai requisiti esposti.  

Lavoro del dott. Paolo Arosio

Articoli correlati

A cura di Dr Paolo Arosio PHD, e Dr Matteo Sartori, PhDIn questi due anni di intensa attività e presenza, la rubrica Osservatorio Innovazione di IDI EVOLUTION ha condiviso con entusiasmo...


Oggi, i Big Data e i relativi metodi di analisi rappresentano una risorsa fondamentale per lo sviluppo di molti settori, inclusi quello economico, politico-sociale e scientifico....


Il termine “chirurgia guidata” viene molto spesso utilizzato per proporre una procedura chirurgica poco invasiva e poco traumatica; i vantaggi però vanno molto oltre queste...


Le esigenze cliniche dei pazienti sono sempre più orientate verso la mini-invasività, affiancata da fattori quali l’attenzione per l’estetica, la riduzione dei tempi di...


Il workflow digitale rappresenta oggi la soluzione più evoluta per la progettazione e la realizzazione delle riabilitazioni implanto-protesiche. La virtualizzazione del...


OT Equator è compatibile con tutte le piattaforme implantari ed è disponibile in otto altezze gengivali


Dal 21 al 23 marzo 2024, presso il Palazzo di Congressi di Rimini, si terrà il XXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Parodontologia e...


Citando uno studio coreano, il prof Gagliani ricorda a odontoiatri e igienisti dentali che il trattamento della perimplantite non deve essere considerata una singola procedura, ma un ciclo continuo...

di Massimo Gagliani


Nella puntata inaugurale del 2024 del Clinical Arena abbiamo deciso di affrontare una delle tematiche più richieste tra i nostri lettori ossia gli impianti in zirconio.Uno degli obiettivi della...

di Dino Re


Per la rubrica 20 Minutes Digital Workflow incontriamo la dott.ssa  Ioana Datcu per conoscere il suo approccio  alla cure mini invasive  grazie all’utilizzo delle  nuove tecnologie


Altri Articoli

Sfogliando l’innovativo e importante strumento è possibile conoscere la gamma di prodotti offerta, ma anche approfondire gli aspetti clinici grazie alla presentazione di casi e...


Un approfondimento EFP evidenza perchè i più recenti purificatori d’aria interni dotati di filtri HEPA dovrebbero essere installati in studi dentistici, ed ambienti sanitari...


Rimborsi in arrivo, scadenze e altri avvisi personalizzati. L’Agenzia comunica con i cittadini anche sull’App IO


10 ore di aggiornato valido per l’assolvimento dell’obbligo annuale. Update circa la gestione delle attrezzature ed i macchinari presenti in uno studio odontoiatrico


Accompagnamento assistenziale odontoiatrico alla mamma per il periodo di gestazione e al bambino fino ad età scolare e oltre


Corso FAD EDRA da 5 moduli ECM per un totale di 25 ore formative, coordinatore scientifico il prof. Giovanni Maria Gaeta


Devono effettuarla le strutture sanitarie che incassano i compensi dovuti per conto del professionista a cui affittano l’area operativa


Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di un posto di ASO a tempo indeterminato. Le domande dovranno essere inviate entro il 5 maggio 2024


Le due Associazioni hanno promosso un webinar informativo con la senatrice Erika Stefani sulla legge sull’equo compenso evidenziando la necessità che l’attuale legge sia estesa anche ai rapporti...


Queste le regole per raccogliere il 60% dei crediti attraverso autoformazione, formazione individuale, tutoraggio e pubblicazione articoli scientifici


Cronaca     09 Aprile 2024

Endocrown, il nuovo libro EDRA

Già un best-seller il libro Di Spreafico. Chirico e Gagliani che approfondisce una nuova via per la ricostruzione dei denti trattati endodonticamente


Patent protagonista al "Forum for Innovation" durante il Congresso Nazionale SIdP 2024 portando studi indipendenti che dimostrano l’assenza di perimplantite a 9 e 12 anni


I contratti tra collaboratori odontoiatri ed igienisti dentali e titolari dello studio devono essere redatti a tutela di entrambi, ma quali sono le caratteristiche anche in...


Se ci fosse un indicatore per il cambiamento nella musica, questo finirebbe fuori scala se volesse misurare quanti e quali cambiamenti Miles Davis ha compiuto da quando,...

di Massimo Gagliani


 
 
 
 

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

TUTTI GLI EPISODI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

La lezione di storia dell’odontoiatria del prof. Guastamacchia

 
 
 
 
chiudi