In questi ultimi anni stiamo esplorando tecnologie digitali in grado di ampliare le nostre possibilità, che semplificano le procedure cliniche e migliorano i nostri piani terapeutici grazie a una maggiore qualità di diagnosi e dei protocolli operativi.
Rimane, tuttavia, di esclusiva competenza clinica, nonché fortemente soggettiva, la problematica legata alle scelte di tipologia, numero e posizione dei dispositivi implantari selezionati in fase di progettazione. In questo contesto, la biomeccanica riveste un ruolo importante, ma ancora poco noto, a causa di insuccessi o problemi che si manifestano precocemente a causa di carichi immediati, e problematiche protesiche che insorgono in seguito all’ applicazione delle riabilitazioni.
In questi casi, i fattori da prendere in considerazione sono molteplici e spesso condizionati dalle caratteristiche soggettive dei pazienti da riabilitare.
Sicuramente, tutti osserviamo il “biotipo” del paziente, tuttavia, spesso non traduciamo queste valutazioni in considerazioni fisico/meccaniche.
Età e sesso possono condizionare le nostre scelte, così come è importante esaminare anche il tono della muscolatura masticatoria. Oltre a queste caratteristiche, è necessario eseguire una puntualela valutazione intraorale, unitamente a una verifica sulla presenza di denti nella stessa arcata da riabilitare con le conseguenti considerazioni propriocettive e sulla partecipazione di elementi dentari sani distalmente al nostro progetto; tutti questi passaggi consentono di fornire al sistema nervoso informazioni differenti sulla masticazione, dalla sostituzione di tutti i denti di una emiarcata; ancora più complesso risulta essere il quadro in una riabilitazione integralmente sostenuta da impianti.
Nel processo decisionale svolgono un ruolo importante la condizione residua dell’arcata antagonista - che si contrappone alla protesi che noi andremo ad applicare - il numero dei denti, la situazione parodontale e gli aspetti morfologici che possono rivelare pregresse para-funzioni o sovraccarichi masticatori. Il tutto, in ottica di possibili future modifiche, quali per esempio il passaggio da una protesi totale (comodo antagonista alle nostre riabilitazioni) a una protesi fissa implanto-sostenuta.
Figura 1: situazione clinica di edentulia parziale superiore e formula dentaria completa inferiore
I denti da sostituire nella riabilitazione implanto-protesica svolgono funzioni differenti e la loro semplice osservazione obbliga a elaborare considerazioni approfondite. È sufficiente osservare il supporto radicolare di un canino e di un diatorico per comprendere le differenti esigenze funzionali: uno è sviluppato per la sopportazione dei carichi tangenziali e l’altro per dissipare forze ortogonali. Il progetto implantare dovrà tenere conto di queste esigenze, pena la sofferenza dell’osso perimplantare, o in casi più sfortunati, la comparsa di problematiche di svitamento o frattura dei dispositivi stessi. Di contro, un incisivo laterale superiore o gli incisivi centrali inferiori hanno sviluppi radicolari inferiori, come conseguenza della loro posizione e della distanza dal punto di applicazione della forza masticatoria e dal fulcro della masticazione (leva di III genere).
Figura 2: punto di applicazione delle forze e posizione delle resistenze all’interno del sistema stomatognatico
Questa considerazione risulta direttamente correlata alle dimensioni dell’impianto che progettiamo di inserire, il quale non dovrà quindi dipendere solamente dalla disponibilità ossea del sito ricevente, ma dovrà essere fortemente dipendente dalla sollecitazione diretta e indiretta che subirà l’impianto durante la masticazione sia nel carico immediato sia a osteointegrazione avvenuta. Potranno essere necessarie ulteriori considerazioni qualora si progettassero più impianti, indipendenti o uniti tra loro.
Figura 3: analisi della disponibilità ossea con ausilio della Cbct, scelta di alcuni dispositivi B1ONE con diametro ridotto ma compensazione con un aumento di numero: programmazione con assi di distribuzione del carico favorevoli
Vale la pena ricordare che gli impianti inclinati funzionano perfettamente quando inseriti in geometrie di numero e posizione che valorizzano la loro posizione. Creare un angolo sfavorevole tra la riabilitazione protesica, il carico occlusale e il dispositivo implantare, invece, rappresenta un rischio biomeccanico estremamente elevato sia per il tessuto ricevente sia per l’integrità del dispositivo.
Un altro aspetto interessante da valutare riguarda la scelta e la conoscenza dei materiali a nostra disposizione per la riabilitazione protesica. Si tratta di una scelta che viene condizionata dall’aspetto economico e dalle considerazioni fatte in precedenza a: biotipo, posizione nel cavo orale, dimensioni del dispositivo implantare, eventuali connessioni reciproche e rapporto con l’antagonista. La rigidità del materiale scelto rappresenta, infatti, un vantaggio quando pensiamo al mantenimento dei risultati ottenuti nel tempo (stabilità occlusale) e uno svantaggio quando, se non correttamente controllato, trasferisce la sollecitazione occlusale sul dispositivo e sui suoi componenti.
Figura 4: overdenture inferiore: progetto protesico adeguato alla disponibilità di supporto implantare
Paradossalmente, pazienti controllabili con frequenza e regolarità possono essere riabilitati con qualunque materiale perché eventuali correzioni dovute ai fisiologici cambiamenti della nostra morfologia dentale e masticazione possono essere intercettati precocemente e corretti prima che si trasformino in un trauma; al contrario se sospettiamo di non riuscire a eseguire rivalutazioni della masticazione con frequenza, potrebbe esserci l’indicazione di utilizzare dei materiali in grado di seguire le evoluzioni della nostra dinamica masticatoria.
Non direttamente correlata agli aspetti biomeccanici è, invece, la scelta del tipo di manufatto protesico, avvitato o cementato. ll primo risulta essere particolarmente complesso a causa della per la sua gestione della passivazione, tuttavia, quando viene eseguito perfettamente appare versatile e facilmente rimovibile anche nei momenti di manutenzione ordinaria e straordinaria. La protesi cementata presenta il noto problema del materiale di cementazione non perfettamente rimosso, anche se viene erroneamente ritenuta più semplice in quanto sovrapponibile come i protocolli alle protesi realizzate su denti naturali.
Raramente la mancata considerazione di uno solo di questi aspetti comporta un problema severo o irreversibile, tuttavia, spesso, nell’osservazione di una situazione, critica la combinazione di più fattori risulta essere purtroppo responsabile di fallimenti slegati dagli aspetti biologici o infiammatori.
La progettazione implantoprotesica eseguita semplicemente su un esame radiologico risulta spesso insufficiente. Ancor di più, sembra essere insufficiente standardizzare progetti terapeutici e, se si procede con questo metodo, (esempio una riabilitazione con 4 impianti inferiori con i due distali inclinati), sviluppare il progetto prevedendo l’utilizzo di dispositivi osteointegrabili con dimensioni e posizione che soddisfino ampiamente i requisiti biomeccanici e rispondano ai requisiti esposti.
Lavoro del dott. Paolo Arosio
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
osservatorio-innovazione 20 Dicembre 2023
A cura di Dr Paolo Arosio PHD, e Dr Matteo Sartori, PhDIn questi due anni di intensa attività e presenza, la rubrica Osservatorio Innovazione di IDI EVOLUTION ha condiviso con entusiasmo...
osservatorio-innovazione 17 Novembre 2023
Oggi, i Big Data e i relativi metodi di analisi rappresentano una risorsa fondamentale per lo sviluppo di molti settori, inclusi quello economico, politico-sociale e scientifico....
osservatorio-innovazione 25 Settembre 2023
Il termine “chirurgia guidata” viene molto spesso utilizzato per proporre una procedura chirurgica poco invasiva e poco traumatica; i vantaggi però vanno molto oltre queste...
osservatorio-innovazione 11 Luglio 2023
Le esigenze cliniche dei pazienti sono sempre più orientate verso la mini-invasività, affiancata da fattori quali l’attenzione per l’estetica, la riduzione dei tempi di...
osservatorio-innovazione 09 Maggio 2023
Il workflow digitale rappresenta oggi la soluzione più evoluta per la progettazione e la realizzazione delle riabilitazioni implanto-protesiche. La virtualizzazione del...
O33implantologia 23 Luglio 2026
Una ricerca italiana ha confrontato diverse geometrie di Ti-base, incluse nuove configurazioni anatomiche derivate dai rapporti tra cresta ossea e giunzione amelo-cementizia, per valutarne la...
O33implantologia 22 Luglio 2026
Gli autori hanno sviluppato e testato una procedura basata su impronta, digitalizzazione e confronto tridimensionale per valutare la compatibilità tra differenti connessioni implantari
O33implantologia 14 Luglio 2026
Uno studio internazionale ha analizzato workflow, usabilità, costi, requisiti tecnici e librerie protesiche dei principali software per la pianificazione implantare guidata, valutandone...
O33implantologia 29 Giugno 2026
Una ricerca ha valutato l’impatto della segmentazione CBCT basata su AI sulla precisione della chirurgia implantare robot-assistita
O33parodontologia 23 Giugno 2026
Indagine retrospettiva sulla correlazione tra condizioni parodontali di impianti e denti controlaterali fino a 20 anni dopo terapia e inserimento implantare
Aziende 26 Luglio 2026
Align Technology ha sviluppato un percorso di clinical education dedicato ai Growing Patients, fondato sulla collaborazione con il mondo accademico e le società scientifiche di...
Approvato emendamento Borghetti per finanziare un progetto sperimentale di odontoiatria sociale destinata agli anziani economicamente fragili
O33Approfondimenti 24 Luglio 2026
Le risonanze magnetiche rivelano che chi perde più denti presenta nel tempo maggiori segni di deterioramento della sostanza bianca cerebrale
Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della...
O33Normative 24 Luglio 2026
Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il documento include una check-list per verificare la conformità dello...
Cronaca 23 Luglio 2026
Organizzato a Torino dal COI a fine ottobre e rivolto a odontoiatri e odontotecnici. Il corso contribuirà a sostenere il progetto solidale “Un sorriso migliora la vita”
Approfondimenti 23 Luglio 2026
In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale del...
Approfondimenti 23 Luglio 2026
La CCEPS respinge il ricorso e conferma la decisione della CAO di Brescia. Contestati: messaggio promozionale sull'implantologia, l'uso di termini ritenuti fuorvianti e l'omessa comunicazione...
Lettere al Direttore 23 Luglio 2026
Alcune considerazioni del prof. Luigi Rubino sull’evoluzione del rapporto tra odontoiatra ed odontotecnico nell’era digitale
Cronaca 22 Luglio 2026
La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria
Approfondimenti 22 Luglio 2026
Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e...
Approfondimenti 22 Luglio 2026
L’incauto acquisto ricade sui professionisti. Attivato un programma che consente di verificare rapidamente l'autenticità dei prodotti
Cronaca 21 Luglio 2026
“La nuova bozza rischia di trasformare la sentenza del TAR in una beffa”. Chiesta al Ministero della Salute un’audizione immediata sulla branca T30 Odontoiatria
Uno studio su 77 mila over 50 evidenzia forti disparità tra i Paesi. Italia tra quelle con il rischio più elevato di spese odontoiatriche "catastrofiche"
