Lo sviluppo delle tecnologie innovative, insieme al loro dirompente ingresso nella pratica clinica quotidiana, ha determinato una profonda riorganizzazione e semplificazione dei flussi di lavoro.
Il digitale oggi consente una completa virtualizzazione del paziente in odontoiatria. Così nella medicina generale.
L’odontoiatra è attualmente in grado di raccogliere tutte le informazioni del paziente secondo tempi e modalità opportuni, che permettono allo specialista di approcciarsi accuratamente alla valutazione e allo studio del caso clinico. Si tratta di una vera e propria rivoluzione, soprattutto per quanto riguarda i casi complessi e quelli che richiedono un programma terapeutico multidisciplinare.
Avere a disposizione il “paziente virtuale” significa disporre di una visione d’insieme precisa, accurata ed esaustiva del quadro clinico iniziale. Ciò rende possibile proporre alternative terapeutiche personalizzate e adatte da presentare adeguatamente al paziente. Tutto questo permette, inoltre, di impostare un dialogo bidirezionale volto a ottenere un consenso informato alle cure.
La virtualizzazione consente, infine, di migliorare la diagnosi e le cure, nonché di rifondare e potenziare il rapporto di fiducia medico-paziente. La tecnologia si presta, in questo modo, al servizio della sicurezza e della trasparenza.
Lo studio del caso – così veniva definito in un passato neanche tanto remoto – consisteva nel rilevamento delle impronte e, nei casi più complessi, nel rilevamento di un arco facciale, insieme agli esami radiologici e fotografici necessari per una corretta e approfondita pianificazione.
Una ceratura diagnostica procedeva con la simulazione, su un articolatore, della riabilitazione protesica, mentre un editing fotografico poteva essere utilizzato per la comunicazione con il paziente.
Quando la riabilitazione invade contemporaneamente ambiti morfologici, estetici e funzionali, i differenti elementi della pianificazione rappresentano sicuramente un punto di partenza meno empirico. Nonostante ciò, essi risultano “slegati tra loro”, non consentendo di integrare a pieno le informazioni relative al progetto protesico con le conseguenti valutazioni del suo impatto sulla dinamica o sull’estetica del lavoro.[1]
Oggi il termine “virtualizzazione del paziente” assume un significato decisamente più ampio e completo. Le capacità di acquisizione di file tridimensionali statici e dinamici e la possibilità di “allinearli” reciprocamente permettono di ricreare un AVATAR che presenta esattamente gli stessi profili fisionomici, nonché la medesima collocazione delle arcate dentarie del profilo estetico preso in esame.
Ciò offre allo specialista un’iniziale simulazione dell'inserimento del nuovo disegno protesico nell’estetica del paziente. Con Itaka è possibile integrare l’informazione con un'analisi della dinamica soggettiva della masticazione del paziente.
In questo scenario si inserisce la nuova piattaforma digitale ALFRED di IDI EVOLUTION, che permette di ottenere una standardizzazione del processo di raccolta delle informazioni necessarie alla virtualizzazione del paziente; la piattaforma, inoltre, assiste e alleggerisce il team medico odontoiatra-ASO-receptionist nel flusso di lavoro: grazie ad ALFRED, ciascun componente del team può svolgere con serenità il proprio lavoro e, allo stesso tempo, dedicarsi al paziente con la giusta attenzione ed empatia.
La filosofia che guida la pratica operativa è articolata in tre elementi: virtualizzare, progettare, realizzare.
L’utilizzo di una tecnologia come ALFRED – che è in grado di alleggerire e snellire le diverse fasi operative – comporta un significativo vantaggio a livello organizzativo, nonché una forte riduzione degli sprechi in termini di materiali, passaggi e tempi. Oltre a questo, la piattaforma permette di rendere, secondo un approccio lean, maggiormente efficiente il “sistema clinica odontoiatrica”.
ALFRED raccoglie in un unico silos tutte le informazioni del paziente: anamnesi, visita extra-orale, scansione facciale, visita intra-orale clinica, fotografie, scansione intra-orale delle arcate dentarie, radiologia (compresa la CBCT), progettazione virtuale implanto-protesica per chirurgia guidata, informazioni sulla qualità dell’osso del sito implantare, informazioni sull’integrale-stabilità implantare misurata dal motore chirurgico TMM3®, registrazione della dinamica mandibolare con ITAKA.
Negli ultimi tempi si è parlato con frequenza sempre maggiore delle tecnologie digitali applicate in campo odontoiatrico, così come in quello odontotecnico. Tuttavia, solo di recente è stato possibile sviluppare una riabilitazione protesica in grado di comprendere anche la valutazione digitale della dinamica della masticazione.
La gnatologia, con tutti i suoi aspetti e le sue scuole di pensiero, vive ancora nei condizionamenti creati dagli strumenti che ancora oggi si utilizzano per ricreare, in tutta la sua complessità, un modello dell’apparato stomatognatico.
Le nuove tecnologie rendono possibile registrare la dinamica della masticazione e, pertanto, questi tracciati vengono allineati ai modelli del paziente e inseriti nella scansione tridimensionale del viso. In questo modo è possibile disporre di un preciso modello anatomico costituito dalle arcate dentarie che contengono le informazioni della riabilitazione protesica da eseguire, le informazioni dei tessuti molli e soprattutto la precisa dinamica dei modelli stessi. Questo consente di intercettare immediatamente e in fase di modellazione digitale le eventuali interferenze o la congruità del manufatto e i valori dinamici registrati.
Il caso clinico che segue – realizzato dal dottor Alessandro Galluzzi – è un esempio chiaro delle opportunità offerte oggi dalla “virtualizzazione del paziente” per rispondere sia a esigenze estetiche sia a esigenze funzionali, realmente su misura del paziente.
Caso clinico
La paziente si presenta in studio chiedendo una rivalutazione dell’aspetto funzionale della masticazione e dell’estetica dei settori riabilitati in precedenza.
L’esame clinico e gnatologico mostra una conservazione della DVO. Inoltre, le dinamiche masticatorie risultano congrue, mentre le difficoltà sono da attribuire alla mancanza di elementi nei settori distali. La protesi fissa applicata si delinea asimmetrica e con un overjet incongruo.
Il piano riabilitativo prevede l’inserimento di impianti osteointegrati per ripristinare i pilastri dentali e la sostituzione delle protesi esistenti nel rispetto dell’estetica e della funzione masticatoria della paziente.
La virtualizzazione della paziente inizia con una scansione intraorale TRIOS 3Shape, allineata con la CBCT dal reparto di odontotecnica digitale IDI MAKERS. Sulla base di questi modelli viene realizzato il progetto implantologico, nonché l’allestimento di un supporto (fork) da fissare all’arcata inferiore del paziente per la registrazione dei movimenti mandibolari con ITAKA.
Per completare l’acquisizione delle informazioni viene eseguita una scansione del viso del paziente con diverse espressioni della mimica facciale (RAYFACE) e vengono rilevati i movimenti mandibolari di apertura, chiusura e lateralità rest position inserendo nelle misurazioni anche la masticazione di un bolo morbido.
Il modello tridimensionale creato consente di realizzare un provvisorio che rientri nei parametri estetici definiti e controllati attraverso la sovrapposizione delle scansioni del viso della paziente e i parametri funzionali identificati e registrati con ITAKA.
Già dall’applicazione della protesi provvisoria risulta possibile apprezzare quanto la raccolta di un insieme di informazioni così preciso e dettagliato consenta di ridurre gli interventi correttivi sia estetici sia occlusali.
L’impronta definitiva viene sempre rilevata tramite tecnica digitale e, in seguito, si procede con una nuova registrazione della dinamica masticatoria dopo un periodo di condizionamento con la protesi provvisoria.
Le nuove rilevazioni assumono un significato più ampio: oltre a fornire un nuovo modello dinamico su cui realizzare il disegno della protesi definitiva, esse consentono di attuare una rivalutazione della congruità della protesi provvisoria applicata.
Alla consegna della protesi definitiva, realizzata sempre dal reparto IDI MAKERS in zirconia 1200 mpa, non si sono resi necessari ritocchi estetici o funzionali.
Durante la masticazione la paziente ha trovato la soluzione confortevole, priva di interferenze o pre-contatti, a conferma del fatto che innovazione e tecnologia stanno creando una nuova sicurezza e un nuovo standard qualitativo, anche in casi di riabilitazione estesa e complessa.
Fig. 1 Situazione clinica iniziale della paziente
Fig. 2 Scansione facciale
Fig. 3 Il progetto protesico 4D in dinamica mandibolare con i tracciati di movimento di ITAKA
Fig. 4 Il progetto implantare virtuale per la chirurgia guidata
Fig. 5 Riabilitazione protesica finale in zirconia: arcata superiore
Fig. 6 Riabilitazione protesica finale in zirconia: arcata inferiore
Fig. 7 Estetica finale della riabilitazione protesica
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