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18 Aprile 2016

Una panoramica completa sul trattamento non chirurgico di perimplantiti e parodontiti

di Anna Maria Melica


Lo Speciale Parodontologia, pubblicato sul numero di marzo 2016 di Dental Cadmos, "Passato, presente e futuro dei coadiuvanti locali e sistemici nel trattamento non chirurgico di perimplantiti e parodontiti: indicazioni e limiti" nasce dalla collaborazione di vari Autori, esperti in materia, che propongono un aggiornamento a tutto campo sul trattamento di due patologie che si riscontrano molto frequentemente nella pratica clinica.

Nel corso degli anni sono stati proposti diversi protocolli di terapia parodontale non chirurgica dalla strumentazione manuale di Scaling e Root Planning (SRP) a quadranti alla più attuale Full Mouth Instrumentation (FMI) in combinazione o meno con la terapia antibiotica sistemica.

La scelta del protocollo terapeutico più adatto si basa su una diagnosi corretta che a sua volta si fonda su un'attenta analisi dei dati clinici, radiografici e anamnestici.

Un'esauriente revisione delle evidenze scientifiche mette in luce le indicazioni e soprattutto i limiti dei coadiuvanti topici proposti e testati a oggi, in particolare gli antimicrobici, la terapia fotodinamica, l'applicazione del laser Er:YAG, i coadiuvanti chimici. Per quanto riguarda la terapia antibiotica sistemica viene sottolineato che l'indicazione è limitata ai pazienti affetti da parodontite severa o aggressiva, infatti soltanto evitando l'abuso di prescrizioni è possibile ridurre lo sviluppo delle resistenze batteriche.

Ampio spazio è dedicato all'impiego degli antibiotici topici che, applicati localmente in siti/tasche parodontali e/o perimplantari, rappresentano un'ulteriore strategia terapeutica a potenziamento del trattamento meccanico e in alternativa alla terapia antibiotica sistemica.

Per quanto riguarda il principio attivo i farmaci più studiati sono le tetracicline (tetraciclina cloridrato o HCl, doxiciclina e monociclina) e il metronidazolo, ma altrettanto importante è il veicolo o carrier capace di garantirne le proprietà farmacocinetiche.

Negli anni sono stati sviluppati carrier con diverse cinetiche di rilascio, i prodotti sviluppati sono distinti in quelli a rilascio lento o sostenuto (slow-release o sustained-release) e quelli a rilascio controllato (controlled-release). La doxiciclina iclato al 14% (Ligosan®) è veicolata da un carrier biodegradabile che ne permette il rilascio lento e controllato, grazie a questo mantiene la MIC (Minimum Inhibiting Concentration) efficace per 12 giorni e ha prodotto risultati positivi soprattutto in ambito perimplantare.

Sintesi a cura di: Anna maria Melica, Consulente Scientifico Dental Cadmos

A QUESTO LINK IL LAVORO ORIGINALE

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