Leonardo Trombelli è professore associato, titolare dell’insegnamento di Parodontologia e Implantologia del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università di Ferrara. Dal 1995 al 2004 è stato
Assistant Professor presso l’Advanced Education Program in Periodontics and Implant Surgery della Loma Linda University, California. Presidente eletto della Società Italiana di Osteointegrazione, è membro di numerose società scientifiche, tra cui la Società Italiana di Odontoiatria e Chirurgia maxillo-facciale, la Società Italiana di Parodontologia, l’International Association for Dental Research e l’International Academy of Periodontology. È componente dell’editorial board delle riviste Journal of Clinical Periodontology e Perio. È direttore del Centro di Ricerca e Servizi per lo Studio delle Malattie Parodontali dell’Università di Ferrara e autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali. Esercita attività libero-professionale limitata alla parodontologia e all’implantologia in Ferrara.
Da anni sei conosciuto nel mondo scientifico per la precisione con la quale prepari i tuoi lavori scientifici. Quale consiglio dai a chi vuole tenersi aggiornato nella miriade di informazioni che arrivano continuamente? Quali possono essere alcune guide-line alle quali fare riferimento?
Oggi l’odontoiatra libero-professionista è esposto a una, talvolta ridondante, molteplicità di informazioni che provengono dall’offerta formativa-didattica (corsi, conferenze, seminari, ecc.) e dalla pubblicistica scientifica. È mia convinzione che il fruitore ultimo di queste informazioni (ossia il clinico pratico) rischi talvolta di finire disorientato, se non addirittura disinformato, magari da visioni contrastanti derivate dalle personali convinzioni degli Autori. Voglio essere chiaro: ben venga un’informazione variegata e dissonante. La scienza medica in generale, e quella odontoiatrica in particolare, sono lungi dall’essere scienze esatte. Sono altrettanto convinto che occorra comunque tenere ben presente alcuni criteri, che ci guidino nella selezione di ciò che ci viene proposto, filtrandolo e consentendoci di trarre il maggior beneficio per noi e i nostri pazienti. Prima di tutto è bene selezionare le fonti della informazione. Ritengo che l’aggiornamento professionale debba essere principalmente derivato da riviste dotate di un board editoriale possibilmente di livello internazionale e composto da personalità di indubbio valore scientifico nella disciplina specifica. Riviste possibilmente indicizzate, magari dotate di impact factor, condizioni che assicurano, sia pur indirettamente, la qualità dell’informazione proposta. In secondo luogo, è indispensabile che la qualità dell’informazione sia solidamente ancorata al metodo scientifico. Faccio riferimento alla crescente necessità di basare la nostra pratica clinica sulle prove di efficacia (Evidence Based Dentistry). Ciò che ci viene proposto non può essere il frutto di una mera opinione personale, sia pur basata su un’esperienza clinica pluriennale. Ogni nuova proposta diagnostica o terapeutica dovrebbe essere suffragata da dati solidi, possibilmente derivanti da studi clinici randomizzati, ossia da sperimentazioni cliniche ove la possibile influenza delle personali convinzioni del ricercatore è ridotta al minimo dalla metodologia di studio. Dovrebbe poi essere sempre chiaramente esplicitato il potenziale conflitto di interessi tra il ricercatore e il committente della ricerca, spesso la stessa azienda proponente la strategia diagnostica o terapeutica testata.
Nel 4th European Workshop on Periodontology, al quale anche tu hai partecipato, si è discusso dell’utilità della strumentazione ultrasonica versus quella manuale per il debridment sottogengivale e si è giunti alla conclusione che la strumentazione ultrasonica non solo è sovrapponibile, come risultati, a quella manuale, ma che addirittura, essendo meno dipendente dall’abilità dell’operatore, consente il raggiungimento di risultati migliori in minor tempo. Come mai, secondo te, moltissimi odontoiatri e igienisti sono ancora così vincolati alla strumentazione manuale?
Ecco un classico esempio di quanto sia difficile modificare la nostra consuetudine clinica facendo riferimento non più sulle “tradizioni”, oralmente o verbalmente trasmesse dagli opinion leader, ma sul dato scientifico obiettivo. Vi sono almeno un paio di revisioni sistematiche della letteratura (ossia revisioni dei dati scientifici più corretti e accreditati disponibili sull’argomento) che concludono come vi sia una pari efficacia in termini di risultato clinico tra strumentazione manuale e meccanica, con un maggior risparmio di tempo per la strumentazione meccanica. Preciso che, oltre tutto, buona parte dei dati su cui si basano queste conclusioni nascono da trial clinici controllati eseguiti in epoca in cui la strumentazione meccanica non era agli attuale livelli di compiutezza e versatilità. Ciononostante, ancora molte Scuole e molti clinici privilegiano un utilizzo quasi esclusivo di falcetti e curette. Sia chiaro: gli strumenti manuali hanno ancora precise e specifiche indicazioni d’uso. Sono altrettanto convinto che l’approccio futuro alla strumentazione parodontale non chirurgica prevederà, da un lato, la progressiva compattazione delle sedute di strumentazione, dall’altro un uso sempre più massiccio degli strumenti meccanici.
Alcune informazioni di grande importanza clinica, mi riferisco per esempio alla full mouth disinfection, all’uso dello spazzolino elettrico per l’igiene domiciliare e dello spazzolino interprossimale ecc, faticano a diventare patrimonio comune della professione odontoiatrica. Secondo te perché queste resistenze?
Domanda difficile che prevederebbe una risposta complessa. Per semplificare, ritengo che la difficoltà con cui nuove metodiche preventive o terapeutiche, ancorché dimostrate efficaci in modo definitivo da dati scientifici inoppugnabili, vengono accolte e condivise dalla comunità clinica sia dovuta in parte a motivi legati alla fisiologica diffidenza derivante dalla consolidata routine clinica, in parte da un panorama di aggiornamento talvolta frammentario o impreciso. Ripeto: data la quantità di informazioni a cui, come professionisti, siamo quotidianamente esposti, è difficile riconoscere ciò che varrebbe la pena adottare nella nostra quotidianità clinica (poiché dimostratosi efficace in vari trial clinici controllati) e ciò che è bene non considerare in attesa che ci venga proposto con una maggiore solidità scientifica. Occorre ancora una volta richiedere e pretendere che ciò che ci viene propinato sia stato adeguatamente testato. E se la novità si è rivelata, alla prova scientifica, migliore dello standard finora adottato, dobbiamo essere pronti al cambiamento, nell’interesse dei nostri pazienti.
È dimostrato in modo inequivocabile che la sopravvivenza a lungo termine delle protesi implanto-supportate è, fondamentalmente, un problema di igiene orale domiciliare e professionale. Eppure molti odontoiatri resistono all'ingresso degli igienisti nei loro studi. Secondo te perché?
La terapia parodontale di supporto è fondamentale per la sopravvivenza della dentizione naturale e degli impianti. Purtroppo ottenere una compliance ottimale a lungo termine dai nostri pazienti è cosa estremamente difficile e che implica risorse e professionalità dedicate. Ritengo che l’igienista dentale laureato o diplomato, anche più dell’odontoiatra, sia in grado di incidere positivamente nel migliorare il livello di collaborazione (all’igiene domiciliare, ai richiami periodici) del paziente. L’igienista dentale ha ricevuto un training specifico nel proprio curriculum di studio, di conseguenza possiede un know-how e una motivazione a mio parere assolutamente adeguati. Non riesco a “leggere” le cause di questa resistenza.
Quali novità vedi delinearsi nella parodontologia che possano influenzare il comportamento clinico della professione?
Negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse da parte della ricerca parodontale circa i meccanismi patogenetici legati all’individuo “ospite”, che portano all’insorgenza e progressione della patologia parodontale. La migliorata conoscenza dei fattori genetici e comportamentali/ambientali che modulano la risposta infiammatoria scatenata dal biofilm dentale determinerà presto la messa a punto di nuove (o il miglioramento delle attuali) strategie diagnostiche, preventive e terapeutiche legate al controllo dell’infiammazione placca-associata. Sul fronte della ricostruzione dei tessuti parodontali lesi dalla patologia, credo che i prossimi anni riserveranno grandi e importanti sorprese derivanti dall’applicazione clinica dei fattori biomimetici, dei fattori di crescita e delle proteine morfogenetiche, nonché dall’impiego delle cellule staminali almeno a fini osteogenetici. Presso il nostro Centro di Ricerca dell’Università di Ferrara (www.unife.it/parodontologia) siamo molto impegnati su entrambi questi fronti.
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
O33parodontologia 31 Luglio 2025
Il report SEPA Principles for oral health sottolinea il ruolo centrale nella prevenzione della malattia parodontale e l’importanza dell’uso da parte dei pazienti di prodotti...
approfondimenti 09 Maggio 2025
I professori Kumar e Sanz offrono alcune riflessioni e nuove prospettive ponendo una ulteriore riflessione sulla parodontite aggressiva
O33parodontologia 15 Gennaio 2020
L’estetica sta diventando ogni giorno sempre più importante per i pazienti. In effetti, uno dei motivi principali per un consulto dentale è l’alterazione dell’aspetto del...
interviste 19 Novembre 2019
Approfondimento in occasione del terzo Simposio Internazionale sul trattamento dei tessuti molli parodontali e perimplantari a Firenze
approfondimenti 10 Settembre 2019
I pazienti non sono regolari nelle visite parodontali e le cause potrebbero essere per difetti di comunicazione
approfondimenti 16 Settembre 2026
Un consensus report EFP e EAPD invita odontoiatri, pedodontisti e parodontologi ad aumentare l’attenzione verso la salute gengivale e parodontale dei pazienti più giovani ...
O33chirurgia-orale 04 Settembre 2026
Ricercatori italiani hanno sviluppato un protocollo che integra immagini cliniche, modelli digitali e stampa 3D per guidare il posizionamento di una matrice dermica acellulare e standardizzare le...
O33parodontologia 01 Settembre 2026
Una ricerca ha indagato come la parodontite compromette masticazione, forza del morso e salivazione
O33approfondimenti 31 Luglio 2026
La parodontite resta strettamente legata al tabacco, se ne parla in un approfondimento dell’ European Federation of Periodontology
approfondimenti 27 Luglio 2026
Una ricerca presentata all’American Heart Association suggerisce che Porphyromonas gingivalis possa favorire la calcificazione della valvola aortica attraverso processi...
eventi 01 Febbraio 2019
Venerdì 1 febbraio – presso La Sapienza, Università di Roma, Dipartimento di scienze odontostomatologiche e maxillo-facciali – si svolgerà la giornata gratuita di...
aziende 12 Giugno 2012
Paolo BarelliRelatore della sessione dedicata a Assistenti alla Poltrona/Igienisti DentaliL'importanza della comunicazione strategica per lo studio odontoiatricoLa comunicazione è diventata la...
Cronaca 15 Ottobre 2026
Approvato un protocollo per garantire assistenza odontoiatrica gratuita ai minori in difficoltà socioeconomica, attraverso una rete di dentisti volontari. ...
Approfondimenti 15 Ottobre 2026
Anaao pubblica le tabelle della pre-intesa 2025-2027 per la dirigenza medica e sanitaria, con incrementi differenziati in base agli incarichi e alle...
Approfondimenti 15 Ottobre 2026
Il presidente della CAO nazionale ribadisce la contrarietà al riconoscimento dell'odontotecnico come professione sanitaria e propone una formazione...
Aziende 14 Ottobre 2026
Secondo un’indagine Key-Stone commissionata da DentalPro, il 57% degli over 60 non ha effettuato visite odontoiatriche nell’ultimo anno, contro il 29%...
Approfondimenti 14 Ottobre 2026
L’associazione richiama l’interrogazione parlamentare di Ilenia Malavasi e la sentenza del Consiglio di Stato del 2024. Politi: “Il percorso per il...
Approfondimenti 14 Ottobre 2026
Nel 2025 il 19,6% delle famiglie ha limitato le spese per visite e accertamenti periodici. La spesa sanitaria media mensile è stata di 113,18 euro. ...
Approfondimenti 13 Ottobre 2026
Ottobre è da sempre il mese dedicato alla prevenzione, un momento in cui l’attenzione verso la salute orale torna al centro della comunicazione. Per gli...
L'accusa contesta circa 6 milioni di euro di evasione attraverso un software con contabilità parallela. Quattro professionisti hanno concordato il...
Approfondimenti 13 Ottobre 2026
Con l'assegno di novembre arrivano gli aumenti e dieci mesi di arretrati. Aggiornate anche le prestazioni assistenziali e le opportunità di previdenza...
Approfondimenti 12 Ottobre 2026
In occasione della Giornata nazionale del 10 ottobre, la Commissione di albo richiama il ruolo degli igienisti dentali nella prevenzione delle patologie orali...
Cronaca 12 Ottobre 2026
Il presidente FNOMCeO Filippo Anelli esprime vicinanza al Pontefice, che ha annunciato un intervento per rimuovere un nodulo al polmone
Shota Musayev ha assistito il comandante aggredito dal copilota durante il volo del 30 settembre. Il presidente israeliano Isaac Herzog lo ha premiato insieme...
Approfondimenti 09 Ottobre 2026
L'OMS presenta il modulo STEPS aggiornato, che integra un questionario e una breve valutazione clinica per raccogliere dati sulla salute orale nelle indagini sulle malattie croniche.
Il consigliere regionale Paolo Pagliaro chiede il potenziamento del servizio dell'ospedale Vito Fazzi: segnalate attese di almeno un anno e carenze di...
