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13 Aprile 2016

Denosumab, rischio di osteonecrosi dei mascellari superiore ai bisfosfonati.Dimostrata criticità se combinato con altri fattori di rischio

di Adelmo Calatroni


Combinato con fattori di rischio come estrazioni dentali, una scarsa igiene orale, l'utilizzo di apparecchi mobili o la chemioterapia, il denosumab può favorire lo sviluppo di osteonecrosi dei mascellari. È la conclusione di una revisione sistematica della letteratura condotta da un gruppo di ricercatori spagnoli e pubblicata su Clinical Oral Implant Research.

Il denosumab è un anticorpo monoclonale completamente umanizzato e viene utilizzato per il trattamento dell'osteoporosi post-menopausale, per il rimaneggiamento con perdita di massa ossea dovuto ad artrite reumatoide e nelle metastasi ossee. È il primo rappresentante di una nuova classe di farmaci dotati di attività anti-osteoclastica, è infatti in grado di inibire la formazione, la funzionalità e la sopravvivenza degli osteoclasti, riducendo in tal modo il riassorbimento osseo sia a livello corticale che trabecolare.

Studi clinici hanno dimostrato che il denosumab possiede un profilo di sicurezza simile ai bisfosfonati e che può essere altrettanto o più efficace nel prevenire la perdita ossea causata da osteoporosi post-menopausale o artrite reumatoide, così come nel trattamento delle metastasi ossee. Tuttavia, fin dall'inizio dell'utilizzo del denosumab, ricercatori e clinici hanno riportato casi di osteonecrosi dei mascellari, effetto osservato anche con l'assunzione dei bisfosfonati.

Per approfondire la questione, i ricercatori spagnoli hanno fatto una ricerca in letteratura e individuato sette trial randomizzati controllati per un totale di 8.963 pazienti affetti da diversi tipi di tumori solidi. L'assunzione di denosumab si è associata a un'incidenza dell'1,7% di osteonecrosi, significativamente superiore a coloro che hanno ricevuto sostanze placebo ma anche dei bisfosfonati. Inoltre risultati analoghi sono stati osservati relativamente al tumore alla prostata.

Prima di iniziare un trattamento a base di denosumab, gli autori consigliano dunque di identificare i pazienti che presentano altri fattori di rischio e stabilire misure preventive che possano limitare la comparsa di osteonecrosi. Del resto sono le stesse linee guida a raccomandare che la presa in carico del paziente sia effettuata anche da un odontoiatra e, se il paziente deve subire interventi chirurgici endorali, è opportuno che la terapia venga posticipata di almeno un mese e, comunque, fino al completo ristabilimento della continuità della mucosa gengivale sovrastante la breccia chirurgica; sono sconsigliati interventi di implantologia orale; è necessario, inoltre, rendere meno traumatici i manufatti protesici rimovibili.

Adelmo Calatroni

Per approfondire: Boquete-Castro A, Gómez-Moreno G, Calvo-Guirado JL, Aguilar-Salvatierra A, Delgado-Ruiz RA. Denosumab and osteonecrosis of the jaw. A systematic analysis of events reported in clinical trials. Clin Oral Implants Res. 2016 Mar;27(3):367-75.

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