Dagli Stati Uniti la Pillar procedure: tre tasselli messi sul palato per ridurre il moto vibratorio dei tessuti molli
Se in futuro un paziente seduto sulla poltrona vi dirà: “Attenzione dottore, ho tre tasselli di plastica nel fondo del palato” non pensate subito che non stia dicendo la verità: potreste trovarvi davanti a uno dei soggetti trattati con una nuova tecnica per limitare gli episodi di apnea notturna ostruttiva.
La tecnica è conosciuta come “Pillar procedure”, è stata sperimentata con buoni risultati e inizia a essere utilizzata negli Stati Uniti per curare pazienti che presentano una forma leggera o moderata di apnea notturna ostruttiva. La tecnica prevede l’impianto,in anestesia locale, di tre piccoli tasselli realizzati in poliestere nel tessuto del palato molle; la loro ridotta dimensione,di circa 18 millimetri in lunghezza per 2 di diametro, è sufficiente a fornire un sostegno strutturale al palato molle, spesso uno degli elementi che causano le apnee notturne; i tasselli sono infatti in grado di ridurre il moto vibratorio dei tessuti molli e la loro capacità di ostruire le vie respiratorie durante il rilassamento muscolare che si verifica nel sonno, senza tuttavia ostacolare nessuna delle altre attività come per esempio la capacità di deglutire o di parlare.
L’ultimo studio che prova l’efficacia della tecnica e avalla il suo utilizzo nei pazienti peri quali è indicata è stato presentato al congresso dell’American Academy of Otolaryngology che si è svolto dal 17 al 20 settembre scorsi a Toronto, in Canada. “La sperimentazione,che ha coinvolto 22 pazienti sottoposti a Pillar procedure, ha ottenuto buoni risultati” ha spiegato Howard Levine, direttore del Cleveland Nasal Sinus & Sleep Center di Cleveland (Usa), uno dei centri ospedalieri che hanno partecipato allo studio. “A novanta giorni dall’impianto dei tasselli i pazienti infatti hanno mostrato una diminuzione degli episodi di apnea e dell’intensità del russamento e, di conseguenza,un miglioramento anche per quanto riguarda la sonnolenza diurna che affligge chi soffre di questo disturbo. E non solo: a distanza di ulteriori 15 mesi, il 76,9per cento dei pazienti ha mostrato di aver mantenutogli effetti positivi della procedura.”
La Pillar procedure, concludo noi ricercatori, merita di essere conosciuta dai professionisti che si occupano di disturbi del cavo orale e può oggi essere considerata come un trattamento chirurgico iniziale e solo minimamente invasivo adatto ai pazienti con una forma di apnea notturna ostruttiva leggera o moderata.
GdO 2006; 14
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