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28 Aprile 2017

La perdita dei denti è un fattore di rischio per la demenza e la malattia di Alzheimer. I risultati di uno studio giapponese

di Davis Cussotto


Maggiore è il numero dei denti mancanti nell'adulto, maggiore è il rischio di ammalarsi di queste patologie.
A dimostrarlo è uno studio prospettico di 5 anni su 1.500 anziani condotto da Kenji Takeuchi, DDS, PhD, della Kyushu University in Giappone, pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society l'8 marzo 2017.

Sono 50 milioni le persone affette da demenza sul Pianeta e l'Organizzazione Mondiale della Salute calcola che triplicheranno entro il 2050.
Molte sono le ipotesi ma le cause della malattia non sono ancora esattamente conosciute.
Sull' onda di precedenti lavori, gli autori dello studio hanno voluto indagare, l'associazione tra la perdita dei denti e la demenza.

Lo studio è iniziato nel 2007 nel distretto Giapponese di Fukouka, dove sono stati reclutati 1.500 cittadini over 60 a cui è stato registrato il numero di elementi dentali residui.
I soggetti sono stati seguiti nel tempo dal sistema sanitario locale e in circa 350 di questi sono comparsi dei sintomi neurorologici di demenza, malattia di Alzheimer o demenza vascolare.
I soggetti con meno denti erano significativamente più soggetti a queste tre gravi patologie neurologiche.

4 le possibili ragioni secondo Takeuchi per spiegare l'aumentato rischio di demenza:

1) la ridotta masticazione e l'alterata occlusione riducono il flusso ematico cerebrale

2) la difficoltà masticatoria impoverisce la dieta

3) lo stato di infiammazione cronica che causa la perdita dei denti può portare alla demenza

4) la scarsa salute orale è lo specchio di una scarsa salute sistemica che può favorire la malattia.

I risultati mettono in evidenza l'importanza di promuovere la cura e il mantenimento della salute orale sin dalla tenera età per scongiurare questa grave malattia.

Davis Cussotto

Per approfondire:

Tooth Loss and Risk of Dementia in the Community: the Hisayama Study

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