Le reazioni allergiche e di ipersensibilità ai materiali da impronta che si possono verificare durante i trattamenti dentali non sono poi così rari, più che altro se ne parla poco perché pochi studi recenti sono presenti in letteratura. Per i materiali da impronta in polietere, comunemente usati in odontoiatria, sin dal 1970 vengono descritte delle reazioni allergiche, per cui si è cercato di ovviare a questa problematica variando la composizione del catalizzatore per ridurne il rischio allergenico.
Successivamente, i casi di reazioni allergiche si sono ridotti, ma sono pur sempre possibili. In uno studio si riporta che 10 pazienti su 2000 manifestano reazioni allergiche in particolar modo al catalizzatore metil- diclorobenzene sulfonato.
L'allergia può avere diverse manifestazioni che vanno dal leggero rossore a forti dolori , bocca che brucia con stomatiti diffuse, secchezza delle mucose, stomatiti e cheiliti aspecifiche. I pazienti sono spesso inconsapevoli di queste reazioni allergiche, il che rende l'identificazione precoce della causa quasi impossibile. Inoltre, i sintomi di solito iniziano dopo 24 ore e per lo più in pazienti con una storia preesistente di reazioni allergiche. Si può inoltre avere una ipersensibilità ritardata (Type IV) e una ipersensibilità immediata (tipo I).
In un articolo pubblicato sul Journal of Prosthetic Dentistry di aprile 2017 si espone il caso clinico di una donna di 74 anni in cura presso il Dipartimento di Protesi della Ludwig Maximilians University, di Monaco di Baviera, in Germania, per la riabilitazione mandibolare sinistra. L'impronta dentale è stata realizzata con un polietere (Impregum Penta; 3M ESPE). Nessun problema è stato riportato dalla paziente o notato dall'odontoiatra al momento della manovra.
La paziente ha riferito, dopo la presa dell'impronta, sintomi di secchezza della bocca e inizio di un leggero gonfiore e arrossamento. Dopo 24 ore la paziente ha improvvisamente presentato dolore e gonfiore delle labbra e della lingua e arrossamenti con macchie bianche nella mucosa mandibolare che era stata a contatto con il materiale da impronta in polietere. La respirazione e la masticazione erano inalterate. Il consiglio dell'odontoiatra è stato quello di sottoporre la paziente anche a una terapia antistaminica, ma la paziente ha preferito solo assumere antidolorifici per il dolore ((ibuprofen 600 mg) e effettuare sciacqui con Clorexidina forte 0.2%. Ventiquattro ore più tardi (48 ore dopo l'impronta), il rossore e gonfiore si erano già placati. Dopo 10 giorni si è ottenuta la completa risoluzione e guarigione delle mucose.
Le reazioni allergiche ai materiali d'impronta non sono così frequenti ma sono possibili. Gli odontoiatri devono sapere riconoscere e identificare le allergie ai materiali da impronta, oltre a individuare a priori i pazienti a rischio, e in questi casi prediligere dei materiali d'impronta alternativi ai polieteri come ad esempio quelli in polivinilsilossano.
A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33
Per approfondire:
Clinical characteristics of an allergic reaction to a polyether dental impression material. Caroline Freitas Rafael, and Anja Liebermann, J Prosthet Dent aprile 2017;117:470-472
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