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20 Settembre 2017

Demenze, deficit cognitivi e perdita dei denti: un viaggio dalla ricerca scientifica all'Alzheimer fest, dove i malati sono protagonisti

di Costanza Micarelli


A Gavirate, sul lago di Varese, ha avuto luogo dal 1 al 3 Settembre l'Alzheimer fest, un evento dedicato ai malati di Alzheimer e altre forme di demenza, e a tutte le figure coinvolte nei percorsi di prevenzione e cura", tra le quali, per la prima volta in un evento non dentale dedicato ai pazienti, è stata coinvolta quella dell'odontoiatra.
In occasione della Giornata mondiale sull'Alzhemer facciamo il punto sulle correlazioni tra malattia ed odontoiatria.

Demenza: un'epidemia silenziosa

Con l'invecchiamento della popolazione dovuto alla crescente aspettativa di vita, il numero di persone affette da demenza in tutto il mondo passerà secondo le stime dai 46,8 milioni di persone del 2015 a 131,5 milioni nel 2050.
(World Alzheimer Report 2016, Alzheimer Disease International).

Se gli sforzi della comunità scientifica sono tesi ad individuare i fattori di rischio e le possibili terapie per prevenire e/o rallentare la comparsa e l'evoluzione dei sintomi, i sistemi sanitari e i caregivers sono impegnati nel cercare modelli di cura che siano economicamente sostenibili e migliorino le condizioni di vita dei malati e delle loro famiglie.

Quanto ai fattori di rischio e alle strategie terapeutiche i ricercatori concordano che nella grande maggioranza dei casi l'Alzheimer, come altre condizioni croniche, si sviluppi come risultato dell'interazione di molteplici fattori che includono l'età, gli stili di vita tra cui l'alimentazione, la genetica e condizioni mediche coesistenti. Di questi fattori alcuni non possono essere modificati, altri invece giocano un ruolo chiave nella riduzione del rischio.

L'Associazione mondiale per l'Alzheimer, finanziata dal World Dementia Council creato dai paesi del G8 tra cui l'Italia, ritiene che esistano prove sufficienti per concludere che una dieta sana, l'apprendimento permanente e il training cognitivo possano contribuire a ridurre il rischio di declino cognitivo, si è fatta strada quindi l'idea di un approccio multivariato per ridurre il rischio di declino cognitivo e di demenza, che soprattutto vista l'assenza di cure risolutive assume un'importanza fondamentale.
(Baumgart M et al. Summary of the Evidence on Modifiable Risk Factors for Cognitive Decline and Dementia: A Population-Based Perspective. Alzheimers Dement, 2015 June; 11(6): 718-26)
Le implicazioni odontoiatriche della malattia


La figura dell'odontoiatra rientra a pieno titolo nell'approccio multifattoriale di prevenzione, infatti la compromissione della salute orale e della funzionalità masticatoria agiscono a diversi livelli nel favorire il declino cognitivo:

La letteratura suggerisce un'associazione e una patogenesi condivisa tra la parodontite e l'AD, in cui uno dei possibili meccanismi è che l'esposizione cronica a patogeni parodontali e alle loro endotossine risulti in una modifica dei mediatori sistemici dell'infiammazione, implicati nella patogenesi dell'AD.
(Cerajewska M et al. Periodontitis: a potential risk factor for Alzheimer's disease. Br Dent J. 2015 Jan;218(1):29-34) 
La carenza degli stimoli a provenienza dalla cavità orale, dovuta a edentulia e assenza di igiene orale, diminuisce il flusso ematico cerebrale e l'attivazione della corteccia prefrontale.
(Kamiya K, et al. Improved Prefrontal Activity and Chewing Performance as Function of Wearing Denture in Partially Edentulous Elderly Individuals: Functional Near-Infrared Spectroscopy Study. PLoS ONE 201611(6))
La perdita dei denti posteriori, misurata in unità funzionali totali, è stata associata a disfagia e deficit nutrizionali, in particolare di vitamine e alimenti a valore antiossidante.
(Takeuchi K, et al Posterior Teeth Occlusion Associated with Cognitive Function in Nursing Home Older Residents: A Cross-Sectional Observational Study. PLoS One. 2015 Oct 29;10)
(Furuta M, Yamashita Y. Oral Health and Swallowing Problems. Curr Phys Med Rehabil Rep (2013) 1:216-222)

La masticazione svolge un ruolo importante nella regolazione dell'attività dell'asse ipotalamo-ipofisario e nella conservazione della funzione cognitiva dipendente dall'ippocampo. ( Azuma K, et al Association between Mastication, the Hippocampus, and the HPA Axis: A Comprehensive Review. Int J Mol Sci. 2017 Aug 3;18(8)
Quanto mostrato dai lavori sperimentali viene confermato da studi clinici su larga scala che confermano la forte associazione tra perdita dei denti, scarsa salute orale e sviluppo di deficit cognitivi e demenza, sottolineando l'importanza di promuovere e sostenere la cura della cavità orale ed il mantenimento dei denti in età giovanile per ridurre il rischio di demenza nell'invecchiamento.
(Paganini-Hill A1et al. Dentition, dental health habits, and dementia: the Leisure World Cohort Study. J Am Geriatr Soc. 2012 Aug;60(8)
(Takeuchi K. Tooth Loss and Risk of Dementia in the Community: the Hisayama Study J Am Geriatr Soc 65:e95-e100, 2017)
 
A cura di: Costanza Micarelli, Consiglio direttivo AIOP
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