L’iperparatiroidismo è caratterizzato da un’eccessiva presenza di ormone paratiroideo (paratormone-PTH) nel sangue. Il PTH viene prodotto dalle paratiroidi, quattro piccole ghiandole collocate posteriormente alla tiroide e regola i livelli di calcio nei tessuti e nel sangue; quando una o più paratiroidi lo producono in modo incontrollato, ne consegue un aumento dei livelli di calcio nel sangue (ipercalcemia). L’iperparatiroidismo può essere:
● primario (PHPT), caratterizzato da un’eccessiva secrezione di ormone paratiroideo (PTH) per iperfunzione da parte di una o più ghiandole paratiroidee dovuta generalmente alla presenza di un singolo adenoma delle paratiroidi (85% dei casi) o multiplo (4%);
● secondario, in cui vi è una condizione di secrezione di paratormone da parte delle paratiroidi appropriata, ma caratterizzata da una resistenza periferica all’azione del paratormone stesso che comporta una condizione di ipocalcemia e una conseguente iperplasia reattiva delle ghiandole. Tra le cause sono annoverate l’insufficienza renale cronica, la carenza di vitamina D, la sindrome da malassorbimento, terapia cronica con litio;
● terziario, che può essere osservato in pazienti con iperparatiroidismo secondario cronico di lunga data.
Quest’ultima condizione può portare a un’iperplasia secondaria delle paratiroidi con perdita della capacità di regolazione basata sulla calcemia e sull’autonomizzazione. Si ritrova classicamente in pazienti con insufficienza renale cronica.
Il solo PHPT è il terzo disturbo endocrino più comune dopo il diabete mellito e la malattia della tiroide. Appartiene all’HPT secondario, la malattia renale cronica (CKD) la cui prevalenza mondiale è stata recentemente stimata tra l’8 e il 16%.
Gli effetti di livelli elevati di PTH sulla cavità orale sono stati studiati, discussi e descritti per molti anni, eppure ancora oggi si riscontra una mancanza di comprensione pertinente alle cause e agli effetti dell’iperparatiroidismo primario (P), secondario (S) e terziario (T).
In una recente revisione pubblicata su Clinical Oral Investigation di gennaio 2018 si è cercato di stimare e quantificare l’insorgenza delle manifestazioni orali, con le rispettive differenze tra iperparatiroidismo primario, secondario e terziario. Gli autori hanno eseguito una ricerca bibliografica mondiale mediante i maggiori database (Embase, PubMed ecc.) seguendo le linee guida PRISMA. 225 articoli sono stati inclusi nella revisione comprendente 245 pazienti, di cui sono stati estratti i dati. L’età media è risultata essere di 34.02 (fascia d’età da 1 a 83 anni), di cui 91 pazienti maschi e 154 femmine (rapporto 1:1,7 M/F).
I pazienti si sono presentati all’osservazione con sintomi quali asimmetria facciale o gonfiore (167/214 casi; 78,0%), dolore a livello orale (30/214; 14%), sintomatologie sistemiche (25/214; 11,7%) e neuropatia (6/214; 2,8%) emersi indipendentemente e anche in combinazione tra loro. Una patologia ossea, quale riduzione della densità, si è verificata il più delle volte nella mandibola (100/245 casi; 40,8%), mentre in 72 casi è stata riscontrata nella mascella (29,4%) e in 73 casi in entrambe (29,8%). All’esame radiografico nella maggior parte dei casi si sono rilevate radiotrasparenze (112/173; 64,7%), radiopacità in 9/173 casi (5,2%) e lesioni miste in 50/173 casi (28,9%). Una sorta di distruzione corticale è stata evidenziata in 61 casi (49,6%), la dislocazione dei denti è stata riportata in 58 casi (47,2%) mentre la perdita di lamina dura è stata riportata in 57 pazienti (46,3%) e un certo riassorbimento radicolare in 18 casi (4,6%).
I trattamenti riportati negli studi includevano innesti ossei per il trattamento di difetti di grandi dimensioni, somministrazione di vitamina D (calcitriolo, calcidiolo, calcitonina), assunzione di calcio (calcio gluconato, calcio carbonato), solfato di magnesio, dieta a basso contenuto di fosfato, somministrazione di corticosteroidi sistemici, bifosfonati e trapianto renale per pazienti con malattia renale cronica (CKD) o malattia renale allo stadio terminale (ESRD).
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