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07 Gennaio 2019

Reazioni allergiche nelle patologie orali croniche

Affidabilità dei patch test

di Lara Figini


Quando si trattano pazienti che soffrono di persistenti patologie orali e periorali si incontra spesso il problema di potenziali allergie, specialmente quelle connesse ad alcuni materiali dentali legati a determinate procedure dentistiche.

Le reazioni allergiche possono essere immediate (tipo 1) o ritardate (tipo IV). In termini di presentazione clinica, le reazioni allergiche a livello orale possono manifestarsi come reazioni lichenoidi orali (OLR), cheilite, stomatite, gengivite, dermatite periorale, sensazione di bruciore della bocca, gonfiore delle labbra e del viso e sensazioni di parestesia.La sindrome da allergia alimentare ai pollini è una reazione di ipersensibilità (tipo I) ai cibi a base vegetale, che si manifesta più comunemente con prurito di labbra, lingua e della bocca in generale.

A livello orale, si possono riscontrare anche reazioni allergiche a leghe presenti in determinati materiali per apparecchi e restauri dentali protesici nonché ad altri preparati utilizzati nelle comuni manovre di trattamento odontoiatrico.

Queste reazioni allergiche possono manifestarsi più frequentemente nei soggetti affetti da patologie orali croniche rispetto ai soggetti sani?

I test allergologici cutanei sono affidabili anche per diagnosticare le allergie a livello orale?

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio clinico pubblicato su OOO di gennaio 2018 si sono esaminati i potenziali allergeni e le reazioni allergiche concomitanti alle più frequenti patologie orali e periorali conducendo test allergologici cutanei, indagando l’affidabilità di questi ultimi anche per le reazioni allergiche orali. Lo studio ha incluso 230 pazienti di cui 180 affetti da patologie orali e periorali, 30 per ciascuno dei seguenti gruppi:

  • gruppo 1, pazienti con angioedema;
  • gruppo 2, pazienti con reazioni lichenoidi orali (OLR);
  • gruppo 3, pazienti con sindrome della bocca che brucia (BMS);
  • gruppo 4, pazienti con gengivo-stomatite;
  • gruppo 5, pazienti con cheilite;
  • gruppo 6, pazienti con dermatite periorale.    

Cinquanta pazienti sani hanno invece costituito il gruppo controllo.

Sono stati eseguiti esami diagnostici completi prima del patch test con allergeni appartenenti alla serie standard e con materiali dentali specifici e test punturali cutanei (SPT) per alcuni alimenti, conservanti, additivi e inalanti.

Risultati
I risultati positivi ai test allergologici si sono dimostrati essere più comuni nei pazienti con patologie orali rispetto al gruppo controllo
, con una percentuale significativamente maggiore di frequenza delle allergie da contatto nel gruppo 5 dei pazienti affetti da cheilite cronica (P = .048).

Gli allergeni più comuni si sono rivelati essere il cobalto cloruro (13,3% nel gruppo 3 della BMS vs 10% del gruppo controllo), il nichel solfato (10% nel gruppo 4 delle gengivo-stomatiti e 6,7% nel gruppo 5 della cheilite vs 3,3% del gruppo controllo) e alcuni conservanti (23,3% nel gruppo 1 dell’angioedema e nel gruppo 3 della BMS).

Conclusioni
In base ai dati emersi da questo studio, che devono però trovare conferma con altri lavori analoghi, i test allergologici cutanei sono da ritenere affidabili e giustificati per la diagnosi di allergie in caso di malattie orali persistenti o ricorrenti.

Questo è l'unico modo per confermare le allergie permettendo, a beneficio del paziente, la conseguente riduzione degli allergeni.

Per approfondire

Budimir J, Mravak-Stipeti M, Bulat V, Fercek I, Japundzi I, Lugovic-Mihic L. Allergic reactions in oral and perioral diseases - What do allergy skin test results show? Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol 2019;127:40-8

 
 

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