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15 Maggio 2007

Tutte le peculiarità del primo morso

di Debora Bellinzani


Il “primo morso” non è come tutti gli altri. Lo spiegano in uno studio recente alcuni ricercatori giapponesi che hanno condotto ricerche approfondite sulla dinamica complessa del primo contatto con il cibo.

Lo studio ha analizzato il comportamento di nove persone a cui era stato chiesto di introdurre nel cavo orale e masticare, mantenendo gli occhi bendati, alcuni pezzi di formaggio. “L’introduzione di un sensore tra i molari dei soggetti coinvolti dalla sperimentazione ci ha consentito di misurare esattamente la forza dei loro atti masticatori escludendo la variabile dello stimolo visivo, che può di per sé condizionare la potenza del morso” afferma il ricercatore; “in questo modo abbiamo potuto verificare che il primo atto masticatorio è composto da due fasi: la prima imprime una forza minore e termina non appena la superficie del cibo viene rotta mentre la seconda, dopo l’interruzione ‘interlocutoria’ della forza impressa, affonda con decisione nel cibo. Il contatto tra molari superiori e inferiori avviene in questa seconda fase”.

Il primo morso dunque, nelle conclusioni dei ricercatori, è definito come un movimento capace di adattare la propria forza e velocità alle caratteristiche dello specifico tipo di alimento che si trova nel cavo orale. “Il movimento delle mascelle durante la masticazione è una funzione motoria complessa: il nostro studio, che per primo ha misurato la forza masticatoria del primo morso, ha dimostrato che il rallentamento della chiusura delle mascelle è una caratteristica universale e connessa alla percezione ‘automatica’ del punto di rottura della superficie e della struttura del boccone di cibo.”

Arch Oral Biol 2007;52(5):455-64 “Interactive relationship between the mechanical properties of food and the human response during the first bite”

GdO 2007; 8

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