Poco se ne parla e poco se ne conosce: lo stato delle mucose si presenta immediatamente all’odontoiatra, ma spesso è solo in casi di emergenza che viene condotto un esame sistematico e approfondito.
Quando poi si tratta di bambini, si affrontano delle specificità che comportano difficoltà ulteriori. In attesa dell’imminente
avvio, in molte università, della Scuola di specializzazione in odontoiatria pediatrica per odontoiatri, che sicuramente costituirà un momento formativo importante anche su queste tematiche, vogliamo dare un po’ di attenzione a un argomento che vede due figure professionali, il pediatra e il pedodontista, collaborare per la salute del bambino. Ci siamo avvalsi dell’esperienza della professoressa Alessandra Majorana, ordinario di odontoiatria pediatrica e patologia orale all’Università di Brescia e presedente della Società italiana di odontoiatria infantile (Sioi), che ha voluto fortemente questa Scuola ed è riconosciuta come una delle figure più autorevoli in merito.
Quali problemi pone la gestione delle patologie mucose nel bambino?
L’esame obiettivo intraorale dovrebbe sempre far parte della visita pediatrica e pedodontica e comprendere anche la valutazione dello stato di salute delle mucose orali del bambino. Infatti, solo con un’attenta osservazione clinica è possibile evidenziare nel piccolo paziente la presenza di alterazioni mucose che altrimenti, per la difficoltà nel raccogliere una corretta anamnesi, dovuta all’imprecisione del bambino nel localizzare la sintomatologia algica, oltre che a inquadrarla temporalmente e correlarla a eventi precedenti, potrebbero rimanere misconosciute o diagnosticate tardivamente.
Tuttavia, la gestione delle patologie della mucosa orale si presenta più difficile in età pediatrica che in età adulta, per problematiche correlate alla parziale conoscenza della varietà di manifestazioni patologiche a carico della mucosa orale del bambino, che induce spesso a trattarle in maniera aspecifica, utilizzando medicamenti inadeguati o addirittura irritanti, che alterano il quadro clinico iniziale.
Se a ciò si aggiunge che tale quadro può manifestarsi già alterato da sovrainfezioni batteriche o piccoli traumatismi, per l’abitudine dei bambini di portare alla bocca oggetti, ben si comprendono le difficoltà del clinico che osserva una lesione mucosa. A tutto ciò si somma che patologie delle mucose orali, pur avendo eziologie diverse, possono presentarsi con la medesima obiettività clinica, mentre a una stessa patologia possono corrispondere diversi quadri clinici, in relazione all’evoluzione nel tempo e al momento della rilevazione o anche all’effetto della terapia messa in atto.
Quali sono le patologie mucose più frequenti in età pediatrica?
Molte patologie sono largamente diffuse tra bambini e adolescenti: mughetto, afte, ulcera traumatica. Volendo adottare un approccio sistematico, possiamo riconoscere che le lesioni nel bambino si presentano fondamentalmente con i seguenti aspetti clinici: lesioni bianche, lesioni ulcerative e neoformazioni.
Anche le infezioni virali possono indurre patologie caratteristiche…
Certamente! Tra le lesioni ulcerative più frequenti, se si escludono le afte, si trovano le lesioni infettive virali, ovvero stomatite erpetica primaria, herpangina e malattia bocca-manipiedi, in genere tipiche dell’età pediatrica.
Ce ne può parlare più in dettaglio?
Per quanto riguarda la stomatite erpetica primaria, il primo contatto con l’Hsv-1 comporta un’eruzione vescicolobollosa diffusa a tutto il cavo orale, che rapidamente esita in un quadro erosivo-ulcerativo, spesso sovrainfetto, accompagnato da grave gengivite e da segni e sintomi sistemici come febbre, malessere, linfoadenopatia satellite.
La diagnosi è in genere clinica e la terapia di supporto, ovvero dieta morbida e idratazione adeguata, antipiretici/analgesici e antisettici locali. L’herpangina, dovuta a un’infezione da coxsackie virus, clinicamente si manifesta
con erosioni /ulcere similaftosiche dell’orofaringe, assenza di gengivite, linfadenite cervicale, febbre, malessere, irritabilità, perdita d’appetito, nausea. È poco comune, anche se piccole epidemie sono possibili. La diagnosi è clinica e il trattamento sintomatico. La malattia boccamani-piedi, dovuta anch’essa a un’infezione da coxsackie virus, ha un quadro clinico orale sovrapponibile ma accompagnato da eruzione cutanea di papule rosse che evolvono in vescicole superficiali in pochi giorni, tipicamente localizzate al palmo delle mani e alla pianta dei piedi.
Quali altri aspetti occorre valutare per un esame obiettivo completo? Il frenulo, per esempio…
Sì, anche i frenuli in alcuni casi possono comportare alcune problematiche, fino a richiedere un intervento chirurgico. L’inserzione profonda del frenulo labiale superiore può causare infatti diastema interincisivo superiore nei denti permanenti; il frenulo mandibolare lungo può indurre un inizio di recessione gengivale degli incisivi inferiori permanenti; il frenulo linguale corto può essere associato a ritardo nello sviluppo del linguaggio e a difetti di pronuncia.
GdO 2008; 6
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