Né troppo né troppo poco: ogni odontoiatra sa bene quanto la giusta quantità di fluoro sia utile nel combattere la carie nei bambini, così come conosce i danni che dosi eccessive date dalla somma di alimenti, integratori e dentifricio possono provocare. Come fare allora per avere sotto controllo questo bilancio, e che cosa dire ai genitori perché mettano in pratica i comportamenti corretti? Nel mese di ottobre sono state due le riviste internazionali che si sono occupate di rispondere a queste domande: l’European Archives of Paediatric Dentistry, che ha indagato approfonditamente quanto fluoro dovrebbe utilizzare un bambino al di sotto dei sei anni d’età, e il Journal of the American Dental Association, che ha cercato di capire se per i neonati vi sia il pericolo di una eccessiva assunzione di fluoro attraverso l’assunzione di latte artificiale. Per mettere in primo piano le certezze riguardo a questi temi, abbiamo chiesto aiuto a uno degli autori delle prime linee guida ministeriali italiane sull’argomento, pubblicate nel 2008: Alessandra Majorana, docente di odontoiatria pediatrica e patologia orale presso l’Università di Brescia e Presidente della Società Italiana di Odontoiatria Infantile (Sioi).
I rischi del fluoro
“L’intossicazione da fluoro è un rischio molto remoto e un evento assolutamente raro poiché, affinché si verifichi, è necessario che un bambino ingerisca 5 mg di fluoro per chilogrammo di peso: ciò significa per esempio che un bambino di 20 kg dovrebbe ingerire 100 mg di fluoro, ossia l’equivalente della metà di un tubetto di dentifricio per adulti oppure un’intera confezione di pastiglie al fluoro. Un rischio più reale, sebbene non frequente, è invece quello di incorrere nella fluorosi, ossia un’eccessiva assunzione di fluoro protratta nel tempo nei bambini al di sotto degli 8 anni, limite oltre il quale il rischio è praticamente nullo” afferma la professoressa Majorana introducendo l’argomento. Ma poiché il dentifricio o gli eventuali integratori sono solo una delle numerose fonti da cui il fluoro può passare nell’organismo dei bambini, “la persona che possiede le informazioni necessarie per poter fare una stima riguardo alla quantità totale di fluoro assunta è sicuramente il pediatra, che può stilare un bilancio che includa il tipo e la quantità di cibo (omogeneizzati, pappe ecc.) e l’acqua su cui i genitori basano la dieta del bambino”.
Mentre l’acqua in bottiglia, più comunemente utilizzata soprattutto per i bambini in tenera età, ha un contenuto in fluoro dichiarato nell’etichetta, più difficile per il pediatra e l’odontoiatra infantile è conoscere la quantità di fluoro contenuta nell’acqua potabile della zona in cui operano, legata alla natura geologica delle diverse aree geografiche. “Attualmente in Italia non esiste una mappatura delle acque in relazione ai livelli di fluoro; questo ostacolo può però essere superato dai singoli professionisti interessati, che possono rivolgersi alla ASL della propria zona per conoscere il quantitativo di fluoro nell’acqua dell’acquedotto di competenza.”
2-8 anni: lenticchia o pisello?
“I denti dei bambini non vanno spazzolati con un dentifricio per adulti, che ha in genere un contenuto di fluoro compreso tra 1.500 e 2.500 ppm, ma è consigliabile acquistare quello adatto all’età: un bambino con età inferiore ai 6 anni dovrebbe utilizzare un dentifricio con un contenuto di fluoro inferiore a 500 ppm, mentre un bambino nella fascia tra 6 e 8 anni dovrebbe lavare i denti con un prodotto che contiene circa 1.000 ppm; nei casi in cui si renda necessaria una profilassi sistemica di fluoro, dovrebbe essere scelto un dentifricio completamente privo del minerale proprio per evitare il rischio di un’assunzione eccessiva” spiega la professoressa Majorana.
Lo studio pubblicato dalla rivista European Archives of Paediatric Dentistry riporta che i bambini fino a 2 anni e mezzo ingeriscono la maggior parte, esattamente una quantità compresa tra il 64 e l’84%, del dentifricio che i genitori applicano sullo spazzolino perché non hanno ancora sviluppato la capacità di espellerlo. Nei paesi anglosassoni la questione viene semplificata indicando l’applicazione di una quantità di dentifricio pari alla grandezza di un pisello (pea size). “Per fornire ai genitori un’idea concreta della quantità sufficiente per fornire al bambino una protezione anticarie senza incorrere in rischi si può in realtà indicare la grandezza di una lenticchia: questo è quanto basta per spazzolare i denti in modo efficace” spiega la docente; “per aiutare poi il bambino nel momento in cui è in grado di applicare autonomamente il dentifricio senza ricorrere all’aiuto dei genitori, sono in commercio spazzolini con setole al centro colorate in modo differente dalle altre, le quali indicano il piccolo cerchio che deve essere ricoperto dal dentifricio per non eccedere nella quantità”.
Infine per chi non riesce a resistere al condizionamento delle immagini che mostrano spesso le setole dello spazzolino completamente ricoperte dal dentifricio, gli autori britannici dello studio citato suggeriscono di indicare ai pazienti di aiutarsi a contenere le dosi applicandolo nel senso della larghezza della testa dello spazzolino (lato corto) anziché nel senso della lunghezza.
0-2 anni: il latte artificiale e l’alimentazione
Dell’analisi della quantità di fluoro comunemente ingerita dai neonati fino all’anno di età si è occupato invece lo studio pubblicato da Jada. Gli autori hanno analizzato il contenuto di 49 confezioni di latte artificiale di vario tipo in vendita negli Stati Uniti, alcuni prodotti da multinazionali che distribuiscono lo stesso tipo di alimento anche in Italia. In passato questi prodotti hanno contenuto dosi eccessive di fluoro fino a quando, nel 1979, l’American Dental Association invitò le aziende produttrici a ridurle. L’analisi ha stabilito in generale che il latte artificiale in commercio oggi non comporta rischi: i tipi pronti all’uso non contengono quantità eccessive di fluoro così come i prodotti che necessitano l’aggiunta di acqua, il cui contenuto di minerale finale però dipende dalla quantità di fluoro presente nell’acqua; i prodotti a base di soia, infine, hanno dimostrato invece di avere un contenuto in fluoro inferiore alla dose consigliata per la salute dei bambini.
Difficilmente l’odontoiatra presta le proprie cure a bambini molto piccoli perché l’età media della prima visita in Italia è ancora troppo elevata ma, se ne ha l’occasione, può fornire comunque indicazioni importanti che molti genitori sembrano non conoscere. “Ancora oggi vediamo troppi casi di carie da biberon: i genitori molto spesso non sanno che le sostanze dolci e dense bevute attraverso il biberon possono creare danni ingenti agli incisivi e ai canini superiori.
“How much toothpaste should a child under the age of 6 years use?” Eur Arch Paediatr Dent 2009;10(3):168-74.
“Assessing a potential risk factor for enamel fluorosis: a preliminary evaluation of fluoride content in infant formulas” J Am Dent Assoc 2009;140(10):1228-36.
GdO 2009;17:10-11
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