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22 Maggio 2020

Soluzioni esclusive BTI per semplificare il trattamento delle creste atrofiche


Difetti ossei trasversali e verticali sono casi frequenti che i dentisti si trovano ad affrontare e che spesso portano all’uso di tecniche invasive al fine di aumentare il volume osseo con conseguente aumento di tempi di trattamento, morbilità chirurgica e relativi costi.

Recenti progressi nel design degli impianti BTI e nella ricerca biomeccanica hanno consentito lo sviluppo di impianti di diametro e lunghezza ridotti, introducendo un protocollo semplificato per il trattamento dei casi di riassorbimento osseo, come l’inserimento immediato dell’impianto.

Un’ampia evidenza scientifica (oltre 15 anni di pubblicazioni su questo argomento) dimostra la predicibilità degli impianti di diametro e lunghezza ridotti, riportando percentuali di successo simili, se non addirittura superiori, a quelli degli impianti di lunghezza e diametro standard.

In aggiunta, in caso di riassorbimento estremo, BTI propone di ricorrere a tecniche di rigenerazione ossea minimamente invasive come l’espansione della cresta, l’elevazione transalveolare del seno mascellare o l’uso di impianti 3.0 (piattaforma protesica 3,0 mm e diametri corpo 2,5 - 3,0 - 3,3 mm), che semplificano la procedura chirurgica e minimizzano il periodo post-operatorio del paziente.

È possibile visionare un caso di atrofia mista maxillo-mandibolare trattato con impianti corti e stretti direttamente dal dottor Eduardo Anitua, fondatore e direttore scientifico di BTI Biotechnology Institute, a questo link.

Con il contributo non condizionante di BTI Biotechnology Institute                          

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