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15 Gennaio 2021

La protesi fissa proposta dalla Rhein83

OT Bridge: per valutare in modo realistico la terapia migliore a seconda delle caratteristiche della persona


Il progetto “OT Bridge” è nato nei laboratori di ricerca Rhein83 in collaborazione con alcune tra le università italiane più prestigiose.
OT Bridge sfrutta il sistema Seeger che rappresenta una novità e una rivoluzione in “implantoprotesi fissa” permettendo l’eliminazione di alcuni fori delle viti passanti nelle zone estetiche. 

La componente sottoequatoriale consente l’alloggiamento all’interno del moncone cilindrico “extragrade” di un anello acetalico intercambiabile, molla Seeger, che è uno degli elementi originali della metodica e rappresenta una sistematica alternativa alle soluzioni avvitate e cementate.

La vera rivoluzione offerta dal sistema OT Equator è la versatilità con utilizzo dello stesso identico moncone sia per la soluzione di rimovibile che di fissa. Il risparmio di materiali, strumenti e tempi di lavoro è il primo degli aspetti fondamentali per la clinica e il laboratorio che possono contare sull’utilizzo del sistema Equator anche a livello digitale con i più avanzati software CAD-CAM.

Il sistema OT Bridge è stato utilizzato nella tecnica con carico immediato e per questo la Rhein83 ha studiato il KIT 42 che contiene 42 attacchi OT Equator: diametri e altezze le sceglie il clinico; questo permette di avere varie opzioni secondo il caso protesico da affrontare.


Il parere degli esperti

Dott. Marco Montanari
OT Bridge rappresenta un protocollo innovativo ed efficace per la realizzazione di riabilitazioni fisse full arch. La caratteristica dell’elastic Seeger di passivare la struttura in maniera efficace fornisce una grande tranquillità all’operatore, Inoltre questo semplice e versatile dispositivo ha il valore aggiunto di permettere di ridurre il numero delle viti con evidenti vantaggi estetici perché si crea un bloccaggio funzionale ottenuto dalla sinergia tra attacco OT Equator ed Elastic Seeger.

 
 
  • Fig. 1

  • Fig. 2

  • Fig. 3

  • Fig. 4

  • Fig. 5

Odt Carlo Borromeo
Eseguo molti lavori di protesi a supporto implantare, protesi che negli ultimi anni sono cambiate rispetto a qualche anno nelle loro caratteristiche, nel numero di impianti inseriti e anche nelle aspettative estetiche dei pazienti. Tra le problematiche che devo affrontare quotidianamente nella costruzione di questi dispositivi, le più importanti sono quelle sulla passivazione delle strutture e quelle estetico-funzionali, in situazioni complesse con impianti disparalleli.

Oggi posso permettermi di farlo sulla protesi fissa con il sistema OT Bridge, ottenendo così un duplice vantaggio nella protesi avvitata su impianti anche molto disparalleli: infatti è possibile avere la massima passivazione sfruttando le caratteristiche del Seeger e la massima resa estetica evitando di utilizzare qualche vite passante nella zona anteriore con uscita vestibolare.

  • Fig. 1

  • Fig. 2

  • Fig. 3

 
 

Dott. Marco Tallarico
Questi, a mio parere, i vantaggi del sistema OT Bridge:

  • ridurre il numero delle viti permette maggior rapidità nell’inserimento e nella rimozione della protesi;
  • si evitano viti che nei settori anteriori possono costringere a fori vestibolari antiestetici oppure linguali con “fastidio” del paziente che va ad appoggiare la lingua sui tappi di composito;
  • il diametro ridotto porta tutti i vantaggi del Platform Switching;
  • facilità di montaggio rispetto agli indaginosi MUA 30°, avvitamento diretto con isolamento della parte interna dell’impianto dall’ambiente orale, avvitamento a 25 Ncm con quasi totale garanzia di mancanza di sviamento nel tempo;
  • nel carico immediato si completa la protesi provvisoria in brevissimo tempo grazie alla sistematica che permette di superare grossi disparallelismi.


Prof. Massimo Pasi

  • I vantaggi dell’OT Equator sono di serrare la vite a 20-25 Ncm invece che a 15.
  • Il diametro inferiore al MUA, quindi con profili di emergenza “più estetici” soprattutto nei laterali. Inoltre non usare un bone profiler.
  • Possibilità di inserire un OT Equator dritto anche per angolazioni importanti, quindi semplificare le procedure di carico immediato.






Dott. Roberto Scrascia
Il nostro panorama odontoiatrico è invaso da tecniche e tecnologie digitali e analogiche che hanno lo scopo di semplificare la nostra pratica clinica quotidiana. In tutto questo la nostra bussola per orientarci nei trattamenti e nelle soluzioni implanto-protesiche che possano darci la possibilità di risolvere ogni combinazione che arriva alla nostra attenzione deve essere la praticità, la semplicità e la predicibilità.

OT Bridge è una soluzione, è un’opzione in più che abbiamo a disposizione e porta con se un bagaglio tecnico e clinico importate, come la spalla bassa, cosa che sui MUA angolati è spesso di 3 mm circa e la possibilità di personalizzare le inclinazioni dei monconi, per ricercare la soluzione ideale che si traduce in un lavoro predicibile a lungo termine. Ora abbiamo un limite in meno nelle nostre riabilitazioni.


 
 

Odt Simone Fedi
Il sistema OT Bridge è semplice e duttile, semplice per la facilità d’utilizzo della sua componentistica che permette di lavorare con un solo cacciavite anche in caso di impianti diversi tra loro. L’OT Equator è personalizzabile per ogni tipo di base implantare, sia in altezza (tunnel transmucoso) che in larghezza (profilo di emergenza adeguato); questo permette una personalizzazione totale della base protesica e facilita tutti i passaggi di lavoro.

La forma dell’Equator e della connessione OT Bridge permettono di avere un’ottima passivazione della struttura colmando anche divergenze estreme ed evitando all’operatore responsabilità nella scelta delle inclinazioni dei MUA. A tutto questo si va ad aggiungere la possibilità di avere una base uguale sia per protesi rimovibile sia per protesi fisse evitando la sostituzione di componentistiche implantari.  All’occorrenza la Base OT Bridge nata dalla filosofia Rhein (modello attacco ritentivo Equator) può avere una ritenzione aggiuntiva che evita fori per viti passanti in zone vestibolari estetiche (gruppo incisivo).


LINK per approfondimenti

Rhein83 organizza corsi di formazione in sede a Bologna e in tutta Italia: per avere ulteriori informazioni a questo link. 


In questo periodo, a causa dei DPCM in vigore, l’azienda ha organizzato numerosi webinar ed è possibile vedere la registrazione a questo link 

A questo link è possibile guardare video dimostrativi si OT-Bridge

Per richiedere il catalogo completo a questo link.

Per ulteriori informazioni e contatti

www.rhein83.com 

Mail: marketing@rhein83.it 

 
 

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