Obiettivo di questo articolo è descrivere e proporre una metodica semplice e pratica per l’analisi del colore in odontoiatria, ma nello stesso tempo supportata da dati misurabili e riproducibili.
Due sono le domande alle quali dobbiamo dare una risposta:
Anche se i concetti della colorimetria possono a prima vista apparire difficili, se non addirittura incomprensibili, i principi di base devono essere noti a chi desidera ottimizzare la qualità delle prestazioni odontoiatriche soprattutto in campo estetico.
Dobbiamo ricordare che a lato della gestione del colore vi sono investimenti notevoli quali quelli riguardanti l’editoria, l’industria tessile e automobilistica. Come potrebbero queste aziende misurare, definire, replicare un colore se non si basassero e applicassero regole matematiche colorimetriche ben definite?
Prima di descrivere la metodica riassumiamo brevemente ciò che è doveroso fare prima di accingerci a “prendere” il colore:
La lista non è sicuramente completa, ma ritengo che questo sia una buona base di partenza.
Ora cerchiamo di rispondere alla prima domanda: In quale modo può essere analizzato il colore?
Il consiglio è di avere a portata di mano uno spettrofotometro, un dispositivo cioè per misurare il colore. I produttori di colori li utilizzano per controllare la precisione della tinta in tutte le fasi della sua produzione. Gli spettrofotometri possono misurare il colore della carta, dei liquidi, delle plastiche, dei tessuti. Ne esistono di diversi tipi: quelli utilizzati in odontoiatria sono spettrofotometri portatili (0°/45° o 45°/0°) che misurano la luce riflessa con un angolo fisso rispetto al campione.
L'analisi del colore in modalità riflessa si esprime come curva di riflettanza spettrale che è caratteristica di quel particolare colore, e non a caso viene definita l’impronta digitale di quel colore.
Lo spettrofotometro usato correttamente rappresenta quindi un valido aiuto nella scelta del colore. Se non si ha uno spettrofotometro si può procedere come segue:
1. fase preparatoria nella quale, una volta al mese, viene calibrata e profilata la fotocamera, calibrato e profilato il monitor dello studio e quello del computer del laboratorio;
2. fase di analisi e di documentazione fotografica del colore. In questa fase viene utilizzata la scala colori Vita 3D Master Linearguide la quale permette di selezionare la palette corretta del colore in soli due passaggi: si sceglie inizialmente il valore e successivamente la tinta/croma;
3. fase di invio delle foto al laboratorio odontotecnico. Le foto catturate in formato RAW vengono visualizzate con un software di conversione dei dati RAW (per esempio, Lightroom + il profilo della fotocamera). Effettuato il bilanciamento del bianco, le immagini vengono salvate in formato TIF e inviate all’odontotecnico tramite il servizio di condivisione Dropbox. L’odontotecnico visualizzerà le immagini con Lightroom sul proprio monitor calibrato e profilato. I colori, seguendo tale procedura, rimarranno inalterati nel passaggio da periferica a periferica secondo la moderna tecnologia della gestione digitale del colore.
Figura 1 - Immagine spettrofotometrica dell'elemento 1.1 con valori colorimetrici riferiti alla scala Vita 3D Master
Figura 3 - Scala VITA-3D Master: si effettua la prima selezione per stabilire il corretto livello di valore tra 0 e 5
Figura 4 - La foto della figura 3 può essere trasformata in scala di grigi per visualizzare e rendere più agevole la selezione del valore
Figura 6 - Bilanciamento del bianco (con il software Lightroom) e salvataggio dell’immagine in formato TIFCopyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
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