Spesso in odontoiatria siamo costretti a trovare dei compromessi clinici con i nostri pazienti. In particolar modo, la frattura di un moncone di un vecchio lavoro protesico ci pone di fronte alla scelta di proporre un rifacimento del manufatto in toto (per esempio realizzare un nuovo ponte nel caso in cui si sia perso un dente pilastro) o di limitarci a rimediare alla situazione di emergenza. Le esigenze funzionali ed estetiche impongono, al contempo, di agire in tempi brevi, per cui semplificare le procedure, minimizzando il numero e la durata di ciascun passaggio, rappresenta un obiettivo da ricercare sempre nella pratica quotidiana.
Parallelamente, però, i materiali impiegati per gestire casi restaurativo-protesici di questo tipo devono garantire alte performance, possibilmente nelle mani del dentista generico e non solo in quelle dello specialista.
In definitiva, è necessario soddisfare da un lato le aspettative dei pazienti in termini di velocità di esecuzione, estetica finale e longevità del lavoro, dall’altro quelle del clinico che deve disporre di un materiale di facile impiego e che garantisca una qualità accettabile. Nel caso descritto di seguito, la paziente si presenta alla mia attenzione dopo avere perso, per una frattura del rispettivo moncone, la corona protesica dell’elemento 1.1 unita all’elemento 2.1 (fig. 1).
Fig. 1 Situazione iniziale
Data l’urgenza e il coinvolgimento estetico che ne è derivato, si decide di ritrattare endodonticamente l’elemento 1.1 e di effettuare, durante la stessa seduta, la ricostruzione dello stesso con un perno in fibra, in modo da poter eseguire una preparazione protesica e congedare la paziente con una corona provvisoria, in attesa di impostare un piano terapeutico definitivo per gli elementi 11-21 che erano precedentemente uniti protesicamente.
Data la posizione iuxtagengivale del margine, prima di eseguire ogni atto operativo si isola correttamente il campo operatorio, forando la diga di gomma in corrispondenza del solo elemento 1.1, al fine di consentire all’uncino 212 di apicalizzare più possibile i tessuti molli (fig. 2).
Fig. 2 Isolamento del campo operatorio con diga di gomma
Dopo avere correttamente rimosso il sigillo coronale applicato dall’endodontista, si rimuove il materiale da otturazione canalare ritenuto in eccesso e, una volta deterso il canale, si mordenza il poco smalto residuo (selective etching) con acido ortofosforico per 15 secondi (figg. 3, 4).
Fig. 3 Rimozione del sigillo coronale e della guttaperca per preparare il post-space
Fig. 4 Mordenzatura selettiva con acido ortofosforico al 37% (ANA Etching Gel - Directa)
Si sciacqua e si asciuga adeguatamente il dente, dopodiché si sceglie un sistema adesivo universale che viene opportunamente strofinato mediante un brush per 20 secondi (figg. 5, 6).
Fig. 5 Si opta per un sistema adesivo universale (Parkell Universal Adhesive)
Fig. 6 Applicazione dell’adesivo con un microbrush
Dopo aver polimerizzato l’adesivo (fig. 7), si individua il perno che meglio si adatta all’anatomia del canale.
Fig. 7 Polimerizzazione
Si decide, a questo punto, di eseguire la cementazione del perno e la ricostruzione del moncone con il medesimo composito fluido duale foto/auto-polimerizzabile. Quest’ultimo viene dapprima estruso attraverso un erogatore dedicato, fino all’imbocco del canale (figg. 8, 9).
Fig. 8 Materiale composito duale per la ricostruzione dei monconi (Predicta Core Bioactive Flowable, Parkell)
Fig. 9 Estrusione del composito per monconi Predicta Core Bioactive Flowable, Parkell
Sfruttando la caratteristica di autolivellamento propria della resina fluida scelta, si inserisce il perno avendo cura di non incorporare bolle e di mantenerlo in posizione per qualche secondo per compensare la pressione idrostatica che si sviluppa.
Si attende, infine, un intervallo di tempo compreso tra uno e due minuti per ridurre lo stress da contrazione e innescare l’autopolimerizzazione, dopodiché si fotopolimerizza la resina composita per 20-40 secondi (fig. 10).
Fig. 10 Inserimento del perno e fotopolimerizzazione
Successivamente, per contenere gli eccessi in vista dei passaggi successivi, si inserisce una matrice per poter ricostruire facilmente e in modo rapido il moncone e con l’ausilio di una sonda parodontale millimetrata si estrude materiale da restauro. Avendo scelto la variante flowable, si esegue un incremento di massimo 4 millimetri, che consente di anticipare la forma finale del moncone, con il duplice vantaggio di ridurre la durata della fase successiva di preparazione e garantire una completa fotopolimerizzazione dell’incremento, senza attendere l’ulteriore conversione del materiale duale (figg. 11, 12).
Fig. 11 Inserimento della matrice e ricostruzione (Predicta Core Bioactive Flowable, Parkell)
Fig. 12 Preparazione protesica dell’elemento 1.1
Con un successivo incremento, sovrariempiendo leggermente la matrice, si completa la fase restaurativa. Si polimerizza nuovamente il restauro appena eseguito e si attende un tempo totale di circa cinque minuti per permettere al materiale di completare la sua autopolimerizzazione prima di rimuovere la matrice e la diga di gomma.
A questo punto, la consistenza simile alla dentina rende facile e veloce la preparazione protesica dell’elemento 1.1 che è pronto per ricevere una corona provvisoria (fig. 13).
Fig. 13 Risultato finale
Conclusioni
L’odontoiatria moderna ci consente di rispondere in tempi rapidi e in modo efficiente alle richieste dei pazienti. Quelle estetiche, specialmente, ci impongono di emendare subito a situazioni come quella mostrata, senza però rinunciare al requisito principale affinché un lavoro sia duraturo: la qualità.
Nel caso mostrato, ricostruire in pochi minuti un moncone protesico consente, per esempio, di investire il tempo risparmiato nelle fasi di rifinitura, che spesso vengono rimandate a un secondo appuntamento. La consistenza del materiale, molto simile alla dentina, determinata dalla presenza di biossido di zirconio, rende estremamente agevole la fase di preparazione del moncone; la fluidità e la scorrevolezza permettono una facile cementazione di perni endocanalari senza formazione di bolle o microgap, soprattutto all’interfaccia dente-restauro, che spesso rappresentano la porzione critica del restauro stesso e lo conducono al suo fallimento precoce. La polimerizzazione duale consente una completa conversione del materiale in pochi minuti, soprattutto in zone difficilmente raggiungibili dalla lampada come il post space; l’alta radiopacità è ideale per eseguire controlli radiografici e individuare eventuali errori prima di procedere alla finalizzazione del caso protesico.
Queste caratteristiche, unitamente al comportamento meccanico del materiale, ne incoraggiano l’impiego e lo rendono affidabile per gestire casi one appointment come questo.
Con il contributo non condizionate di Directa Dental Group
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
O33protesi 07 Ottobre 2026
Un sistema sperimentale di progettazione di corone con l’intelligenza artificiale generativa ha ottenuto risultati comparabili a quelle degli odontotecnici, riducendo di oltre il 90% il tempo di...
O33protesi 29 Settembre 2026
La tecnica descrive un approccio diretto-indiretto che integra scansioni intraorali ed extraorali per facilitare la digitalizzazione del canale radicolare e supportare la...
O33protesi 28 Settembre 2026
Una ricerca confronta una miscela di aceto di alcol e perossido di idrogeno con un detergente commerciale, valutandone l'azione sul biofilm multispecie e sull'integrità delle...
O33protesi 23 Settembre 2026
Una ricerca ha verificato quanto sono accurati, scanner professionali, scanner portatili e smartphone confrontando le tre tecnologie
O33protesi 22 Settembre 2026
Un protocollo graduale per ristabilire il supporto posteriore e rivalutare l’occlusione nei casi complessi. Caso clinico
Shota Musayev ha assistito il comandante aggredito dal copilota durante il volo del 30 settembre. Il presidente israeliano Isaac Herzog lo ha premiato insieme...
Approfondimenti 09 Ottobre 2026
Nel Sud-Ovest dell'Inghilterra, un programma del servizio sanitario pubblico per reclutare odontoiatri nelle aree meno servite ha portato all'ingresso di 28...
Approfondimenti 09 Ottobre 2026
L'OMS presenta il modulo STEPS aggiornato, che integra un questionario e una breve valutazione clinica per raccogliere dati sulla salute orale nelle indagini sulle malattie croniche.
Il consigliere regionale Paolo Pagliaro chiede il potenziamento del servizio dell'ospedale Vito Fazzi: segnalate attese di almeno un anno e carenze di...
Cronaca 08 Ottobre 2026
In occasione dell'aggiornamento dei LEA, l'Associazione Italiana Odontoiatri chiede maggiori tutele per i pazienti fragili, risorse adeguate e collaborazioni...
Intervista a Paolo Casentini, medico odontoiatra ed esperto di implantologia, che con Matteo Chiapasco firma "Prosthetically Guided Regeneration": un percorso...
Approfondimenti 07 Ottobre 2026
Un team con un'eccellenza clinica oggi non basta. Gli studi odontoiatrici che crescono senza dipendere interamente dal titolare hanno investito in qualcosa di più: ...
Lettere al Direttore 07 Ottobre 2026
I presidenti provinciali di ANDI e AIO Ferrara ricordano ai colleghi che le radiografie, dalle endorali alle CBCT, vanno consegnate al paziente che le richiede, in un formato leggibile e con la prima...
Secondo un rapporto di mercato, il settore passerà da 12,79 a 17,67 miliardi di dollari entro il 2031, trainato da invecchiamento della popolazione, edentulia, domanda estetica e flussi digitali....
Cronaca 07 Ottobre 2026
Siglata all’Aran l’ipotesi di contratto per circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, compresi gli odontoiatri dipendenti. Aumento medio a regime di 560 euro lordi al mese,...
Approfondimenti 07 Ottobre 2026
L’azienda contesta le informazioni sui coloranti del dentifricio per bambini riportate da Il Salvagente: secondo Sunstar il prodotto contiene come unico colorante il CI 73360, ammesso nei...
Con l’ordinanza n. 26091 del 2 ottobre 2026 la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un odontoiatra condannato per errori endodontici e protesici. Le raccomandazioni cliniche orientano il...
Uno studio descrive un primo molare inferiore preispanico con un intarsio di giadeite nella superficie occlusale. L’analisi con CBCT indica che fu inserito quando il dente era ancora vitale: è il...
Inchieste 05 Ottobre 2026
Il Cdc unifica in un’unica sezione le raccomandazioni su SARS-CoV-2, influenza e RSV per gli operatori sanitari, ma lascia fuori l’odontoiatria. Per l’Ada l’aggiornamento diventa...
