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11 Novembre 2021

Tecnologie digitali per realizzare manufatti protesici in studio con appositi software di progettazione e fresatori

Alessandro Preti

Alessandro PretiAlessandro Preti

La riabilitazione dei settori posteriori, quando si parla di elementi singoli, include diverse tipologie di restauro, in base alla quantità di tessuto dentale perso a livello coronale.

Tralasciando la possibilità di restaurare in maniera diretta l’elemento, mediante materiali compositi, considerando le metodiche indirette si potranno avere manufatti protesici parziali quali inlay od onlay, fino ad arrivare a restauri via via più estesi che includano la ricopertura totale del tavolato occlusale tramite overlay oppure mediante una corona.

Grazie alla moderna odontoiatria adesiva è, infatti, possibile ottenere il massimo risparmio di tessuto dentale sano, senza la creazione di forme di ritenzione meccanica che garantiscano la tenuta del manufatto protesico in bocca. Quest’ultimo può essere cementato con tecnica adesiva e, dunque, senza la necessità di preparazione particolare dell’elemento, se non per quanto sia necessario al materiale da restauro, il quale necessita di spessori definiti e differenti in base alla tipologia di materiale. Un’ulteriore evoluzione dell’odontoiatria è stata determinata dall’avvento delle tecnologie digitali.

Questa nuova tecnologia ha permesso una modifica del workflow protesico tradizionale, apportando notevoli innovazioni. Prima fra tutte la possibilità di realizzare manufatti protesici in studio, mediante appositi software di progettazione e fresatori.

In questo modo il progetto protesico parte da un’impronta ottica mediante scanner intraorali e prosegue con la visualizzazione tridimensionale dello stesso in uno schermo, con possibilità di modifiche in tempo reale e prima della realizzazione finale del manufatto. In seconda istanza si è assistito a un aumento dei materiali disponibili. Infatti, grazie anche alla possibilità data dalla cementazione di tipo adesivo si è assistito all’introduzione sul mercato di materiali nuovi che, mediante processo di fresatura, possono essere utilizzati nella pratica clinica quotidiana per rispondere alle differenti esigenze dell’odontoiatra e del singolo caso. La tecnologia CAD/CAM ha modificato profondamente il flusso di lavoro protesico, dal momento che ha permesso una notevole riduzione dei tempi operativi.  

A seguito della scansione delle arcate, infatti, la fase di progettazione può essere effettuata sia dal clinico che demandata a un laboratorio. Alla fine di questa fase, che è solamente virtuale, vi sarà la comunicazione dei software digitali con un fresatore, il quale andrà a realizzare concretamente ciò che era il progetto protesico finale, mediante fresatura di blocchetti di materiali differenti.

La digitalizzazione di tutti i passaggi consente al clinico di poter riabilitare un elemento dentale in un’unica seduta, con metodica cosiddetta chairside, mediante la quale, nell’arco di poche ore, si prende l’impronta, si progetta il manufatto e lo si consegna al paziente con cementazione.

La possibilità di avere strumenti per poter controllare spessori e parallelismo e l’ormai estrema precisione dei fresatori ci permette di spingere le tecniche digitali oltre molti limiti senza però rinunciare alla qualità e alla longevità dei manufatti.

Sul tema dell'odontoiatria al digitale EDRA ha organizzato un corso FAD, per informazioni a questo link.


Il caso

In questo caso, un paziente di 45 anni si presenta con un 2.4 in necrosi, ma i suoi spostamenti continui per lavoro gli impediscono spesso di portare a termine le cure odontoiatriche. In un’unica seduta viene dunque devitalizzato l’elemento e proposto un restauro con flusso chairside.

Come da protocollo dopo la scansione iniziale delle arcate e la terapia canalare, viene eseguita la preparazione dell’elemento e scansionato. Seguiti i passaggi classici poniamo l’attenzione sulla possibilità di modellare virtualmente la gengiva a livello vestibolare per poter dare poi con il restauro definitivo il giusto sostegno ai tessuti per un’estetica quanto più naturale (fig. 1).


Fig. 1 Modellazione virtuale della gengiva



Lo strumento sezione ci permette di valutare in questo caso il parallelismo della preparazione, la presenza di sottosquadri e lo spessore del perno e delle pareti, fondamentale per verificare sin dal progetto digitale che non ci siano difficoltà nell’inserimento del restauro (fig. 2).


Fig. 2 Strumento sezione 



Eseguito il progetto digitale procediamo con tutti i passaggi canonici di modellazione e controllo dei contatti occlusali e inviamo il progetto in fresatura dove il materiale scelto in questo caso è stato un silicato di litio rinforzato con zirconia (figg. 3-5).


Fig. 3 Visualizzazione in trasparenza del restauro modellato



Fig. 4 Restauro 2.4 posizionato nel blocchetto virtuale e pronto per la fresatura



Fig. 5 Elemento 2.4 caratterizzato e glasato, pronto per la cementazione



A questo punto il restauro è stato cementato con un cemento duale fotopolimerizzabile a base resinosa (fig. 6).


Fig. 6 Elemento 2.4 cementato



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