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07 Novembre 2007

Essere sereni fa bene anche ai denti


Lo stress psicologico e gli stati ansiosi contribuiscono a peggiorare non solo lo stato di salute in generale, ma anche quello dei denti in particolare: diversi studi scientifici riportano infatti che depressione, ansia e stress possono essere considerati fattori di rischio per lo sviluppo della malattia parodontale.
Ma in che modo agiscono e come possono facilitare la distruzione dei tessuti orali? Il meccanismo fisiologico, basato sull’indebo-limento del sistema immunitario, è stato spiegato da un gruppo di ricercatori brasiliani che ha realizzato recentemente una revisione sistematica della letteratura sul peso dei fattori psicologici nella malattia parodontale. 
“Ricercando tra gli studi pubblicati tra il 1990 e il  2006 abbiamo reperito 14 ricerche che avevano indagato proprio la relazione tra stati psicologici e la presenza di malattia parodontale” afferma Francisco Nociti, ricercatore presso il Dipartimento di parodontologia dell’Università di Campinas a Piracicaba, in Brasile; “abbiamo così verificato che più della metà degli studi, ossia il 57 per cento, ha effettivamente rilevato questa relazione, trovando che chi vive uno stato psicologico difficile o è colpito da eventi negativi può sviluppare la malattia parodontale o subire un aggravamento. Inoltre, anche un ulteriore 28,5 per cento dei lavori analizzati ha avallato in parte questa ipotesi”.
La revisione sistematica, pubblicata dal Journal of Periodontology, affronta anche le ragioni per le quali la patologia è legata ad ansia e stress. “Lo stress può essere considerato come un complesso sistema di cui l’individuo dispone per adattarsi alle condizioni dell’ambiente che lo circonda: è uno stato fisico e psicologico utile per affrontare le sfide di ogni giorno, ma diventa un problema per la salute quando la sua presenza è inappropriata rispetto a ciò che l’individuo deve affrontare,” spiega il ricercatore.

Quando la condizione di stress e di ansia è eccessiva e prolungata nel tempo, infatti, l’organismo va incontro a cambiamenti di tipo neuroendocrino e biochimico che interferiscono con il funzionamento del sistema immunitario
.
“In queste condizioni l’ipotalamo rilascia ormoni che liberano corticotropina e la corteccia surrenale produce glucocorticoidi: questi ultimi, in particolare, hanno i maggiori effetti sull’indebolimento del sistema immunitario poiché riducono il numero dei linfociti, dei monociti e degli eosinofili circolanti e inibiscono l’accumulo di macrofagi, eosinofili e neutrofili nelle aree dove vi è infiammazione, ossia nei tessuti orali infiammati nel caso della malattia parodontale” prosegue il ricercatore; “i glucocorticoidi, inoltre, inibiscono la secrezione di immunoglobuline A che normalmente sono in
grado di ridurre la colonizzazione dei patogeni orali ma che, se ridotte nel numero, non riescono a proteggere i tessuti parodontali.”

I ricercatori infine ricordano che, accanto ai processi fisiologici, vi sono anche motivi psicologici per i quali la condizione di stress favorisce la progressione della malattia parodontale. “Negli stati di stress, ansia o depressione le persone generalmente tendono a tralasciare la cura di se stesse, occupandosi in misura minore dell’igiene orale e talvolta intraprendono comportamenti dannosi per la salute come l’eccessivo consumo di tabacco o di alcol, sostanze che contribuiscono a loro volta all’aggravamento della malattia parodontale”.

GdO 2007; 15

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