I filosofi stoici combattevano le paure con la pratica dell’attenzione, i martiri cristiani invece tendevano a ignorare i mali del corpo concentrando la loro mente altrove, verso l’idea di Dio.
Quando si tratta di tenere sotto controllo stati ansiosi, i due atteggiamenti, quello attivo della consapevolezza e quello passivo della distrazione possono funzionare entrambi.
Visti gli enormi progressi delle tecniche odontoiatriche e dell’efficacia degli anestetici è oggi del tutto fuori luogo e paradossale associare il martirio alla poltrona del dentista, tuttavia è un fatto che certi timori resistono, anche contro ogni evidenza e ragione. Per questo motivo è degna di attenzione lo studio sull’efficacia dei trattamenti contro l’ansia-da-dentista condotto da un gruppo di ricercatori tedeschi coordinato dal dottor Claas Lahmann, un medico che lavora presso il Dipartimento di medicina psicosomatica e psicoterapia della Technical University Munich; per questo motivo la ricerca si è guadagnata le pagine di Jada, la prestigiosa rivista dell’Associazione dei dentisti americani.
Per la precisione, Lahmann e colleghi hanno confrontato due tecniche per ridurre gli stati ansiosi legati a un trattamento odontoiatrico: la prima puntava sulla distrazione e il rilassamento indotti dall’ascolto di brani musicali; la seconda faceva ricorso a un semplice metodo di rilassamento che aumenta la consapevolezza del corpo e delle sensazioni fisiche.
I risultati indicano che la musica è efficace, la tecnica di rilassamento attivo lo è ancora di più. Sono gli stessi autori a ricordare come la paura del dentista sia tuttora diffusa: in Germania, un’indagine statistica l’ha stimata presente in modo significativo nell’11 per cento della popolazione.
È quasi con sciovinismo ferito che Lahmann rileva che i norvegesi sono più coraggiosi, secondo un sondaggio analogo condotto nel Paese scandinavo; ma dovunque le percentuali, che variano dal quattro fino al 20 per cento, dimostrano che il problema esiste ed è generale. Sembra più frequente nei giovani che nelle persone anziane e le donne, un po’ a sorpresa, risultano un po’ più fifone dei maschi. Il fenomeno si presta a un’alzata di spalle, ma le conseguenze sono gravi, perché questo tipo di paure porta molte persone a non tenere sotto controllo e non curare la propria salute orale che finisce in molti casi per deteriorarsi.
La letteratura e l’esperienza di ognuno riportano vari approcci utili nell’affrontare il problema: intanto i trattamenti farmacologici, dalle benzodiazepine fino agli antidepressivi e poi la numerosa messe di approcci psicologici come l’ipnosi, il biofeedback o le tecniche prodotte dalla psicologia comportamentista. Le strategie di controllo dell’ansia sperimentata dai ricercatori tedeschi hanno il vantaggio di essere molto semplici e di non richiedere quindi al paziente un lungo training per impadronirsi delle tecniche, inoltre evitano la somministrazione di farmaci che, da alcuni pazienti, è vissuta come ulteriore elemento di preoccupazione. Nel caso di utilizzo della musica, viene solo chiesto al paziente di scegliere la tipologia di brani che ritiene più consona allo scopo e più vicina alle sue preferenze personali.
La tecnica di rilassamento potrebbe sembrare più complicata, ma si è fatto ricorso al cosiddetto “rilassamento funzionale”, piuttosto diffuso in Germania, Austria e Svizzera per il trattamento di una vasta gamma di disturbi psicosomatici: richiede solo una decina di minuti per essere appresa dal paziente, mentre il dentista è stato preliminarmente sottoposto a un training durato appena una settimana.
Lo studio clinico, randomizzato e controllato, è stato condotto su pazienti che riconoscevano di provare stati ansiosi, ma che non presentavano condizioni gravi e riconducibili a vere e proprie fobie. Dai partecipanti, reclutati in un’area rurale della Baviera, sono anche stati esclusi i giovani con meno di 18 anni, gli individui in cura con farmaci antidepressivi o tranquillanti e anche coloro che erano affetti da problemi odontoiatrici complessi.
Prima del trattamento dentistico è stata effettivamente riscontrata una condizione di ansia elevata (come ci si attendeva, dati i criteri di scelta del campione di partecipanti); dopo l’intervento si è ovviamente verificato un calo dello stato ansioso. Nel gruppo denominato Musica Distraction la riduzione è stata significativamente superiore rispetto al gruppo di controllo, ma ancora migliori sono stati gli effetti riscontrati nei pazienti Brief Relaxation - coloro che avevano imparato a indurre attivamente una condizione di rilassamento.
In che cosa consiste
Come funziona la Brief Relaxation? Consiste essenzialmente nella ripetizione di alcune sequenze di piccolissimi, quasi impercettibili movimenti, per pochi secondi, che intendono portare il paziente a una maggiore consapevolezza del proprio corpo. Possono essere eseguiti direttamente sulla poltrona del dentista, dopo aver trovato una posizione sufficientemente comoda. Riportiamo qualche esempio:
- abbandonate la mandibola lasciandola cadere e muovetela leggermente a sinistra e a destra per un tempo variabile dai tre ai cinque secondi;
- ancora per un periodo dai tre ai cinque secondi, muovete le spalle facendole ruotare sulle giunture, mantenendole rilassate e con spostamenti così piccoli che una persona di fronte a voi non si accorgerebbe di nulla; lasciate lavorare la gravità al vostro posto e abbandonatevi a essa;
- fate attenzione alla consapevolezza del vostro corpo: notate qualche cambiamento?
Ce ne sono altri di questo tipo e, infine, uno dei suggerimenti più importanti, che precisa lo spirito di questo metodo: non dovete affatto preoccuparvi di eseguire la tecnica in modo sbagliato!
GdO 2008; 12
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