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14 Settembre 2012

Paura

di Giovanni Lodi


A settembre (ri)comincia la scuola, e per qualcuno dei piccoli alunni questo significherà rinunciare allo spazzolino da denti.

Leggo sul sito del Corriere della Sera la lettera di una mamma che denuncia l'ostracismo della scuola frequentata dalla figlia, nei confronti dello strumento che è da ritenersi il principale determinante della salute di denti e gengive. La notizia non mi suona nuova e allora eseguo una poco sistematica ricerca con Google, che integro con un giro di telefonate alle amiche mamme. Tutto confermato: benché la situazione non sia uniforme, frequentemente le scuole proibiscono ai bambini di usare lo spazzolino da denti. Momento di sconcerto.

"Salvaguardando l'importanza di dire ai bambini di non trascurare i denti, è evidente che in una collettività scolastica devono esserci le condizioni ideali per farlo. Utilizzare strumenti scarsamente igienici, perché i bambini possono considerarli come giochi o perché possono scambiarseli tra loro, potrebbe comportare un danno ben maggiore". Queste le parole a giustificazione del provvedimento del dirigente del Dipartimento di Cure Primarie di una AUSL. Il danno ben maggiore si intuisce essere il contagio di chissà quali gravi patologie.

Benché possibile sul piano teorico, trent'anni di ricerca scientifica confermano che nessuna delle terribili malattie che vi stanno venendo in mente si trasmette con lo spazzolino da denti. È altrettanto vero che il divieto difficilmente avrà serie conseguenze sulla salute orale dei piccoli alunni, se a casa ci sarà qualcuno che li educherà alla corretta igiene orale (anche se il divieto delle maestre e il contemporaneo incoraggiamento dei genitori potrebbe creare un po' di confusione).

Molto rumore per nulla, allora? No, perché a mio parere l'aspetto più interessante risiede nelle motivazioni di questa scelta chiaramente sbagliata. Che cosa spinge bravi educatori e bravi dirigenti sanitari a rinunciare a un beneficio evidente e generalizzato, in nome di un rischio talmente modesto da essere, appunto, solo teorico? Di certo non la ragione, bensì un'emozione, un'emozione tra le più forti e le meno controllabili: la paura. L'idea che un bambino a noi affidato possa ammalarsi gravemente è terribile, e per tenerla lontana siamo disposti a tutto, anche a trascurare razionalità e responsabilità.

E se credete che questa piccola storia abbia a che fare con la nostra professione solo perché parla di spazzolini da denti, state sbagliando.

Vi dice qualcosa l'espressione "medicina difensiva"?

Buona lettura.



 
 

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