Una recente revisione sistematica, ha classificato i biotipi gengivali in 3 distinte categorie:
In generale, un biotipo spesso (51,9%) viene osservato più frequentemente di un biotipo sottile (42,3%) quando si valuta lo spessore gengivale.I soggetti con un biotipo sottile hanno la tendenza a sviluppare più recessioni gengivali rispetto a quelli con un biotipo spesso e questo deve essere considerato prima di un trattamento ortodontico, chirurgico o restaurativo.
La nuova classificazione ha introdotto il termine di fenotipo parodontale suggerendo di sostituirlo alla vecchia definizione di biotipo parodontale. Come è stato sottolineato infatti, il fenotipo indica una dimensione che può cambiare nel tempo a seconda dei fattori ambientali e dell'intervento clinico e che può essere sito-specifica.
Il fenotipo parodontale è composto da:
E’ ben documentato ed è un'osservazione clinica comune, che la salute parodontale può essere mantenuta nonostante la mancanza di tessuto cheratinizzato, nonché in presenza di frenuli e vestiboli poco profondi quando il paziente adopera adeguate misure di igiene orale e di mantenimento professionale, in assenza di altri fattori di rischio per lo sviluppo della parodontite.
Tuttavia la presenza di gengiva cheratinizzata è importante nel mantenimento della salute gengivali in quei soggetti con uno deficitario controllo della placca.
La mancanza di tessuto cheratinizzato è considerata un fattore di predisposizione allo sviluppo di recessioni gengivali e infiammazione.
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