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04 Luglio 2019

PERCHE' INSORGE L'IPERSENSIBILITA' DENTINALE?


Esistono diverse teorie sul meccanismo di insorgenza dell'ipersensibilità; tuttavia, la più ampiamente accettata è conosciuta come la "teoria idrodinamica". Proposta da Brannstrom e Astrom, afferma che stimoli termici, osmotici o fisici creano un movimento del fluido presente all'interno dei tubuli dentinali, causando l'attivazione delle terminazioni nervose presenti a livello dell'interfaccia dentina-polpa, con conseguente dolore.

Lo sviluppo dell'ipersensibilità dentinale si verifica in seguito a due passaggi:

  • Lesione localizzata. Nella prima fase, i tubuli dentinali, sono esposti all'ambiente esterno. Questo quadro però non necessariamente evolve nel successivo.
  • Lesione attiva. Nella seconda fase, i tubuli dentinali si presentano pervi sia verso l'esterno, che verso la polpa, con conseguente insorgenza di sintomatologia.

Si è visto come, nei denti ipersensibili, il numero dei tubuli dentinali esposti sia 8 volte superiore e con un diametro medio 2 volte maggiore rispetto ai denti che non presentano questo problema. Questo determina un flusso di liquido intradentinale circa 100 volte maggiore. 

La causa più comune di esposizione dentinale è rappresentata dalla presenza di recessioni gengivali, che possono essere conseguenza di malattia parodontale, trattamenti ortodontici, piercing facciali o spazzolamento dei denti aggressivo o con dispositivi inadatti. 

Oltre alle recessioni gengivali, la perdita di tessuto dentale coronale, in particolare a livello dello smalto, è considerata un fattore di rischio per l'esposizione della dentina cervicale ed è principalmente causata da erosione, abrasione o da una combinazione di questi fattori.

L'erosione è una perdita dei tessuti dentali duri mediante l'azione di sostanze chimiche. Si è visto come l'ipersensibilità dentinale sia più comune nei soggetti che consumano quotidianamente più di 3 sostanze acide (frutta, agrumi) e più di 2 bevande acide (soft drink, alcol), soprattutto se al di fuori dei pasti. Essa inoltre è più comune nei soggetti che hanno l'abitudine di sorseggiare o tenere in bocca le bevande prima di deglutirle e che impiegano più di 10 minuti nel consumare cibi acidi in un unico pasto.

Anche il ruolo delle malattie gastroesofagee nella progressione della perdita di sostanza dura dentale è stato dimostrato. Gli studi hanno evidenziato come l'esposizione ripetuta o prolungata dei denti agli acidi gastrici porti alla dissoluzione selettiva di componenti specifici della superficie dentale, causando perdita di struttura e ipersensibilità della dentina. Lo stesso discorso vale per i soggetti affetti da disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia.

L'abrasione invece, è definita come una perdita di sostanza dentale in seguito a stimolazione meccanica; a questo proposito, possibili fattori causali sono scorrette tecniche di spazzolamento e soprattutto l'utilizzo di dentifrici particolarmente abrasivi.

Anche le parafunzioni, come il bruxismo, possono causare un'usura progressiva delle superfici dei denti con conseguente esposizione del tessuto dentinale e quindi possibile insorgenza di ipersensibilità.

Infine, esiste un tipo di l'ipersensibilità dentinale iatrogena che compare come effetto collaterale indesiderato di alcuni trattamenti odontoiatrici quali soprattutto sbiancamenti professionali e terapie parodontali come levigature radicolari.

BIBLIOGRAFIA:
  • Teixeira DNR, Zeola LF, Machado AC, Gomes RR, Souza PG, Mendes DC, Soares PV. Relationship between noncarious cervical lesions, cervical dentin hypersensitivity, gingival recession, and associated risk factors: A cross-sectional study. J Dent. 2018 Sep;76:93-97.
  • O'Toole S, Bartlett D. The relationship between dentine hypersensitivity, dietary acid intake and erosive tooth wear. J Dent. 2017 Dec;67:84-87.
  • Danielle Clark and Liran Levin. Non-surgical management of tooth hypersensitivity. International Dental Journal 2016; 66: 249–256. 

 
 
 
 
 
 

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